ECONOMIA
Occupazione e lavoro: i sindaci pontini alla Sapa

PRIVERNO – Un patto di fratellanza e solidarietà tra i sindaci per risollevare la crisi occupazionale sul territorio. Un segno forte, quello dato oggi pomeriggio, dai primi cittadini della zone più colpite dalla chiusura di industrie e stabilimenti, che si sono riuniti nel piazzale della Sapa di Fossanova, dove è in corso il presidio dei lavoratori. In prima fila Di Giorgi, Angelo Delogu, Eligio Tombolillo, e molti altri rappresentanti dei comuni convocati. Hanno deciso di prendere in mano la situazione, di metterci la faccia e l’impegno in prima persona per testimoniare le difficoltà vissute da moltissime famiglie senza lavoro e senza prospettive professionali. All’ordine del giorno un solo punto: la salvaguardia del lavoro e del futuro dei cittadini pontini, perché la Sapa è solo l’ultima vertenza, in ordine di tempo, su un terreno martoriato e messo già in ginocchio.
Nel corso della conferenza, i sindaci hanno redatto un documento nel quale si chiede al Governo e alla Regione l’istituzione di un tavolo inter-istituzionale in grado di affrontare concretamente, oltre alla situazione specifica della Sapa, anche la crisi occupazionale che sta investendo la provincia. “La crisi della Sapa è soltanto uno dei tanti casi di crisi presenti in provincia di Latina – ha affermato il sindaco Di Giorgi – e per questo ci siamo attivati in difesa dei lavoratori. La conferenza ha l’obiettivo di portare il tema dell’occupazione in provincia di Latina a livello ministeriale, interessando i dicasteri preposti e quindi il Governo stesso. La salvaguardia del lavoro è un nostro dovere di rappresentanti delle istituzioni e farò quanto è nelle mie possibilità di sindaco per portare avanti questa battaglia”.
ZINGARETTI SCRIVE AL MINISTRO DEL LAVORO POLETTI.
“Agli inizi di maggio – scrive Zingaretti nella lettera – l’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali e alla Regione Lazio di dover procedere al licenziamento collettivo dei 136 addetti al sito produttivo in conseguenza della determinazione assunta dalla azienda medesima di cessare ogni attività produttiva. Il nostro Assessorato al Lavoro ha seguito con attenzione fin dall’inizio la crisi della Sapa. Le istituzioni coinvolte hanno tentato ogni possibile mediazione tra azienda e i sindacati ma, nonostante i numerosi incontri, si è constata una distanza incolmabile tra le posizioni delle parti, sino alla definitiva rottura con il mancato accordo siglato in Regione in data 21 luglio”.
“Nel corso delle trattative, la Regione ha invitato la società a valutare la possibilità di applicare ammortizzatori sociali e anche tutte le possibili iniziative di politica attiva finalizzate all’obiettivo di favorire la ricollocazione dei lavoratori. L’azienda ha proposto, in sede di vertenza, una Cassa Integrazione Straordinaria per cessazione di attività, affermando – continua la lettera – la disponibilità a ricercare potenziali acquirenti di un ramo d’azienda anche attraverso la consulenza di un advisor specializzato. La stessa azienda aveva inoltre paventato l’ipotesi di trasferire alcuni lavoratori presso altri siti industriali della società, nonché l’apertura di un percorso di mobilità volontaria. I sindacati, contestando integralmente la scelta aziendale di cessare le attività produttive sul sito di Fossanova, anche a fronte di una mancata discussione sullo stato di crisi in cui versava, non hanno ritenuto sufficienti le proposte dell’azienda”. “L’irrigidirsi delle posizioni reciproche ha prodotto un mancato accordo che ha come diretta e drammatica conseguenza – conclude Zingaretti – la definitiva perdita di occupazione di 136 persone. La chiusura della SAPA avviene in un territorio, quello della provincia di Latina, già pesantemente colpito in questi anni dagli effetti della crisi e da un grave processo di deindustrializzazione che rende ancor più allarmante la situazione occupazionale a causa delle minori possibilità di reimpiego dei lavoratori coinvolti. Nonostante il mancato accordo, la Regione ha comunque assicurato il massimo sforzo nella ricerca di una soluzione che eviti l’ennesima emergenza occupazionale. Tuttavia, è evidente che per far fronte a crisi di questa portata, tanto più quando coinvolgono aziende di proprietà straniera, si rende indispensabile uno sforzo comune di tutti i livelli istituzionali. Per questa ragione, con la presente sono a richiedere il suo autorevole interessamento anche per dare ai lavoratori e al territorio il segno tangibile dell’attenzione di tutte le istituzioni”.
ECONOMIA
Economia, Rocca: “Il Lazio cresce più dell’Italia, premiato il lavoro di un’intera Regione”
«Il Lazio cresce a una velocità doppia rispetto al resto del Paese e registra risultati di grande rilievo sull’export, sul turismo e sull’occupazione». Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca sui dati pubblicati dal Corriere della Sera. “Nel 2025 le esportazioni sono aumentate del 9,7 per cento, contro il 3,3 per cento della media nazionale; nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi turistici sono cresciuti del 2,6 per cento, sfiorando gli 11 milioni, con circa 25 milioni di pernottamenti e un impatto economico stimato in 15 miliardi di euro. Anche l’occupazione segna un incremento del 5,5 per cento – riporta il Governatore – . Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che testimoniano, prima di tutto, la straordinaria vitalità della nostra Regione. Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione. Accanto a loro c’è stato il lavoro della Regione e di tutta la nostra squadra di governo, che fin dall’inizio ha scelto di sostenere chi investe, produce e crea lavoro. Voglio ringraziare tutti i colleghi di Giunta per l’impegno e la determinazione con cui stanno contribuendo a questa stagione di crescita. Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione», conclude Rocca.
