AMBIENTE
Ninfa a secco: “L’emotività non serve, servono studi e un approccio integrato”

Una foto subacquea del fiume Ninfa
LATINA – “Le portate complessive delle sorgenti che si trovano al piede dei Lepini nella zona di Ninfa sono scese quest’anno di almeno il 20% e i valori minimi saranno raggiunti nei prossimi 40 – 60 giorni”. Il peggio dunque non è ancora arrivato. “In questa situazione la sorgente che alimenta il Lago di Ninfa (e quindi il fiume e, a cascata, il Giardino e Pantanello) che è la più alta in quota, è la prima ad aver subito gli effetti dell’abbassamento del grande serbatoio idrogeologico contenuto nei calcari che costituiscono i Monti Lepini”.
Lo dicono i dati diffusi oggi in una nota dalla Fondazione Caetani che gestisce il Monumento Naturale e che ha incaricato un idrologo di eseguire le misurazioni per avere dati reali sulla questione resa pubblica in queste ore da un esposto inviato al Prefetto dagli ambientalisti della Lipu e di Italia Nostra e dal sindaco di Sermoneta.
“Ad oggi possiamo affermare – dicono dalla Fondazione – che il Fiume Ninfa (del quale si è fatta rilevare la portata idrica residua non più tardi di 15 giorni fa per avere almeno un dato su cui incardinare le nostre preoccupazioni) è molto più in secca di tutti gli altri corsi d’acqua che raccolgono il poco che è rimasto in dotazione alle sorgenti: all’uscita del nostro Giardino, poco fuori le mura, esso ha, difatti, una portata liquida di soli 228 litri al secondo, ossia quattro/quinti in meno di quanto ha fatto registrare, come portate medie, negli ultimi 30 – 40 anni”.
UN TAVOLO TECNICO CON L’UNIVERSITA’– “Servono un tavolo tecnico e uno studio approfondito da parte di Istituti di ricerca e Università per discutere un modo integrato di gestione della risorsa idrica, che contempli – oltre agli inderogabili usi idropotabili ed irrigui – anche un uso ambientale della risorsa stessa.”, dicono dalla Fondazione confermando che i dati scientifici sono allarmanti “e che la situazione estremamente critica di quest’anno potrebbe non essere isolata, se il fenomeno cui stiamo assistendo si inquadrasse nel più ampio contesto delle mutazioni climatiche”.
GESTIONE INTEGRATA – Occorre dunque avere sguardo lungo e l’ausilio di esperti: “Sappiamo che non è facendo leva sull’emotività che tali problemi possono essere affrontati, ma solo sulla capacità di gestione di una risorsa che va affrontata in modo integrato, ossia da un punto di vista complessivo dal punto di vista dei problemi di cui tener conto e degli attori che operano sulla scena. Probabilmente questa crisi è destinata a ripetersi anche nei prossimi anni, per cui diventerà fin da ora primaria una visione strategica delle iniziative da adottare”.
AMBIENTE
Cinque pannelli informativi sul Sentiero di Circe e un nuovo logo
LATINA – Cinque pannelli informativi inaugurano la prima segnaletica organica di orientamento lungo l’intero Sentiero di Circe, un passaggio strategico nel percorso di valorizzazione e riconoscibilità del tracciato, esito di un lavoro condiviso tra istituzioni, tecnici e studenti. L’intervento prevede un sistema integrato di segnaletica stradale, sviluppato in collaborazione con gli Enti Locali, e di segnaletica sentieristica, progettata insieme al Parco Nazionale del Circeo per le aree naturali.
“Un primo risultato significativo è rappresentato dal completamento dell’installazione dei primi cinque pannelli informativi (70×100 cm), con la mappa del Sentiero di Circe”finanziati dall’Ente Parco Nazionale del Circeo nell’ambito del vigente protocollo di intesa con la APS Circe”, dicono in una nota dall’associazione. I pannelli sono collocati in punti strategici – Lago di Fogliano, Centro Visitatori del Parco presso il Museo Naturalistico, Selva di Circe (Capo d’Omo e Cerasella) e Torre Paola all’imbocco dei sentieri del Promontorio – e costituiscono una base concreta per migliorare la fruizione e la leggibilità del percorso.
Mentre i sopralluoghi, sia a piedi che in bicicletta, hanno consentito di valutare lo stato complessivo dell’itinerario, individuare i punti strategici per l’orientamento, mappare le aree di intervento e verificare la presenza di supporti esistenti, è stato parallelamente definito il nuovo logo del Sentiero di Circe, realizzato da Umberto Quattrociocchi (socio dell’Associazione Circe) a partire dal lavoro creativo sviluppato dagli studenti del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, in particolare della classe 3D. Il logo nasce da un processo di co-progettazione che ha trasformato l’esperienza diretta del cammino in linguaggio visivo, restituendo un’identità autentica e condivisa del Sentiero.
“Il restyling del logo – spiega Umberto Quattrociocchi – include tre elementi principali: Circe, il sentiero e una stella. Raffigurata di profilo mentre sorge dalle acque, la figura di Circe richiama il profilo naturale del promontorio del Circeo; lo sguardo è rivolto verso una stella in cielo, mentre la sua folta chioma si fonde armoniosamente con le linee del sentiero e del mare.”
