CRONACA
Intimidazione o vendetta, le ipotesi sull’incendio di sei auto a Sabaudia

Una delle auto incendiate
SABAUDIA – Un grave atto intimidatorio l’incendio che ieri mattina intorno alle 3 ha distrutto sei auto tutte dello stesso nucleo familiare di noti commercianti ortofrutticoli e imprenditori di Sabaudia. In Via Lestra di Capogrosso a poche, centinaia di metri dal centro cittadino, le auto e i furgoni parcheggiati in due diversi punti distanti fra loro sono stati incendiati da qualcuno che voleva lanciare un messaggio, un avvertimento. Oppure vendicarsi, mettere in atto una ritorsione. Dopo che le fiamme sono state domate, il sopralluogo degli esperti di tracce del nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco ha ricostruito le fasi del rogo, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini ascoltando i proprietari delle vetture, che hanno detto di non aver mai ricevuto minacce. Acquisiti anche i filmati delle videocamere di sorveglianza collocate a poca distanza dal luogo dell’incendio.
“Un fatto gravissimo, i cittadini collaborino con le forze dell’ordine se hanno informazioni, perché si faccia presto luce sull’episodio”, ha detto il sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci dicendosi fiducioso che le indagini dell’Arma possano dare presto delle risposte.
A TERRACINA – E a Terracina nella notte un nuovo rogo che si sospetta essere doloso ha colpito l’auto di un commerciante. In via Clemente XIII dove è stata data alle fiamme una Smart. E’ stato il proprietario dell’auto a dare l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri. A indicare la pista dell’azione incendiaria il forte odore di benzina che si avvertiva sul posto.
CRONACA
Sorelle ritrovate a Formia grazie a una videochiamata. La Garante Sansoni: “Nessun segnale di sofferenza deve essere sottovalutato”
Una videochiamata ha segnato una svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due sorelline di 12 e 16 anni e che ha permesso di ritrovarle, nella serata di domenica 21 giugno, a Formia, nell’abitazione di una parente della madre. A fornire il dettaglio è stato in queste ore è stato il procuratore della Repubblica di Sulmona nel corso della conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento delle due sorelle. Intanto nelle ore successive al ritrovamento, è scattato il fermo per tre persone: si tratta della madre delle due giovani, del compagno e del padre della donna, nonno delle ragazze. I tre si trovano ora in carcere con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Risulta invece indagata a piede libero una zia della madre delle ragazze, che le avrebbe ospitate per diversi giorni nella sua casa di Formia. Secondo il magistrato, si tratta di “una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento un amore genitoriale malato”.
La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, ha espresso soddisfazione per il ritrovamento di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni rintracciate a Formia dopo oltre due settimane di ricerche. Sansoni ha ringraziato i Carabinieri e le Procure di Sulmona e Cassino per il lavoro investigativo svolto, ribadendo la piena fiducia nell’operato della magistratura. La Garante ha sottolineato come, in questa fase, debba essere messo al centro esclusivamente il benessere delle due ragazze, che hanno vissuto una vicenda particolarmente complessa e delicata. L’auspicio è che ogni decisione futura tenga conto del loro diritto a crescere in un contesto familiare stabile e adeguato, garantendo ascolto, protezione e sostegno psicologico. Sansoni ha infine assicurato che continuerà a seguire da vicino la situazione, mantenendo costante l’attenzione sulle condizioni delle due minori e sul loro percorso di tutela.
CRONACA
Minaccia un vicino con un’ascia, in casa aveva droga: denunciato un 60enne
Un uomo di 60 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato di Latina per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è scattato nella notte tra sabato e domenica dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa della Questura. Secondo quanto riferito da un vicino di casa, il sessantenne avrebbe minacciato lui e il suo cane brandendo un’ascia, per poi rientrare nella propria abitazione. Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno raccolto le testimonianze dei presenti e avviato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo alla ricerca di eventuali armi. Durante il controllo è stata trovata l’ascia che sarebbe stata utilizzata nel corso dell’episodio. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto alcune piante di marijuana e una quantità di hashish già pronta per l’uso. L’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura e denunciato all’autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità legate alle minacce segnalate dai vicini. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
CRONACA
Borgo Bainsizza, incontro della Polizia di Stato contro le truffe agli anziani
Prosegue la campagna di prevenzione della Polizia di Stato contro le truffe ai danni delle persone anziane. Nei giorni scorsi, presso l’associazione “L’Arcobaleno” di Borgo Bainsizza, si è svolto un incontro informativo dedicato alla sicurezza e alla diffusione di buone pratiche per riconoscere ed evitare i raggiri.
All’iniziativa hanno partecipato circa 80 cittadini. A intervenire sono stati il commissario capo Valeria Morelli e il sostituto commissario coordinatore Tommaso Malandruccolo, che hanno illustrato le tecniche più utilizzate dai truffatori e i comportamenti da adottare per proteggersi.
Nel corso dell’incontro sono stati analizzati casi concreti e fornite indicazioni pratiche per prevenire le truffe telefoniche, quelle porta a porta e quelle realizzate attraverso internet. Particolare attenzione è stata dedicata all’importanza di contattare tempestivamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.
Numerose le domande e gli interventi dei partecipanti, segno dell’interesse verso un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
L’iniziativa rientra nelle attività di polizia di prossimità promosse dalla Questura di Latina per rafforzare il rapporto con il territorio e diffondere una maggiore cultura della prevenzione. Analoghi incontri saranno organizzati anche nei prossimi mesi in altri comuni della provincia.
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