I NOSTRI LIBRI
Libri sulla Cresta dell’Onda a Scauri con Chiara Valerio
LATINA – Chiara Valerio torna a Scauri stasera la città in cui è nata e vissuta e in cui ha ambientato il suo ultimo romanzo Chi dice e Chi Tace finalista al premio Strega dove è risultato terzo classificato. La scrittrice, vivace intellettuale della nostra epoca, sarà ospite di Libri sulla Cresta dell’Onda la rassegna letteraria che da 31 anni porta nelle località più turistiche del sud pontino grandi scrittori e protagonisti della società. Nell’Arena Mallozzi sul lungomare di Scauri con ci sarà e un omaggio musicale di Nicole Leccese al violino. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Intanto, anticipando qualcosa della chiacchierata di stasera, in cui racconterà Chi dice e chi tace (Sellerio, pagg. 271, €15), l’autrice, in un post su Instagram, pubblica una foto di lei bambina: “Tornando a Scauri – scrive – trovo anche vecchie foto. Questa è dei primi anni Ottanta, sono su un carretto, alle mie spalle c’è Patrick, il pavone. Il pavone che sta in Chi dice e chi tace, il pavone che sta in Così per sempre, il pavone che sta quasi da tutte le parti”. 
L’incontro reso possibile dagli organizzatori Enza e Riccardo Campino e dal comune di Minturno “chiude – dice Valerio – una lunga e felice stagione di incontri. Ringrazio Patrick il pavone e tutti gli altri uccelli da cortile e da aia in mezzo ai quali ho trascorso l’infanzia”.
I NOSTRI LIBRI
Ciclismo e cultura, tre appuntamenti in provincia con “Fausto, il mio Coppi” di Luciana Rota
Tre appuntamenti tra sport e letteratura animeranno nei prossimi giorni il territorio pontino, con al centro il libro “Fausto, il mio Coppi” della giornalista Luciana Rota, recentemente premiato con il riconoscimento dedicato ad Adriano De Zan.
Il primo incontro è in programma mercoledì 8 aprile a Monte San Biagio, all’Arco del Vernone, dove alle 18:30 si terrà un dialogo sul ciclismo con la stessa Rota, l’ex campione Claudio Chiappucci e Tiziano Testa, figura di riferimento del ciclismo locale.
Giovedì 9 aprile sarà invece la volta del premio letterario sportivo Digital Invictus, promosso dal Comune di Latina con il patrocinio dell’Ente Nazionale Parco del Circeo e del Ministero per lo Sport e i Giovani. L’appuntamento è alle 18 alla Libreria Mondadori del centro commerciale LatinaFiori. Protagonista sarà proprio il volume “Fausto, il mio Coppi”, inserito tra gli otto titoli in gara e valutato da una giuria di studenti delle scuole medie.
Il ciclo si concluderà venerdì 10 aprile a Sezze, con un incontro all’istituto Pacifici De Magistris dedicato agli studenti, incentrato sulla figura del mito nello sport e sul racconto umano di Fausto Coppi.
Il libro è stato recentemente insignito del Premio Adriano De Zan, assegnato durante la presentazione del Gran Premio Valfontanabuona di ciclocross, nella sede del Senato della Repubblica. Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, premia i giornalisti che si sono distinti nel racconto del ciclismo e, per la prima volta, è stato conferito a una donna.
I NOSTRI LIBRI
Bancarella Sport, la pontina Lab DFG in semifinale con due titoli
Due opere edite dalla casa editrice Lab DFG sono state selezionate per la semifinale della 63esima edizione del Premio Bancarella Sport: “Claudio Chiappucci. I luoghi del Diablo” di Claudio Chiappucci e Federico Vergari, e “Quarti di Gloria” di Serena Sartini e Gerardo De Vivo.
Il primo è un’autobiografia del ciclista, scritta a quattro mani con il giornalista Vergari e ripercorre non solo le imprese sportive ma anche i momenti più intimi e significativi della vita del Diablo, restituendo il ritratto autentico di un campione amato dal pubblico.
“Quarti di Gloria”, invece, è una raccolta di interviste a campionesse e campioni che si sono fermati a un passo dal podio, vivendo l’esperienza unica del quarto posto. Un punto di confine tra vittoria e sconfitta, dove emergono resilienza, consapevolezza e forza interiore, capaci di trasformare il limite in insegnamento.