ECONOMIA
Ibi Lorenzini, lo storico Istituto Biochimico passa al gruppo italiano Acs Dobfar Spa
APRILIA – E’ stata ufficializzata nelle scorse ore la notizia del passaggio di proprietà dell’Istituto Biochimico Italiano G. Lorenzini (IBI) al gruppo ACS Dobfar S.p.A. dopo 108 anni di attività. La sede di Aprilia era stata di recente al centro dell’attenzione per lunghi mesi a causa della decisione di chiudere il reparto Sintesi, una crisi gestita dall’ufficio aziendale del personale, in accordo con i sindacati, con grande attenzione, conclusasi con il ricollocamento in altre realtà lavorative di tutti i lavoratori che hanno accettato il trasferimento. Ora, il passaggio successivo.
“Un momento di svolta – secondo la Cisl – fondamentale per la storia industriale del sito e dunque per il futuro dei suoi lavoratori”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Biazzo Presidente di Unindustria: “Il passaggio di proprietà rientra in un piano di sviluppo e di crescita in un settore, come quello farmaceutico, di grande importanza per l’economia della regione Lazio, dimostratasi come ecosistema favorevole a questo settore; ma più in generale di tutto il Paese”.
“Solo dodici mesi fa eravamo seduti attorno a un tavolo delle trattative complesso e drammatico per affrontare una seria crisi aziendale che aveva avuto come conseguenza la gestione del ridimensionamento dell’organico – commenta Gianluca Farina Segreterio della Femca CISL di Latina – in quella fase critica la fermezza del sindacato, l’unione dei lavoratori e il senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte hanno permesso di raggiungere un primissimo e fondamentale obiettivo che era la salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi, ad un anno da quei momenti di forte preoccupazione – continua il segretario – raccogliamo i frutti di quell’impegno. L’ingresso di un player globale come ACS Dobfar rappresenta non solo una vittoria della tenacia sindacale e delle maestranze, ma apre una concreta opportunità di rilancio industriale.”
L’acquirente, l’ACS Dobfar S.p.A., è una realtà multinazionale italiana d’eccellenza con 22 stabilimenti nel mondo (di cui 13 sul territorio nazionale). “Parliamo di un futuro con prospettive concrete e non dell’ennesima chiusura industriale”, aggiunge Farina.
“Come Unindustria – sottolinea Biazzo – abbiamo accolto con favore che ACSDOBAFR – con oltre 50 anni di storia alle spalle – e IBI Lorenzini – con più di 100 anni di storia alle spalle – società entrambe fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana si siano avvicendate nella produzione e commercializzazione di prodotti che richiedono altissima qualità, grande responsabilità e investimenti costanti per mantenere gli standard regolatori richiesti. Siamo stati vicini ad Ibi ieri e continueremo a sostenere oggi ACS Dobfar affinché prosegua in Aprilia questa importante strategia di rafforzamento della catena produttiva di farmaci e continui ad essere un punto di riferimento per l’industria farmaceutica della regione e nazionale, con ricadute positive per il territorio sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale”.
ECONOMIA
Ponza, il sindaco Ambrosino: “Via al percorso per realizzare il nuovo braccio di protezione del Porto Borbonico”
PONZA – Il sindaco di Ponza, Francesco Ambrosino ha ufficializzato l’avvio del percorso che porterà alla realizzazione del nuovo braccio di protezione del Porto Borbonico: “Un’infrastruttura attesa da anni che rappresenta una svolta strategica per la sicurezza della navigazione, la protezione del patrimonio portuale e lo sviluppo economico dell’isola”. L’opera, nella sua prima fase esecutiva, potrà contare su un finanziamento complessivo di 8 milioni di euro, di cui 4 milioni stanziati da Casa Italia e 4 milioni dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’annuncio nel corso della quarta edizione di ARIA, il convegno promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria che ha riunito sull’isola oltre 150 tra imprenditori, rappresentanti istituzionali e stakeholder provenienti da tutta Italia.
«Oggi Ponza compie un passo decisivo verso il proprio futuro», ha dichiarato il Sindaco Francesco Ambrosino. «La realizzazione del braccio di protezione del Porto Borbonico rappresenta un intervento storico che consentirà di aumentare la sicurezza dello scalo, migliorare la resilienza dell’infrastruttura portuale rispetto agli eventi meteomarini e garantire condizioni più favorevoli per residenti, operatori economici e diportisti. L’obiettivo – ha proseguito Ambrosino – è quello di costruire una Ponza sempre più moderna, sostenibile e attrattiva, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione tecnologica e crescita economica. Il porto è il cuore pulsante dell’isola e investire sulla sua sicurezza significa investire sul futuro della nostra comunità».
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