CRONACA
Alba Pontina, la mafia “made in Latina” esiste: condannati i giovani Di Silvio
LATINA – La mafia a Latina c’è. Lo certificano le condanne emesse dal gip del Tribunale di Roma Annalisa Marzano al termine del rito abbreviato per alcuni degli appartenenti al gruppo criminale di Latina considerato una vera e propria mafia autoctona per impostazione gerarchica, modalità operative e metodi. Una vittoria e un riconoscimento al lavoro incisivo dei pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro che coordinando le indagini della squadra mobile della Questura di Latina, hanno documentato il traffico di droga e le estorsioni nei confronti di professionisti e commercianti.
Settantaquattro anni di carcere in tutto per chi ha scelto la strada processuale breve, che prevede un processo più celere e in cambio lo sconto di pena, con le condanne più severe per i figli del capoclan, Armando Di Silvio detto Lallà. Sono Pupetto, Samuele e Gianluca Di Silvio, ai primi due 16 anni, 17 all’ultimo. Condannati anche Gianfranco Mastracci a 4 anni e 4 mesi; Daniele Sicignano a 5 anni; Valentina Travali a 4 anni; Mohamed Jandoubi e Hacene Hassan Ounissi a 4 anni e 2 mesi ciascuno; Daniele Coppi a un 1 anno e dieci mesi.
Al comune di Latina che si è costituito parte civile, 50mila euro di risarcimento, 40 invece alla Regione Lazio. «Sono soldi che torneranno alla collettività – commenta soddisfatto il Sindaco di Latina Damiano Coletta – Li useremo per i patti di collaborazione, per l’acquisto di strumenti e per il bene comune. Colgo l’occasione per complimentarmi con l’Avvocatura del Comune».
“La condanna a oltre settanta anni di carcere complessivi ad esponenti e affiliati del Clan di Silvio di Latina è il risultato di complesse ed efficaci indagini della Questura di Latina e della Dda di Roma, sostenute da Istituzioni e cittadini. Una sentenza importante che riconosce l’associazione di stampo mafioso e accoglie, dunque, l’impianto accusatorio degli inquirenti. Come Regione ci siamo costituiti parte civile al processo per sostenere le vittime e il lavoro degli investigatori verso i quali esprimiamo un convinto ringraziamento. Alla Regione Lazio è stato riconosciuto dalla sentenza un risarcimento danni per 40.000 euro che reinvestiremo sulla cultura dei giovani attraverso progetti di educazione alla legalità per il territorio pontino”, dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
CRONACA
Trasporto pubblico a Latina, sindacati sul piede di guerra: “Incontro urgente prima che la situazione degeneri”
LATINA – Le segreterie provinciali di Filt Cgil, Uil Trasporti e Ugl Autoferrotranvieri di Latina hanno inviato una dura lettera al Comune di Latina, al Prefetto e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, denunciando quella che definiscono “ormai insostenibile situazione in cui versa il Trasporto Pubblico Locale della città”.
Secondo le organizzazioni sindacali, dopo le decisioni unilaterali assunte dall’attuale gestore, CSC Mobilità, il servizio e la sua gestione sembrano essere giunti a un punto di non ritorno sotto diversi aspetti. In particolare, i sindacati richiamano la sospensione della contrattazione di secondo livello, avvenuta nel gennaio 2026, e la successiva apertura della procedura di mobilità per 11 lavoratori, comunicata con nota del 27 maggio scorso.
“Tali circostanze”, scrivono le sigle sindacali, “unitamente alle crescenti difficoltà manutentive di un parco mezzi sempre più vetusto, stanno gettando nello sconforto e nella più totale incertezza gli operatori del settore dell’intero bacino”. I lavoratori, infatti, oltre alle gravi difficoltà nello svolgimento delle proprie mansioni, vivono in un costante stato di tensione e preoccupazione.
Per questi motivi i segretari provinciali Davide Guidi (Filt Cgil), Agostino Carinci (Uil Trasporti) e Giuliano Errico (Ugl Autoferrotranvieri) esprimono forte preoccupazione per la tenuta del servizio e chiedono un incontro urgente con le istituzioni coinvolte, al fine di individuare soluzioni condivise a tutela della sicurezza e della dignità dei lavoratori, nonché a garanzia del fondamentale diritto alla mobilità che la cittadinanza merita.
“Ci aspettiamo un riscontro rapido e concreto”, concludono i rappresentanti sindacali, “prima che la situazione degeneri ulteriormente”.
CRONACA
Uscito dal carcere dopo aver scontato la condanna per il tentato omicidio della ex moglie, raggiunge la donna e la minaccia: arrestato
TERRACINA – Esce dal carcere dopo aver scontato una condanna per il tentato omicidio della moglie avvenuto a settembre del 2020 e come prima cosa raggiunge casa della donna e la minaccia per due volte. L’aggressore è un 58enne di Terracina che è stato nuovamente arrestato in flagranza di reato per atti persecutori.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina, l’uomo, nel primo pomeriggio di sabato, dopo aver raggiunto l’abitazione della ex , soffermandosi all’esterno avrebbe mimato il gesto dello sgozzamento, provocando nella donna un forte stato di paura. I carabinieri arrivati sul posto dopo la richiesta di aiuto della donna, lo avevano identificato rintracciandolo però quando si era già allontanato. Poi, nella stessa giornata, intorno alle 20.30, è stato nuovamente richiesto l’intervento dei Carabinieri di Terracina che hanno sorpreso l’uomo vicino casa della donna in un atteggiamento di chiaro appostamento. Di qui, l’arresto. L’indagato è stato associato alla Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
CRONACA
Giocattoli non conformi, maxi sequestro all’Ufficio Dogane di Aprilia
APRILIA – I doganieri dell’Ufficio Dogane di Aprilia hanno sottoposto a fermo amministrativo una partita di circa 1.600 giocattoli, con etichettatura non conforme alle disposizioni della Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. La merce, di origine orientale, proveniente da altri Paesi dell’Unione europea e destinata all’immissione in consumo sul territorio nazionale, era diretta a una società con sede nella provincia di Bari.
L’intervento è avvenuto nell’ambito delle attività di controllo sulle merci in importazione, svolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, finalizzate a garantire la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, e con il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), a tutela dei consumatori e della leale concorrenza, per garantire che i prodotti rispettino i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
“La corretta etichettatura dei giocattoli costituisce un requisito essenziale per la loro commercializzazione, poiché consente al fabbricante o all’importatore, sotto la propria responsabilità e a seguito delle verifiche previste, di attestare la conformità dei prodotti ai requisiti di sicurezza stabiliti dalla normativa unionale. Sulla base degli accertamenti compiuti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato la conformazione della partita, da eseguirsi sotto la diretta vigilanza dell’Autorità doganale”, spiega in una nota dell’Ufficio ADM Lazio 4 del Reparto territoriale di Aprilia. Per quasi 150 pezzi, risultati privi dei requisiti minimi necessari per poter essere adeguati alle prescrizioni normative, è stata disposta la distruzione.
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