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Primo consiglio comunale a Latina, Coletta: “La scelta dei cittadini va rispettata trasformando una criticità in grande opportunità”
LATINA – “Anche questa volta, una grande emozione. Congratulazioni al presidente Raimondo Tiero. La sua elezione all’unanimità è un bel segnale per la città ed è la conferma della linea impostata durante i colloqui che hanno preceduto questo Consiglio, in cui tutte le forze politiche devono trovare unità di intenti. Trasformiamo una possibile criticità in una grande opportunità. Buon lavoro a tutti i consiglieri e le consigliere per il Bene Comune della nostra città”. Sono le parole scelte per il post pubblicato dal sindaco di Latina Damiano Coletta al termine della prima seduta del nuovo consiglio comunale che ha eletto presidente dell’organo, il consigliere comunale più votato, Raimondo Tiero. In apertura di seduta, dopo l’Inno di Mameli, il sindaco ha giurato la sua fedeltà alla Costituzione italiana poi, nel suo discorso, è tornato ad invitare tutti i consiglieri eletti ad agire con senso di responsabilità e nell’esclusivo interesse della città. Il primo cittadino si è invece preso qualche giorno di tempo per nominare la giunta.
Volti noti, ritorni e alcune significative new entry in aula: da Vincenzo Zaccheo tornato in assise dopo 11 anni di assenza preceduti da 40 anni ininterrotti di scena politica e deciso a ritagliarsi un ruolo da protagonista, a Enzo De Amicis del Pd, indicato come capogruppo, affiancato dai nuovi eletti Daniele Fiore, Tommaso Malandruccolo e Leonardo Maiocchi. Quest’ultimo confida che la presenza giovanile, la sua come quella del “vicino di banco” Francesco Pannone della Lista Riguarda Latina, possa essere un ponte tra il Consiglio comunale e le nuove generazioni di latinensi. Debutto anche per Gianluca Bono del Movimento Cinque Stelle e per Annalisa Muzio. Torna in consiglio dopo sette anni anche Gianluca di Cocco di Fratelli D’Italia, e, stavolta nel gruppo della Lega, Giovanna Miele. Abbiamo raccolto le loro voci.
Mercoledì mattina (10 novembre) dopo il Gr delle 9, su Radio Immagine Francesca Balestrieri ed Elisabetta De Falco intervisteranno il sindaco Coletta anche sulle aspettative dopo questo primo consiglio comunale e sulle prospettive immediate che riguardano proprio la nomina della giunta.
IL DISCORSO INTEGRALE DEL SINDACO– Care concittadine e cari concittadini, bentrovati. Saluto tutte le consigliere ed i consiglieri eletti, la segretaria generale dott.ssa Rosa Iovinella, lo staff del consiglio comunale. Oggi inizia una stagione amministrativa particolarmente importante per la storia della nostra comunità e direi anche per la storia del nostro paese. Il risultato elettorale ha determinato le scelte che sappiamo, premiando una coalizione al primo turno e scegliendo me come sindaco alla guida della nostra città per il prossimo quinquennio. Fare il sindaco è forse il mestiere più difficile ma nello stesso tempo più bello del mondo. Fare il sindaco significa prendersi cura della comunità che si rappresenta. Significa essere di buon esempio nei modi e nei contenuti. Significa anche sbagliare, perché questo fa parte della fragilità umana, ma farlo sempre in buona fede e comunque nell’unico interesse possibile. Quello del Bene Comune.
È per me un grandissimo onore poter nuovamente indossare la fascia tricolore come sindaco della mia città e per questo intendo ringraziare tutta la città per la fiducia che mi viene riposta e che intendo ripagare con senso di responsabilità mettendo a disposizione di tutti, i valori che mi sono propri: impegno, dedizione, passione, onestà e integrità morale. Cui aggiungo l’esperienza e la competenza acquisite in occasione del precedente mandato amministrativo.
