CRONACA
Sabaudia, taglio illegale di vegetazione all’interno del Parco Nazionale del Circeo
I Carabinieri del Nucleo Parco di Sabaudia, al termine di accertamenti avviati dopo un controllo sul taglio di piante, hanno scoperto un intervento non autorizzato in un’area sottoposta a tutela ambientale. Nel mirino una porzione di bosco misto, caratterizzata da macchia mediterranea e specie quercine ad alto fusto, completamente disboscata. L’area interessata, estesa per circa mille metri quadrati, ricade in una Zona a Protezione Speciale della Rete Natura 2000 ed è soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali che consentono interventi solo previa autorizzazione. Titoli che, secondo quanto accertato, non erano presenti. Per questo motivo sono stati deferiti all’autorità giudiziaria i proprietari del terreno e il direttore dei lavori. Nel dettaglio, il taglio ha comportato l’abbattimento di quattro lecci di grandi dimensioni e di 17 corbezzoli, oltre alla completa rimozione del sottobosco, compromettendo un’area di elevato valore naturalistico.
CRONACA
Aprilia, faida per il controllo dello spaccio: quattro fermi e arsenale da guerra sequestrato
Nuovo duro colpo alla criminalità organizzata ad Aprilia. Nella mattinata del 22 maggio la Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha eseguito il fermo di quattro persone ritenute affiliate a un’organizzazione criminale di stampo mafioso storicamente attiva sul territorio apriliano e nei comuni limitrofi. L’operazione è stata condotta dalla Dia con il supporto dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e del Comando Provinciale di Roma. Gli indagati sono accusati, in concorso tra loro, di detenzione e porto illegale di armi da guerra, armi clandestine ed esplosivi, oltre che di ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo criminale sarebbe stato coinvolto in una violenta escalation legata al controllo delle piazze di spaccio di Aprilia, maturata all’interno di una faida con una consorteria rivale. Gli investigatori parlano di minacce, intimidazioni e della pianificazione di veri e propri agguati armati. Gli indagati più pericolosi dell’organizzazione, secondo gli accertamenti, si sarebbero mossi tra Italia e Spagna, dove avevano creato una base operativa. Una volta rientrati nel Lazio, si sarebbero stabiliti in un comune vicino ad Aprilia per organizzare una violenta ritorsione contro il gruppo rivale.
Le indagini hanno consentito di ricostruire un piano dettagliato per compiere un “eclatante agguato”, che prevedeva anche l’utilizzo di armi da guerra con ottiche di precisione per colpire i rivali a distanza. L’azione sarebbe stata sventata grazie all’intervento dei carabinieri di Aprilia. Già il 16 maggio 2025 i militari, coordinati dalla Dia di Roma e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, avevano eseguito una perquisizione in un’abitazione di Aprilia utilizzata come deposito logistico, rinvenendo un vero e proprio arsenale da guerra.
All’interno dell’immobile erano stati sequestrati una mitragliatrice da guerra, un Kalashnikov, cinque fucili mitragliatori, una pistola mitragliatrice, sei carabine, due fucili Fal, un fucile a pompa, un fucile di precisione, 22 pistole e revolver, tre bombe a mano, silenziatori, mirini laser, circa 2.800 munizioni, giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte con scritte “Polizia” e “Carabinieri”, oltre a banconote false e sostanze stupefacenti. Durante quel blitz era stato arrestato un 46enne di origini spagnole trovato a guardia dell’immobile. Successivamente alcuni indagati sarebbero tornati in Spagna, dove uno di loro è stato arrestato dalla polizia locale con oltre 100 chili di hashish.
Gli investigatori evidenziano come l’operazione si inserisca nel clima di forte tensione criminale che aveva interessato Aprilia già nella primavera del 2025, caratterizzata da esplosioni di colpi d’arma da fuoco e regolamenti di conti tra gruppi rivali. Determinante per il fermo disposto dalla Procura Distrettuale Antimafia sarebbe stato anche il concreto pericolo di fuga del presunto capo del sodalizio verso un Paese extra europeo. L’uomo, secondo quanto ricostruito, era rientrato a Roma dalla Spagna per procurarsi documenti falsi necessari all’espatrio definitivo.
CRONACA
Allarme bomba ad Aprilia, arrivano gli artificieri per un trolley abbandonato, ma è vuoto
APRILIA – Una valigia abbandonata su un marciapiede nel centro di Aprilia ha fatto scattare il piano di emergenza con l’arrivo degli artificieri. Si tratta di un trolley lasciato nella centralissima via delle Margherite non lontano dalla sede della banca Bper. Immediatamente dopo l’allarme gli agenti di polizia hanno isolato l’area vietando l’accesso con l’aiuto della polizia locale. All’arrivo degli artificieri si è appurato che la valigia era vuota e l’allarme è rientrato.
Ad Aprilia non è la prima volta che una valigia abbandonata fa scattare il protocollo di sicurezza: a ottobre scorso in via Carroceto un episodio analogo, mentre a marzo del 2025 in via Aldo Moro fu rinvenuto e poi fatto brillare un vero ordigno.
CRONACA
Confermata la confisca del mega patrimonio di Luciano Iannotta. Per lui anche la sorveglianza speciale
LATINA – La Corte d’Appello di Roma ha confermato la confisca del patrimonio riconducibile al noto imprenditore pontino Luciano Iannotta, emessa a seguito delle investigative della Questura di Latina.
Il provvedimento conferma integralmente i sigilli sull’intero patrimonio confiscato: 39 società, 119 fabbricati, 58 terreni, 57 veicoli e 72 rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro. Confermata anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni con obbligo di soggiorno.
La misura ablativa, che segue il sequestro eseguito nel febbraio 2022, riguarda beni, assetti societari e rapporti finanziari per un valore stimato di circa 50 milioni di euro, ritenuti riconducibili direttamente o indirettamente, anche tramite prestanome, all’uomo.
Nel settembre 2023 i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Latina avevano dato esecuzione al decreto di confisca emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi e dal Questore di Latina. Tra gli elementi valorizzati nel giudizio d’appello figurano anche gli esiti della perizia tecnica disposta nel corso del procedimento, dalla quale sarebbero emersi “profili di criticità” relativi ad alcune operazioni finanziarie ritenute “opache”, concentrate tra il 2013 e il 2015, concernenti cessioni di crediti per oltre 13 milioni di euro verso società estere riconducibili allo stesso soggetto.
La Corte ha inoltre valutato la condotta dell’imprenditore che, poco prima dell’applicazione della misura di prevenzione, si era trasferito a Londra sottraendosi di fatto all’esecuzione della misura fino al dicembre 2024, quando fece rientro in Italia presentandosi spontaneamente presso il Commissariato di PS Prati di Roma.
L’indagine patrimoniale trae origine dall’operazione “Dirty Glass”, condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che nel settembre 2020 portò all’arresto del soggetto nell’ambito di un procedimento penale tuttora in corso presso il Tribunale di Latina.
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