AMBIENTE
Discarica di Lazzaria, il Comune di Aprilia esprime parere negativo
APRILIA – Il Comune di Aprilia ha inoltrato in data 17 ottobre alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma le Osservazioni sullo studio di impatto ambientale per la realizzazione della discarica di Lazzaria, frazione di Velletri al confine con il territorio apriliano.
L’Amministrazione Comunale, con questo atto formale propedeutico alla convocazione della Conferenza dei Servizi per la Valutazione di Impatto Ambientale, ha confermato ferma contrarietà al progetto per un nuovo polo impiantistico per il trattamento dei rifiuti, superfluo rispetto alle reali statistiche territoriali. Inoltre, il Sindaco Antonio Terra, firmatario delle Osservazioni, ha espressamente chiesto che il Comune di Aprilia, in quanto contermine con Velletri, sia considerato parte in causa e quindi convocato alla stessa Conferenza dei Servizi durante la quale produrrà ulteriore documentazione.
“Rispetto alle notizie delle ultime settimane – ha detto il Sindaco Antonio Terra – va premesso che già il 30 maggio del 2012 i Sindaci di Aprilia, Anzio, Cisterna, Rocca Massima, Ardea, Cori e Sermoneta hanno scritto al Presidente della Regione Lazio evidenziando l’assoluta mancanza di necessità di ulteriori impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, in quanto quelli esistenti possono già soddisfare le esigenze di un subambito ottimale che risponda ad una logica territoriale di affinità e prossimità geografica. Tali impianti, tra l’altro, in questo lasso di tempo hanno ottenuto l’autorizzazione regionale ad ampliamenti di notevoli dimensioni e quindi ancora di più ritengo che valga il principio della totale mancanza di necessità di un ulteriore polo per il trattamento di rifiuti in zona. A rafforzare quanto appena affermato, inoltre, nel vigente piano regionale dei rifiuti, nonché nella bozza del nuovo piano presentata in Regione Lazio lo scorso dicembre 2013, non è stata presa in considerazione la necessità di realizzare la tipologia di impianto pensata a Lazzaria, una discarica che di fatto appare in palese contraddizione con quanto già programmato nelle sedi istituzionali. L’Amministrazione Comunale ha detto a chiare lettere che sussistono fondati motivi ambientali, tecnici, politico-amministrativi e giuridici formali e sostanziali che, ragionevolmente, lasciano auspicare il diniego al progetto presentato dalla società Ecoparco”.
Tra le osservazioni del Comune di Aprilia, di carattere generale e tecnico, appaiono in evidenza le preoccupazioni diffuse per l’inquinamento della falda acquifera, per il danneggiamento della vocazione agricola della frazione, per il forte impatto odorigeno su di un sito che in linea assoluta appare non adeguato anche dal punto di vista demografico ad ospitare una discarica. Impianto, quest’ultimo, inutile per Aprilia e dintorni ma soltanto adatto a coprire il vuoto lasciato dalla chiusura di Malagrotta nella gestione dei rifiuti della capitale.
AMBIENTE
Abbandono rifiuti, a Latina una nuova fototrappola vicino allo stadio Francioni
LATINA – Una nuova fototrappola è stata posizionata nell’area dello stadio Francioni di Latina, in pieno centro urbano. Il dispositivo consente di sorvegliare con continuità “una zona particolarmente esposta al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti – spiegano da Abc – e di documentare eventuali comportamenti non conformi alle regole per il corretto conferimento dei rifiuti. La postazione si aggiunge alle altre fototrappole già utilizzate sul territorio comunale e integra le attività di controllo svolte dagli Ispettori Ambientali e dalla Polizia Locale attraverso verifiche, sopralluoghi e accertamenti diretti”.
L’azienda annuncia anche che “a breve saranno disponibili nuove fototrappole, che consentiranno di ampliare il monitoraggio e rafforzare il presidio delle aree maggiormente interessate da episodi di abbandono e conferimenti irregolari” e “rinnova l’invito a rispettare le modalità di conferimento e a collaborare alla corretta gestione dei rifiuti: comportamenti responsabili da parte di tutti sono fondamentali per mantenere la città più pulita e contrastare fenomeni che danneggiano l’intera comunità”.
AMBIENTE
Tartarughe marine, ultima schiusa a Sabaudia. Tartalazio: “Stagione particolarmente ricca nel Parco del Circeo”
(foto pagina Fb ParchiLazio)
SABAUDIA – Con la schiusa dell’ultimo nido di tartaruga marina Caretta caretta, avvenuta ieri a Sabaudia, si è conclusa la stagione di monitoraggio, messa in sicurezza e sorveglianza dei nidi sul litorale laziale. Salvo sorprese.
Il bilancio è di Tartalazio che certifica una stagione particolarmente ricca per tutta la Riviera D’Ulisse, e in particolare per le spiagge del Parco Nazionale del Circeo “con 14 dei 18 nidi deposti sulle coste laziali, 3 dei quali sulla spiaggia di Sabaudia e almeno 4 nelle sue vicinanze”.
La rete di tutela e soccorso delle tartarughe marine spiega che “tutti questi nidi hanno dato ottimi risultati di schiusa grazie all’impegno di #TartaLazio e dei volontari ed alla collaborazione con il Parco Nazionale. E grazie anche alla collaborazione con gli operatori balneari coinvolti che hanno spesso prestato un’affettuosa assistenza al nostro personale”.
E ancora: “La spiagge di Sabaudia e di San Felice Circeo si confermano di grandissimo interesse naturalistico per la presenza di più nidi e per le condizioni ambientali, frequentemente favorevoli allo sviluppo degli embrioni ed alla schiusa dei piccoli e, dunque, meritevoli di ulteriore protezione, anche nell’ottica di quanto previsto dal Progetto Comunitario LIFE Turtlenest del quale la Regione Lazio è partner”.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
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