CRONACA
Molotov al Rosselli di Aprilia, lo studente che le ha lanciate è accusato di strage
APRILIA – Aprilia si risveglia dopo l’incubo, quello cominciato poco dopo le 8 di ieri mattina quando un alunno di 15 anni si è presentato con 8 molotov nel sua scuola, l’Istituto Rosselli, meditando un’azione esemplare che poco dopo ha cercato di mettere in atto. Le telecamere lo inquadrano mentre arriva con due zaini, poco dopo, in un bagno del secondo piano, indosserà la mimetica del softair, il gioco di cui è appassionato, e lancerà urlando tre delle otto bottiglie incendiarie tra le scale e i laboratori di chimica e di informatica. L’allarme scatta subito, mentre studenti e professori impauriti fuggono, arrivano i carabinieri del Reparto Territoriale che lo fermano.
LE BOMBE – Dalle prime analisi sui resti delle bombe a mano fabbricate dal quindicenne è emerso che erano state realizzate con perizia, seguendo un manuale di istruzioni scaricato da internet, ma è stato utilizzato un combustibile per stufe, fortunatamente non benzina la cui potenza esplosiva avrebbe reso tutto più drammatico.
PERCHE’ – Ma la vera domanda è perché. Che cosa ha scatenato in un ragazzo apparentemente normale, figlio di una famiglia normale, una furia tale. Quello che è noto è che lo studente aveva avuto un diverbio con i compagni di classe, perché non si era presentato ad un’interrogazione programmata. “A scuola è routine”, dice la dirigente. Forse si era sentito maltrattato, isolato, nella sua testa quell’episodio si era ingigantito fino a fargli meditare un attentato che poteva avere un esito drammatico. Sono solo ipotesi al momento: lui ai carabinieri ha detto di essere vittima di bullismo.
Così, mentre gli insegnanti si interrogano sui possibili segnali non colti, la dirigente scolastica ha deciso che nell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze non si terrà alcuna attività didattica e resterà chiusa l’ala est dell’edificio scolastico che si trova in Via del Carrocceto.
Il caso sarà anche al centro del Consiglio provinciale.
CRONACA
Camion a fuoco sulla Pontina, strada bloccata e disagi all’altezza di Borgo Isonzo
Mattinata di forti disagi per la circolazione sulla Pontina. Intorno alle 10 di oggi il rimorchio di un camion ha preso fuoco lungo la SS148 nel territorio di Latina, in direzione Roma. L’incendio ha reso necessario il blocco della circolazione nel tratto interessato per consentire le operazioni di messa in sicurezza e di intervento dei soccorsi. Pesanti le ripercussioni sul traffico, con lunghe code registrate già da Borgo San Michele fino all’intersezione con via del Lido. Numerosi automobilisti sono rimasti bloccati in coda durante le operazioni. Restano da accertare le cause che hanno provocato il rogo del rimorchio.
CRONACA
Prevenzione e salute al MOF: dal 24 al 26 giugno screening gratuiti e controlli sanitari
Dal 24 al 26 giugno il MOF – Centro Agroalimentare all’Ingrosso di Fondi ospiterà le “Giornate della Prevenzione”, nell’ambito della “Compagnia Itinerante della Salute” promossa dalla ASL Latina, con screening gratuiti e controlli sanitari a bordo di un truck attrezzato con ambulatori mobili.
L’iniziativa, sostenuta da ANDOS Comitato di Fondi ODV insieme a Consorzio Agrofondi, Assomercati e Assogrossisti, e con il patrocinio del MOF e del Comune di Fondi, nasce con l’obiettivo di portare la prevenzione direttamente nei luoghi di lavoro e favorire l’accesso ai servizi sanitari anche a chi, per motivi professionali o familiari, tende a rinviare i controlli.
Le attività si svolgeranno dalle 9.00 alle 16.30 presso il Centro Agroalimentare di Fondi, in viale Piemonte, dove sarà presente l’unità mobile della ASL Latina. L’accesso sarà gratuito e rivolto in particolare a lavoratori, produttori e operatori del mercato, ma aperto a tutta la cittadinanza.
Nel corso delle tre giornate saranno disponibili servizi di screening e prevenzione, tra cui misurazione di pressione arteriosa, glicemia e colesterolemia, calcolo dell’indice di massa corporea, counseling sugli stili di vita e sulla prevenzione dei principali fattori di rischio. Sono inoltre previsti screening oncologici, con mammografia per le donne tra 50 e 74 anni, HPV test e Pap test per lo screening cervicale e la distribuzione del kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del tumore del colon-retto.
ANDOS Comitato di Fondi ODV sottolinea come la prevenzione rappresenti uno strumento fondamentale di diagnosi precoce e tutela della salute, ribadendo l’importanza di avvicinare i servizi sanitari alle persone attraverso iniziative territoriali.
Sulla stessa linea il Comune di Fondi, che evidenzia il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio per promuovere una cultura della prevenzione diffusa e accessibile, e il MOF, che sottolinea l’importanza di portare la sanità nei luoghi dove ogni giorno lavorano migliaia di operatori della filiera agroalimentare.
CRONACA
Maxi sequestro di droga a Ponza, 40 chili di hashish nascosti in una grotta a Chiaia di Luna
Maxi sequestro di droga a Ponza. I militari della Guardia di Finanza hanno rinvenuto e sequestrato circa 40 chilogrammi di hashish nascosti all’interno di una grotta nella zona di Chiaia di Luna, al termine di un’attività investigativa sviluppata tra servizi di osservazione, appostamenti e controlli sia via terra che via mare.
L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Ponza insieme alla IV Squadra Unità Navali della Sezione Operativa Navale di Gaeta. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di un nascondiglio particolarmente difficile da raggiungere: la grotta, infatti, sarebbe accessibile soltanto a nuoto e attraverso un tratto in immersione.
Durante l’ispezione sono stati recuperati 33 involucri contenenti complessivamente 330 panetti di hashish per un peso totale di circa 40 chilogrammi. Secondo le stime degli investigatori, la sostanza stupefacente avrebbe potuto fruttare oltre 500 mila euro una volta immessa sul mercato illecito.
Si tratta del più ingente sequestro di hashish mai effettuato sull’isola di Ponza. La droga è stata posta a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Cassino, che coordina le indagini finalizzate a individuare i responsabili.
Secondo le prime ipotesi investigative, il carico sarebbe stato nascosto nella grotta come deposito temporaneo, in attesa di essere distribuito progressivamente durante la stagione estiva attraverso la rete locale dello spaccio.
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