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ECONOMIA

SCIOPERO AD OLTRANZA PER CIOCIARIA OGGI
Dipendenti in protesta contro l’editore pontino Palombo

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LATINA – Sciopero ad oltranza dei giornalisti e degli altri dipendenti di ‘Ciociaria Oggi, il quotidiano diffuso della provincia di Frosinone rilevato alcuni mesi fa dall’imprenditore di Latina, Armando Paolombo. Lo sciopero scatta oggi e da domani il giornale potrebbe non essere più in edicola. La protesta è stata annunciata ieri sera con una dura nota diffusa dal personale della testata.

“I dipendenti – giornalisti, grafici, fotografi, segretarie e personale amministrativo – da cinque mesi senza paga, hanno deciso di scioperare per protestare contro il mancato pagamento degli stipendio arretrati, non corrisposti dall’imprenditore pontino Armando Palombo, che a maggio ha rilevato le quote della ‘Nuova Editoriale Oggi Srl’ di cui ha affidato la gestione al figlio Andrea consigliere comunale di Latina (in una foto in campagna elettorale). Il futuro di ‘Ciociaria Oggì sembra davvero incerto – spoegue la nota –  È il primo sciopero a oltranza dopo venticinque anni di presenza in edicola. Prima di dare il via allo sciopero sette giornalisti in poche settimane hanno presentato le dimissioni per giusta causa per poter accedere all’istituto della disoccupazione”.

 La vertenza del quotidiano approderà venerdì 21 dicembre alla Regione Lazio dove si terrà un incontro con l’obiettivo di ottenere la cassa integrazione. “Ma se prima non si sblocca la situazione dei compensi arretrati, si legge in una nota diffusa stasera, le parti sindacali sono pronte a disertare il tavolo”.

LA NOTA DEI DIPENDENTI –

Da domani (martedì 18) Ciociaria Oggi potrebbe non essere più in edicola. Giornalisti, grafici, fotografi, segretarie e personale amministrativo del quotidiano, dopo aver avuto mesi e mesi di pazienza, hanno deciso di dire basta e scioperare a partire dalle 15.00: non hanno più intenzione di lavorare gratis. Troppi, infatti, i mesi di stipendio arretrati non corrisposti dall’imprenditore pontino Armando Palombo, che a maggio ha rilevato le quote della Nuova Editoriale Oggi Srl dopo che erano state sequestrate dalla Procura della Repubblica per un’indagine riguardante i fondi per l’editoria.

Il nuovo editore, che ha deciso di darsi ai giornali nonostante non avesse alcuna esperienza nel mondo editoriale, ha affidato la gestione diretta dei quotidiani Ciociaria Oggi e Latina Oggi al figlio Andrea, consigliere comunale di Latina appena 32enne, che ancor prima di concludere l’affare ha convocato tutti i giornalisti della testata per avvertirli di un imminente cambio di rotta, parlando di premi di produttività, redazioni nuove e all’avanguardia, estensione su altre province, collaborazioni con le tv, creazione di siti internet e tanto altro, salvo poi non corrispondere neanche gli stipendi e chiudere le redazioni già esistenti.

Ora come ora il futuro di Ciociaria Oggi, storico quotidiano della provincia di Frosinone, è davvero incerto. E’ per questo che tutto il personale giovedì scorso ha deciso di adottare una forma di protesta forte. Quella dello sciopero ad oltranza, il primo dopo 25 anni di onorata attività, in attesa che vengano pagati almeno un paio di stipendi (deve ancora essere saldata addirittura la 13esima 2011), che venga stabilito un piano di rientro dei compensi arretrati e che ci siano impegni scritti sulla regolarità delle retribuzioni a partire dal prossimo anno. <<Se questo non avverrà – dicono i giornalisti – siamo pronti a far chiudere il giornale. Perché dovremmo continuare a lavorare gratis mentre i ricavati delle vendite e delle pubblicità finiscono nelle tasche dell’editore?>>.

Per venerdì prossimo, inoltre, è stato fissato un incontro presso la Regione Lazio con l’obiettivo di ottenere la Cassa integrazione, ma se prima non si sblocca la situazione dei compensi arretrati le parti sindacali sono pronte a disertare il tavolo. Sono settimane che l’azienda promette di fornire il piano di rilancio industriale, propedeutico alla firma dell’ammortizzatore sociale, ma ad oggi non è ancora stato presentato: esisterà? Difficile da credere, visto che in pochissimo tempo è stata chiusa la redazione di Sora, sta per essere chiusa la redazione di Fiuggi (per la quale è arrivato lo sfratto, in quanto nell’ultimo anno è stata pagata solamente una mensilità d’affitto) e i lavoratori della redazione di Cassino sono stati lasciati al freddo e al buio a causa del mancato pagamento delle bollette dell’elettricità e costretti a lavorare presso internet point, saldati di tasca propria: in pratica pagano per lavorare!

