il caso

Cesare Battisti, fascicolo per mancata tutela della dignità dell’arrestato

Sul registro degli indagati Salvini e Bonafede, ma i pm archiviano: non ci fu dolo

LATINA – Troppo spettacolarizzato l’arresto dell’ex terrorista di Sermoneta Cesare Battisti. Mentre l’ex leader di Pac sconta la sua pena dopo anni di fughe, con questa motivazione e dunque per mancata tutela della dignità dell’arrestato, sono stati indagati dalla Procura di Roma, il vicepremier e ministro dell’Interno Salvini e il ministro della Giustizia, Bonafede. Dopo l’atterraggio a Ciampino seguito con tanto di telefonini e telecamere dagli stessi staff dei due ministri per la successiva pubblicazione sui social, erano stati numerosi gli esposti presentati. Uno di questi dalla Camera penale di Roma,  con cui gli avvocati penalisti chiedevano di verificare se non ci fosse stata la “violazione dell’articolo 114 del codice di procedura penale  cui cui è fatto “divieto di pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica” e l’articolo 42 bis dell’ordinamento penitenziario che prevede sanzioni a carico di chi non adotti “le opportune cautele per proteggere” gli arrestati

Il caso sarebbe comunque già chiuso: per i pm della Procura di Roma, infatti, manca il dolo e il procedimento è da archiviare. Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale dei ministri.

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