AMBIENTE
Con la prima Ciclovia del Mare, il Comune di Sabaudia avvia la rivoluzione green. E si mette in rete con la Collina
SABAUDIA – Sabaudia studia la svolta green. Oggi, con l’apertura del cantiere della prima Ciclovia del Mare che collegherà il Parco Nazionale del Circeo a Ponte Giovanni XXIII, il comune costiero ha dato il via ad un percorso che potrebbe davvero rappresentare una svolta in termini di vivibilità, di economia e di salute e benessere, e non solo per la città del Parco. Un’idea di futuro da condividere e realizzare con i comuni vicini.
“Non solo sogni ma realtà – sintetizza la sindaca Giada Gervasi – la rete di piste ciclabili che presentiamo oggi, in parte già finanziate e in fase di avvio, in parte in fase di progettazione, alcune di ricucitura di altri percorsi esistenti, rappresentano non solo l’occasione per una mobilità alternativa e sostenibile, ma un’occasione di diversa e migliore fruibilità dei luoghi e del mare, di messa in sicurezza di alcuni tratti viari, oltre che volano per la promozione e lo sviluppo del turismo”. E’ quanto ha detto in occasione del convegno “Mobilità alternativa e sostenibile nella terra del Parco” che si è svolto nell’Auditorium del Parco Nazionale del Circeo, dove Comune e Ente Parco hanno condiviso con la cittadinanza progetti e sinergie. A far gli onori di casa con la prima cittadina, il Presidente del Parco Giuseppe Marzano. Insieme a loro, il consigliere regionale Salvatore La Penna, delegato per l’occasione dall’assessore regionale alla Mobilità Mauro Alessandri, Ester Del Bove, direttrice facente funzioni del Parco, Margherita Pernarella, architetta dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Sabaudia. Illustrate anche le esperienze sul campo di due associazioni: l’Aps Sentiero di Circe che sta sperimentando la scoperta del Parco attraverso le arti visive, progetto illustrato dalla presidente dell’associazione Jessica Brighenti , e Green Mobility Tevere con Andrea Romagnoli che ha parlato dei percorsi intitolati a Pasolini e ad Anna Magnani.
LA CICLABILE SUL LUNGOMARE – Oltre alle due Ciclovie del Mare è in progettazione il percorso sul lungomare (già finanziata dalla Regione Lazio), 6 chilometri da Ponte Giovanni XXIII a Torre Paola, una passeggiata ciclopedonale su entrambi i lati utilizzando materiale eco-compatibile, illuminazione smart con sensore di passaggio e servizi green. Tra questi ultimi, l’installazione di compattatori per la plastica e di rastrelliere per biciclette elettriche con pannelli solari.
LA MARE MONTI – Ma il progetto più difficile e suggestivo è la Mare-Monti. E’ stata la sindaca Gervasi a nome degli amministratori di 9 comuni a consegnare simbolicamente al consigliere regionale La Penna, una lettera per chiedere un incontro finalizzato a sostenere il progetto che vorrebbe collegare la collina alla costa, la Via Francigena del Sud e la Foresta planiziaria. E’ stata infatti inserita tra le proposte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e collegherà i territori di Latina, Pontinia, Priverno, San Felice Circeo, Sermoneta, Sezze, Sonnino e Terracina, da realizzare in collaborazione con Regione Lazio e Provincia di Latina.
“E’ stato un importante momento di confronto e di discussione. Tanti sono i progetti già finanziati e tante sono le opportunità da cogliere con il Pnrr. E’ un fatto positivo la presenza dei rappresentanti di tanti enti locali che rappresenta anche il superamento di un’ottica di campanile”, ha detto il consigliere La Penna, definendo un’unicità del territorio la possibilità di pensare ad un collegamento tra mare e monti
LE CICLOVIE DEL MARE – Il cantiere aperto oggi in Via Carlo Alberto è uno dei due lotti delle Ciclovie del Mare, finanziate dall’attuale Ministero della Transizione Ecologica nell’ambito della progettualità finalizzata alla mitigazione dei cambiamenti climatici in linea con l’Agenda 2030 e in linea con le politiche europee sullo sviluppo sostenibile. Il secondo lotto, finanziato e in progettazione, riguarderà la realizzazione di un tratto ciclabile sul lungomare che va dal Ponte Giovanni XXIII a strada Caterattino e di un tratto che va da Torre Paola a Mezzomonte (da realizzare con il Comune di San Felice Circeo). A questi due progetti si aggiunge l’intervento, in corso d’opera, che sta portando alla realizzazione di un “ramo” della Ciclovia del Mare, che collega quest’ultima, all’altezza dell’incrocio di via Conte Rosso, con Piazza Roma, passando dunque per la Sorresca, il Punto di Primo Intervento e la scuola media Giulio Cesare.
CICLOVIE DI SERVIZIO – Sono la ciclabile Sant’Andrea-Mare che consentirà di completare il tratto di ciclabile esistente fino al lungomare, mettendo in sicurezza un tratto “collante” tra Strada Diversivo Nocchia e Lungomare Pontino. E la ciclabile di Bella Farnia, già nel progetto dei marciapiedi in via Litoranea, che sarà di raccordo con il percorso esistente su via Diversivo Nocchia e la Migliara 47.
LE CICLABILI NATURALI – Tra i progetti possibili ci sono le cosiddette ciclabili naturali da riqualificare: la Strada Interrotta per esempio, che collega Latina e Sabaudia e una ciclabile intorno al Parco.
L’ambizione è realizzare una rete di percorsi che andrà ad interessare poco meno di 80 chilometri.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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