CRONACA
Acqua, bollette più salate per adeguare la cauzione. Il gestore incasserà 10 milioni di euro
LATINA – Bollette dell’acqua con sorpresa per gli utenti di Acqualatina chiamati ad “adeguare” il proprio deposito cauzionale”. Stanno arrivando in questi giorni a casa dei 250 mila utenti del servizio idrico integrato dell’Ato 4, le bollette appesantite dalla nuova voce. Una somma che andrà versata per metà sùbito (con la bolletta in arrivo) e per l’altra metà, nella successiva fattura. Una mini-stangata estiva che proprio non ci voleva. Il gestore, evidentemente a caccia di liquidità, chiede il pagamento di somme variabili, calcolate sulla base della tipologia tariffaria: contratto per abitazione principale, seconda abitazione, tariffa agevolata, tariffa commerciale, artigianale o industriale (a prescindere dai consumi).
Nella bolletta che mostriamo in foto, per un’utenza commerciale, a fronte di un consumo di 9 metri cubi di acqua (praticamente nulla) l’adeguamento del deposito cauzionale è fissato in 160 euro. Per un’abitazione privata la somma si aggira intorno ai 60 euro che diventano 100 per la seconda abitazione. Un’operazione che, a conti fatti, porterà nelle casse di Acqualatina, una somma stimabile in oltre 10 milioni di euro. La decisione arriva in applicazione di una delibera dell’Autorità per l’Energia elettrica gas e sistema idrico (AEEGSI). Pagherà l’intera somma chi ha ereditato un vecchio contratto (e non ha mai versato la cauzione) mentre gli utenti che hanno già versato il deposito si vedranno fatturare la sola differenza.
CRONACA
Lenola, torna operativo il pozzo artesiano di Madonna del Latte
È tornato operativo il pozzo artesiano della XXII Comunità Montana degli Aurunci e Ausoni, in località Madonna del Latte a Lenola, rimasto inutilizzato per un lungo periodo.
I lavori di riparazione e riqualificazione sono stati completati e l’impianto è stato verificato ieri, durante un sopralluogo al quale hanno partecipato il commissario della Comunità Montana Pietro Forte e il sindaco di Lenola Fernando Magnafico.
La risorsa idrica potrà essere utilizzata per diverse esigenze del territorio: dalla prevenzione e dallo spegnimento degli incendi boschivi all’abbeveramento dei pascoli e al sostegno degli allevatori. L’acqua potrà inoltre servire ai residenti per riempire le cisterne private in caso di carenza o interruzione dell’approvvigionamento dalla rete.
Il pozzo raggiunge una profondità di circa 300 metri e lavora con pressioni vicine ai 30 bar. Per questo sono state installate nuove componenti, tra cui un’elettropompa e giranti in acciaio inox, pensate per rendere l’impianto più resistente e affidabile.
Per il commissario Forte, il ripristino permette di restituire alla comunità una risorsa importante per la sicurezza, le attività produttive e le esigenze del territorio.
CRONACA
Centro storico affollato a San Felice Circeo, il Comune fa il punto sulla sicurezza
Il centro storico di San Felice Circeo si conferma anche quest’estate uno dei principali luoghi di attrazione per turisti e visitatori, con una presenza particolarmente significativa soprattutto nelle serate estive. Un’affluenza che rappresenta un elemento positivo per il borgo, ma che richiede anche una particolare attenzione alla sicurezza, alla viabilità e alla gestione degli spazi pubblici.
L’Amministrazione comunale sottolinea come l’elevata frequentazione sia stata considerata nella programmazione della stagione estiva. Tutte le manifestazioni organizzate sulle aree pubbliche sono state accompagnate dalle misure e dai servizi previsti dalla normativa e dalle prescrizioni applicabili ai singoli eventi. Per le iniziative di maggiore richiamo è stata inoltre garantita la presenza di un’ambulanza.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla possibilità di deflusso dal centro storico. La conformazione del borgo offre diverse direttrici di uscita verso l’esterno e, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, sono stati mantenuti liberi gli accessi e i percorsi necessari al passaggio dei mezzi di soccorso.
Un ruolo centrale è stato affidato alla Polizia Locale, impegnata nel verificare la percorribilità delle strade di accesso e nell’intervenire nei casi in cui fosse necessario garantire il regolare deflusso dei veicoli. Durante la stagione sono state effettuate anche rimozioni forzate delle auto parcheggiate in divieto di sosta quando queste ostacolavano la circolazione o limitavano la piena fruibilità della viabilità.
Nella programmazione estiva l’Amministrazione ha inoltre confermato la scelta, già adottata nella stagione precedente, di non organizzare dj set sulle aree pubbliche del centro storico. La decisione è arrivata anche a seguito del confronto con i titolari delle attività della zona e tenendo conto dell’elevato numero di persone che frequenta il borgo durante l’estate.
Per il Comune, i numeri delle presenze rappresentano un risultato positivo e confermano la capacità attrattiva del centro storico di San Felice Circeo. Allo stesso tempo, l’elevata concentrazione di persone impone una gestione attenta degli spazi, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza.
CRONACA
Terracina, il sindaco Giannetti condanna la scritta offensiva contro i privernesi a Porto Badino: “Gravissimo messaggio”
TERRACINA – Non è piaciuta affatto al Comune di Terracina la scritta comparsa sulla campata di Ponte Badino e visibile dal porto canale: “Pipernesi tutti appesi”. Non certo una goliardata, ma “un gravissimo messaggio offensivo rivolto alla comunità di Priverno”, dichiara il sindaco Francesco Giannetti, annunciando che l’assessore Luca Caringi si è immediatamente attivato per organizzare una squadra per la rimozione della scritta. (nella foto Giannetti un anno fa all’inaugurazione del ponte imbrattato con la scritta)
“Esprimo il mio più fermo sdegno per un gesto che condanno senza esitazioni – si legge in un post pubblicato da Giannetti sui social perché abbia la massima diffusione – dichiara . A nome mio e dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città, esprimo piena solidarietà al Sindaco e a tutta la comunità di Priverno. Terracina e Priverno sono comunità vicine, unite da rapporti umani, sociali e istituzionali che nulla hanno a che vedere con l’odio e l’intolleranza espressi da quella scritta. Quell’insulto non offende soltanto la vicina comunità di Priverno: offende anche Terracina e tutti i suoi cittadini, perché Terracina non può e non vuole essere rappresentata da messaggi di odio, di violenza o di contrapposizione tra comunità. Siamo una città che crede nel rispetto, nella convivenza civile e nella collaborazione con i territori vicini. È questo il volto di Terracina che dobbiamo difendere e mostrare, con fermezza, ogni giorno. Confido che i responsabili possano essere individuati e che un episodio così grave non venga minimizzato. Di fronte all’odio, la nostra risposta deve essere chiara: rispetto, solidarietà e responsabilità”, conclude il primo cittadino di Terracina.
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Antonio
12 Agosto 2014 at 16:10
Ma scusate ma non abbiamo vinto un referendum dove l’acqua è un bene pubblico e non privato?
Grazie.
Antonio