Parallelamente, gli studenti hanno contribuito alla progettazione della segnaletica attraverso un percorso laboratoriale dedicato alla comunicazione e alla segnatura partecipata, producendo contenuti e soluzioni utili alle fasi operative. Accanto alla segnaletica istituzionale, il progetto prevede anche la realizzazione di segni artistici ideati dagli studenti, capaci di interpretare i luoghi attraversati e di arricchire il percorso con elementi narrativi e identitari.
L’insieme di queste azioni si inserisce negli obiettivi più ampi di CUSTODIRE, orientati a rafforzare la cura condivisa del territorio, migliorare l’accessibilità del Sentiero e promuovere un senso diffuso di responsabilità e appartenenza. Il Sentiero di Circe si configura così come uno spazio attivo di apprendimento, relazione e partecipazione.
Durante il Festival della Custodia saranno presentate le grafiche definitive della segnaletica e il nuovo logo ufficiale del Sentiero, insieme al piano di installazione dei primi sistemi di orientamento lungo il percorso.
AMBIENTE
Terracina, volontari Plastic Free e detenuti insieme per pulire la spiaggia: raccolti 200 kg di rifiuti
TERRACINA – Duecento chili di rifiuti sono stati raccolti sulla spiaggia di Terracina nel corso dell’appuntamento Plastic Free che sabato 28 marzo ha coinvolto volontari dell’associazione ambientalista e detenuti in permesso premio della casa circondariale di Frosinone, nell’ambito del progetto Seconda Chance. Nei sacchi sono finiti prevalentemente plastica e vetro.
L’attività di clean up è stata guidata da Samantha D’Andrea, già referente di Terracina e ora di Sabaudia, affiancata da Rino Casazza attuale referente di Terracina e da Silvia Salvatori, vice provinciale di Latina. Al termine della raccolta, gli ospiti sono stati accolti per un pranzo sotto il sole al centro velico Riviera D’Ulisse Sailing Club e successivamente hanno partecipato a una camminata nel centro storico di Terracina guidati da Deborah Casazza della sezione di Terracina di Archeoclub d’Italia.

Soddisfazione tra i partecipanti: “Giornata bellissima e rilassante. Sia fisicamente che mentalmente. Vedere il mare ci ha fatti rinascere”, ha commentato Alessandro. E c’è anche chi ha approfittato dell’occasione per festeggiare in maniera originale e produttiva il proprio compleanno, dando un contributo alla collettività, come Michele, che ha compiuto 60 anni: “Ci si sente quasi liberi”, ha detto il detenuto. Marco dice che è stata una giornata stupenda e che pensa che sia bello rendersi utile per l’ambiente.
“Un ringraziamento speciale va alla ditta di smaltimento rifiuti De Vizia, sempre puntuale e disponibile, alla casa circondariale di Frosinone per la partecipazione e a Flavia Filippi di Seconda Chance, che ha reso possibile questa giornata – commenta soddisfatta Samantha D’Andrea – Questo evento si inserisce nell’ambito di un progetto che ha visto coinvolte 21 città in tutta Italia. Una giornata in cui, anche chi ha commesso un errore in passato, ha avuto un’occasione di crescita e riscatto”.
AMBIENTE
Promozione del territorio, associazioni pontine in prima linea alla Fiera del Cicloturismo di Padova
C’è anche la provincia di Latina tra i protagonisti della Fiera del Cicloturismo di Padova, il principale appuntamento nazionale dedicato al turismo su due ruote, in corso dal 27 al 29 marzo.
All’interno dello stand di ANCI Lazio, una rappresentanza di associazioni pontine sta portando all’attenzione di tutti progetti, itinerari e proposte legate al cicloturismo e alla fruizione sostenibile del territorio pontino.
In particolare, quella di MIMESI’S A.P.S. con il progetto di rigenerazione urbana Eco House San Michele, e della DMO dai Monti Lepini al Mare è un’attività di promozione diretta a operatori del settore, appassionati e potenziali turisti. Al centro, il racconto di percorsi ciclabili, borghi e paesaggi dell’Agro Pontino ancora poco inseriti nei grandi circuiti turistici, ma sempre più interessanti per chi cerca destinazioni alternative.
Il contesto è quello di un settore in crescita come il cicloturismo, che continua a registrare numeri in aumento a livello nazionale, diventando uno degli strumenti più efficaci per promuovere lo sviluppo dei territori. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra anche la riflessione del Segretario Generale di ANCI Lazio, Luca Masi, secondo cui il Lazio ha oggi la necessità di mettere a sistema le sue risorse, dai percorsi ai borghi, fino alle esperienze locali:
Un percorso che passa anche da eventi come quello della Fiera del Cicloturismo dove, come sottolineato dallo stesso Masi, “emergono perle ancora poco conosciute ma con un potenziale enorme”. Tra queste, la provincia di Latina, con la sua varietà di paesaggi che spaziano dalla costa all’entroterra, passando per tracciati storici come la Via Appia:
È questa la ricchezza che le associazioni stanno raccontando in questi giorni: un territorio capace di offrire esperienze autentiche, itinerari accessibili e un patrimonio diffuso fatto di natura, storia e tradizioni. La Fiera del Cicloturismo diventa così uno spazio strategico per posizionare il territorio pontino tra le destinazioni emergenti del turismo in bicicletta.
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