Ben 7 i giornalisti che in poche settimane hanno presentato le dimissioni per giusta causa solo per poter accedere all’istituto della disoccupazione, visto che non riuscivano più ad andare avanti e neanche a comprare il pane quotidiano. Qualcuno, addirittura, ha perso la casa che aveva deciso di comprare perché non ha potuto continuare a pagare le rate del mutuo! D’altronde sono ben cinque mesi e mezzo di stipendi non pagati, oltre alla 14esima 2011-2012, alla 13esima 2012 e addirittura al saldo della 13esima 2011. Senza considerare i vari rimborsi bloccati e quelli trattenuti e non ancora erogarti, come l’Irpef. E gli scatti di anzianità e di livello non considerati affatto. E i telefonini aziendali inutilizzabili a causa delle bollette non pagate. E le lampadine fulminate da mesi nella redazione centrale di Frosinone, nei cui bagni non esiste più neanche la carta igienica, acquistata solo grazie a una “colletta” del personale.

Per i poligrafici lo sciopero è stato indetto all’unanimità dai sindacati Cgil, Cisl e Uil mentre i giornalisti lo hanno proclamato come gruppo intra-aziendale, senza l’appoggio e la copertura dell’Associazione Stampa Romana, il cui segretario ha deciso (non è dato saperne il motivo) di non intraprendere l’unica iniziativa a questo punto ormai possibile. E’ per questo che sabato mattina l’Ufficio Personale della Neo Srl ha inviato una lettera intimidatoria a tutti gli aderenti allo sciopero minacciando che “eventuali assenze individuali saranno considerate dall’azienda assenze ingiustificate con la conseguenza che l’azienda adotterà i previsti  provvedimenti disciplinari” e diffidando “i lavoratori che hanno sottoscritto il comunicato ad adottare forme di astensioni collettive dal lavoro in violazione delle normative vigenti ed in particolare senza la proclamazione da parte delle organizzazioni sindacali presenti in azienda a cui devono fare riferimento”.

La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Nel pomeriggio un nuovo comunicato all’azienda. “La presente per confermare lo sciopero già indetto per il giorno 17 dicembre e per diffidare l’azienda da ulteriori condotte antisindacali, rispetto alle quali tutti i firmatari dello sciopero si riservano di adire le vie legali. Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione Italiana (articolo 40) e assumere atteggiamenti atti ad impedire, ostacolare o scoraggiare la partecipazione dei lavoratori a tale iniziativa costituisce  condotta antisindacale”. Quindi il chiarimento delle normative, le quali stabiliscono che per scioperare non occorre obbligatoriamente l’intervento dei sindacati: “Per sciopero s’intende ogni astensione collettiva dal lavoro di lavoratori subordinati promossa dai sindacati – ma è concepibile anche uno sciopero proclamato da gruppi intra-aziendali o interaziendali, senza alcun intervento del sindacato – avente per finalità di ottenere, esercitando una pressione sui datori di lavoro, miglioramenti della situazione economica e delle condizioni di lavoro”. Infine, per chiarire ogni dubbio, la sentenza della Cassazione Civile, Sezione Lavoro, numero 23552 del 17 dicembre 2004: “[…] privi di rilievo l’apprezzamento obiettivo che possa farsi della fondatezza, della ragionevolezza e dell’importanza delle pretese perseguite dallo sciopero, nonché la mancanza sia di proclamazione formale sia di preavviso al datore di lavoro sia di tentativi di conciliazione sia d’interventi dei sindacati, mentre il fatto che lo sciopero arrechi danno al datore di lavoro, impedendo o riducendo la produzione dell’azienda, è connaturale alla funzione di autotutela coattiva propria dello sciopero stesso.”.

Sciopero confermato, quindi, per oggi. Ad oltranza e con manifestazioni di piazza. E non è escluso che la copia odierna di “Ciociaria Oggi” sia l’ultima ad arrivare nelle edicole…

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1 Comment

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  1. Massi

    17 Dicembre 2012 at 14:37

    Questi sono I nostri imprenditori……..!
    Non pagano I dipendenti e vanno in giro in Porsche!!!

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ECONOMIA

Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”

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LATINA  – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.

La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.

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Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino

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PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.

Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.

 

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“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro

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SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali.  Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale.   E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.

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