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Centro Alta Diagnostica al Goretti: sinergia tra Regione e Comune per sbloccare l’iter

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Ospedale S.M. Goretti di Latina

Ospedale S.M. Goretti di Latina

LATINA  – Regione e Comune di Latina insieme per ribadire la volontà di sbloccare positivamente la vicenda del progetto relativo alla realizzazione del Centro di Alta Diagnostico presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina su finanziamento della “Fondazione Roma”.

Il Comune di Latina e la  Regione Lazio, hanno ribadito inoltre l’impossibilità ad adottare soluzioni a forte rischio di illegittimità, chiedendo alla Fondazione la conferma dell’investimento per il Centro di Alta Diagnostica nella città di Latina. “Il Comune di Latina e la Regione – si legge in una nota di qualche ora fa – confermano, nonostante gli ostacoli frapposti, la volontà di raggiungere congiuntamente l’importante obiettivo attraverso un lavoro sinergico insieme alla “Fondazione Roma”, a cui va il ringraziamento per aver scelto di allocare nella nostra regione un così ingente investimento per realizzare un’opera di straordinaria importanza, che consentirà alla città di Latina e a tutto il Lazio di avere un Centro diagnostico all’avanguardia a disposizione anche degli utenti dell’Italia intera”.

ENRICO FORTE«Quella che ha in mente l’amministratore della Fondazione Roma è una strana idea di generosità: in pratica lui darebbe i macchinari  però soltanto nel caso ne abbia la gestione diretta, qui più che una donazione sembra una semplice operazione di outsourcing perché la cogestione alla fin fine è questo. Fa bene Zingaretti a pretendere chiarezza e trasparenza». Il consigliere regionale Enrico Forte interviene sul progetto del Centro di Alta Diagnostica che la Fondazione Roma intende realizzare nel capoluogo pontino precisando come sia necessario procedere nel massimo rispetto della trasparenza e del rispetto delle regole. «La Regione vuole realizzare il Centro di alta diagnostica a Latina – sottolinea Forte – secondo  le impostazioni originali e per questo lavorerà anche insieme alle autorità locali. Quello che non si può accettare è questo mix di forzature e pressappochismo che è il tratto che emerge da soggetti poco informati che vogliono strumentalizzare la vicenda. Si ringrazia la Fondazione Roma per la disponibilità a realizzare questa importante opera nel capoluogo pontino – conclude il consigliere regionale del Partito Democratico – e da parte nostra continueremo a lavorare affinché il progetto del Centro di Alta Diagnostica resti nella nostra città».

ROSA GIANCOLA – ‹‹Sono convinta che la realizzazione del centro di alta diagnostica sia un’opera di importanza cruciale per il comune di Latina. Credo dunque che sia fondamentale ritrovare la serenità per lavorare insieme e raggiungere l’obiettivo››. La consigliera regionale del gruppo Per Il Lazio Rosa Giancola interviene sulla questione del centro di alta diagnostica che la Fondazione Roma si era impegnata a finanziare per il capoluogo pontino. ‹‹Se il Centro viene realizzato all’interno di strutture pubbliche  e con l’apporto del pubblico non si può pensare di agire come in un’impresa privata – continua la consigliera Giancola – la Fondazione Roma deve tenere conto di questo aspetto. Se si parla di donazione occorre tenere fede ai principi che la ispirano, altrimenti il suo fine viene meno››.

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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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