Il direttore editoriale Giovanni Di Giorgi commenta con orgoglio la notizia: “Con questa doppia presenza in semifinale, Lab DFG consolida la propria identità nel panorama della letteratura sportiva contemporanea, dimostrando una crescente capacità di intercettare storie autentiche, capaci di parlare non solo agli appassionati, ma a chiunque riconosca nello sport una metafora della vita”
AUDIO
Un Meridiano per Antonio Pennacchi, il figlio Gianni: “Riconoscimento anche per la comunità di Latina”
LATINA – Un omaggio sentito quello dei tanti che oggi pomeriggio si sono ritrovati nel foyer del teatro D’Annunzio di Latina per la presentazione del Meridiano Mondadori Opere Scelte di Antonio Pennacchi dedicato all’opera dello scrittore di Latina. Il volume, curato da Giuseppe Iannaccone, consacra l’autore e non solo: trascina Latina per sempre nei luoghi iconici della narrazione. 
Dissacrante, volutamente anticonformista, voleva a tutti i costi l’immagine dell’uomo controcorrente, eppure, al riconoscimento dell’Accademia teneva molto. Lo ha raccontato in apertura il figlio, Gianni Pennacchi, presente con la madre Ivana e la sorella Marta, spiegando che lo scrittore aveva a cuore anche a un’altra cosa: il riconoscimento da parte della sua comunità, Latina.
Introdotta da Maria Antonietta Garullo, ha raccontato il “suo” Pennacchi, il Pennacchi paziente da redarguire, anche la sindaca di Latina Matilde Celentano: è stata per anni la sua fisiatra e lui non la ascoltava mai. Le regalò però tutti i suoi libri e in uno di questi scrisse una dedica speciale: “Alla futura sindaca di Latina”. Oggi, lei promette di farlo conoscere nelle scuole della città con un progetto a lui dedicato in occasione del Centenario della città.
Ad accogliere la platea, il saluto del presidente dell‘Associazione Amici di Antonio Pennacchi, Roberto Cerisano, mentre si prepara il prossimo evento letterario, una nuova Maratona di Lettura che accompagnerà le celebrazioni per il quinto anniversario dalla scomparsa, il prossimo 3 agosto.
“Latina e l’Agro Pontino diventano un luogo letterario a tutti gli effetti. Antonio entra dentro la tradizione letteraria italiana, ma insieme con lui entrano tutte le comunità che lui ha conosciuto, ha raccontato, ha attraversato e che hanno contribuito alla costruzione dell’opera pennacchiana, perché ovviamente, come diceva lui, se non avesse conosciuto quelle persone, ne avesse conosciute altre, sarebbero nati altri romanzi e quindi un’intera comunità entra dentro la tradizione letteraria, questa è la più grande cosa che ci ha regalato”, ha sottolineato Graziano Lanidei, tra i fondatori dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi.
“Abbiamo provato a mettere in evidenza, pur nella compattezza e nella coerenza dell’ispirazione dello scrittore, la sua capacità di cimentarsi con contesti e anche con generi diversi, partendo dal romanzo di fabbrica, arrivando al romanzo di formazione, fino al romanzo storico, al racconto, proprio per mostrare una caratteristica di Antonio, peculiare, la capacità di raccontare – ci ha spiegato Iannaccone – . Antonio è uno scrittore, in primo luogo, tutte le polemiche, le riduzioni semplicistiche, quelle oramai sono conservate e, diciamo, come dire, sono un po’ destinate all’oblio, quello che rimane è il suo ruolo di classico nella letteratura italiana. Ed è per questo che ha avuto accesso a una collana così prestigiosa: il fatto che ci sia Antonio Pennacchi, credo che sia un premio alla sua, come dire, non solo capacità, ma alla sua strenua volontà di essere riconosciuto all’interno della tradizione italiana, un aspetto a cui lui teneva molto. Nonostante il suo anticonformismo che è uno dei tanti aspetti, se vogliamo, un po’ paradossali e anche un po’ ossimorici della sua personalità. A prima vista un istrione, a prima vista un intemperante istintivo, e invece un intellettuale, uno scrittore capace di lavorare, di correggere, di rivedere, con una ossessione quasi maniacale per la forma. Questo è un aspetto importante che non tutti sono in grado di cogliere alla prima lettura”.
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