Permettetemi di cogliere questa occasione per salutare tutti coloro che si sono candidati nella recente campagna elettorale e quindi anche coloro che non stati eletti ma che comunque si sono messi in gioco per il bene della città. È stata una campagna elettorale dura, aspra ma ora quel tempo della contrapposizione competitiva è finito. Inizia il tempo della dialettica politica costruttiva e operativa per il bene della città.
Consentitemi di ringraziare anche tutti e tutte coloro che hanno fatto parte della precedente esperienza amministrativa : i consiglieri e le consigliere sia di maggioranza che di opposizione, che oggi non siedono più qui in aula e i membri della giunta. Desidero ringraziarli per il lavoro svolto nel precedente mandato e per il loro costruttivo contributo per il bene comune della città.
La scelta fatta dai cittadini è una scelta che va rispettata fino in fondo trasformando una possibile criticità in una grande opportunità.
Abbiamo tutti vissuto la durissima esperienza della pandemia. Esperienza che ha prodotto la più grave crisi sanitaria, economica e sociale dal dopoguerra. Una crisi che ha accentuato le disuguaglianze sociali perché da sempre le crisi, i disastri climatici colpiscono le fette di popolazioni più fragili. E una delle fondamenta di una società civile e democratica è quella di non lasciare nessuno indietro.
Papa Francesco di recente ha detto: “Oggi la sfida è quella di aiutare i governanti e i cittadini ad affrontare le criticità come opportunità… La pandemia ha messo in crisi anche l’agire politico in sé stesso, la politica in quanto tale. Ma pure questo fatto può diventare un’opportunità, per promuovere una migliore politica, senza la quale non è possibile lo sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale. Una politica che si attui come architettura e artigianato della pace”.
Ed è questo il tempo della storia in cui la politica deve saper cogliere la grossa opportunità del rilancio del nostro Paese grazie alle risorse messe a disposizione dall’UE, grazie al PNRR. E’ il tempo della ricostruzione in cui tutti devono saper dare il proprio contributo per il proprio Paese. Come fecero i nostri padri costituenti. Perché il Paese siamo noi, padri, madri e figli. Il rilancio del Paese passa per le città perché è nelle città che si costruisce il senso di comunità. Le linee di indirizzo del Recovery Fund ci indicano coordinate ben precise: transizione ecologica, sviluppo sostenibile, innovazione digitale, cultura, ricerca, sanità, inclusione.
Latina in Europa. Latina è già su questa strada. È già dentro l’Europa, perché in Europa bisogna starci dentro convintamente per i valori che riesce ad esprimere soprattutto in un momento della storia come questo. Per questo vanno potenziati gli uffici comunali e, da parte della politica, vanno utilizzate risorse che abbiano competenza specifica.
Latina Universitaria. La ulteriore valorizzazione del Polo Universitario è un passaggio fondamentale per lo sviluppo della nostra città. Dobbiamo prendere l’impegno di aumentare le strutture sia didattiche che di ricezione continuando il percorso già intrapreso e valorizzando ulteriormente il nucleo di fondazione. Così come l’offerta formativa che andrebbe orientata sempre più in funzione della domanda occupazionale da parte del polo industriale del territorio. Latina è una città giovane ed ai giovani deve saper offrire strumenti, opportunità e speranza.
Latina Distretto della Salute. Il progetto presentato dal Comune di Latina unitamente alla Regione Lazio, alla Provincia di Latina, alla Camera di Commercio, ANCI, all’Università La Sapienza, Università Tor Vergata, Università San Raffaele, CNR, Parco Scientifico e Tecnologico, Unindustria, Consorzio Sviluppo Industriale, attualmente è al vaglio del MISE. Consiste nella ulteriore valorizzazione del Polo Chimico farmaceutico unitamente ai progetti di formazione e ricerca dei Poli Universitari, dell’utilizzo della Telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e la costruzione del nuovo ospedale. Avrebbe un impatto economico importante sul nostro territorio.
Latina e le periferie. Le importanti risorse che arrivano dal PNRR nell’ambito degli interventi di riqualificazione dei quartieri Q4/Q5 con il progetto “A vele spiegate” e l’intervento di riqualificazione del Nicolosi, quartiere popolare storico.
Latina e la Marina. La Marina, grazie anche al progetto di riqualificazione di via Massaro, deve finalmente diventare una risorsa per la valorizzazione dell’offerta turistica del nostro territorio in virtù del turismo di prossimità che si è sviluppato negli ultimi 2 anni in conseguenza della pandemia. Anche attraverso la destagionalizzazione e la valutazione di una portualità che possa attivare un collegamento diretto con le isole pontine.
Il rilancio dell’urbanistica attraverso la rigenerazione urbana e la rivisitazione dei piani particolareggiati, la valorizzazione del decoro urbano, il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, il raggiungimento della raccolta differenziata sui valori del 70% attraverso il potenziamento di ABC, la riapertura del teatro, la Smart City, la valorizzazione del centro attraverso gli interventi di riqualificazione che riguardano l’ex Garage Ruspi, la Biblioteca Comunale, l’ex Mercato Annonario, il progetto Polo della Musica, l’acquisto dell’edificio della Banca d’Italia unitamente al definitivo miglioramento del collegamento infrastrutturale rappresentano ulteriori leve per il rilancio dell’economia del nostro territorio. Così come fondamentale appare l’ulteriore potenziamento della macchina amministrativa attraverso il reclutamento di risorse con attività concorsuale.
Rilancio e sviluppo che non possono prescindere dalla necessità di mettere al centro la persona, con le sue dinamiche di relazione, con i suoi diritti, fornendo strumenti di partecipazione attiva (i patti di collaborazione) e inclusiva affinché nessuno si senta escluso. Perché, citando Giorgio La Pira, in una città deve esserci un posto per tutti: un posto per studiare, un posto per pregare, un posto per curare. Una comunità coesa diventa libera e democratica attraverso la capacità di offrire pari opportunità senza lasciare nessuno indietro.
Le importanti risorse economiche del PNRR arrivano in un momento in cui la nostra comunità ha bisogno di prospettive, di speranza, di operatività e stabilità da parte della politica. Per questo oggi la politica deve mettere al centro il senso di responsabilità in funzione del Bene Comune, sapendo trovare sinergie intorno alla individuazione dei punti programmatici prioritari per siglare un “Patto per Latina” che sappia dare risposte alle esigenze dei cittadini in questo particolare tempo della storia. Il sindaco deve essere il garante di questo equilibrio e mi rendo disponibile ad esercitare questo ruolo con grande senso di responsabilità. La città ha scelto. Ha scelto di essere guidata da me e nello stesso vuole andare oltre le divisioni ideologiche. Ci chiede di governare perché non possiamo permetterci di restare indietro in un tempo come questo.
Questo non è il momento dei personalismi, dei muri alzati dagli steccati ideologici – oggi sono 32 anni dalla caduta del Muro di Berlino – delle strumentalizzazioni che accentuano gli antagonismi politici. Dobbiamo essere tutti protagonisti attivi, a partire dai cittadini.
Questo è il momento della rinascita, della speranza, della concordia anche attraverso la dialettica, della capacità di mostrare l’appartenenza alla nostra terra eliminando le differenze basate sui pregiudizi. Mettiamoci testa, gambe e soprattutto cuore. Perché questa è l’occasione per trasformare Latina in un laboratorio in cui tutte le forze politiche mettono a disposizione le migliori risorse per portare Latina verso il centenario, per rendere Latina città europea e simbolo della modernità. Ed esserne orgogliosi.
“È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati”. (Italo Calvino – Le città invisibili)
Buon lavoro Latina!
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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