CRONACA
Precari Asl, sul rischio stabilizzazioni interviene l’Ordine dei Medici: “Denuncia in Procura perché si indaghi sulle responsabilità” “

Giovanni Maria Righetti
LATINA – L’Ordine dei Medici di Latina sta valutando in queste ore di presentare una denuncia in Procura sul caso delle mancate stabilizzazioni del personale precario. Lo annuncia in una nota il Presidente Giovanni Maria Righetti dopo aver atteso invano chiarimenti da parte dell’azienda sanitaria. Il rischio che quasi 600 persone che negli ultimi anni hanno lavorato presso le strutture sanitarie pubbliche della provincia di Latina, consentendone di fatto la sopravvivenza, si ritrovino senza i requisiti prescritti per essere assunti, è ormai una preoccupazione diffusa nella categoria e il silenzio del presidente della Regione Lazio Zingaretti non fa che aggravare la situazione.
Il Consiglio dell’Ordine dei Medici si riunirà dunque domani (martedì) proprio per analizzare il caso e decidere come muoversi: “Considerata l’assenza di notizie ufficiali dal parte della ASL Latina circa presunte anomale procedure di assunzione di personale al punto da presumere che molti operatori corrano il rischio di non poter usufruire di procedure concorsuali di stabilizzazione, persistendo l’assenza di chiarimenti sulle motivazioni delle procedure di assunzioni adottate nel corso degli ultimi anni, il Presidente dell’Ordine porrà la problematica all’attenzione del Consiglio Direttivo, non escludendo l’ipotesi di proporre una denuncia alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità”.
La notizia era arrivata con un rilievo del consigliere regionale di FI Giuseppe Simeone cui sono seguite una nota della direzione aziendale e un’interrogazione ai Ministri competenti in riferimento al decreto approvato il 23 dicembre 2016. La questione riguarda il futuro di 565 tra medici, infermieri e tecnici.
CRONACA
Operaio di Cisterna morto sul lavoro, Diego Piccoli (Fillea Cgil Roma e Lazio): “Cantiere gravemente carente”
LATINA – “È successo di nuovo. Un lavoratore è morto in un cantiere nel quale, secondo quanto constatato dalla Fillea CGIL di Roma e Lazio, mancherebbero le condizioni essenziali per garantire la sicurezza di chi vi operava”. E’ quanto dichiara il sindacato dopo la tragedia avvenuta nel pomeriggio di ieri a Ostia, in via Antonio Forni nella quale è rimasto ucciso Daniele Bellisari, operaio di 46 anni di Cisterna e un suo collega è rimasto ferito.
Mentre Carabinieri e Spresal stanno accertando dinamica e cause dell’incidente, la Fillea che ieri si è recata immediatamente sul posto – si legge in una nota – ha trovato un cantiere privato, allestito presso un palazzo anch’esso di proprietà privata, con lavori affidati in subappalto. Dal sopralluogo effettuato dai rappresentanti sindacali è emerso un quadro che fa pensare ad alcune carenze importanti: il cantiere sarebbe risultato privo degli accorgimenti necessari a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. La sicurezza continua a mancare e nei cantieri si continua a morire”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL di Roma e Lazio. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e tutta la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi compagni di lavoro”. Spetterà agli organi competenti accertare le responsabilità, ma quanto riscontrato dalla Fillea chiama direttamente in causa l’organizzazione del cantiere e l’impresa alla quale erano stati subappaltati i lavori. Il ricorso al subappalto non può diventare uno strumento per disperdere responsabilità, ridurre i controlli o comprimere i costi della sicurezza.
“Le cause precise saranno stabilite dalle indagini, ma una cosa è già evidente: Da quanto abbiamo potuto constatare – almeno a prima vista – il cantiere era gravemente carente, ma per ora non abbiamo certezze e chiediamo agli inquirenti di verificare tutto”, prosegue Piccoli. Da anni la Fillea chiede che i controlli non si limitino ai dispositivi di protezione individuale indossati dagli operai, ma riguardino anche macchine, gru, cestelli elevatori e ogni mezzo utilizzato. Un’imbracatura non basta se il macchinario che sostiene il lavoratore non è sicuro, verificato e sottoposto a manutenzione.
“La manutenzione costa poco, pochissimo rispetto al valore di una vita. Chiediamo che sia fatta piena luce, che vengano accertate tutte le responsabilità e che siano intensificati controlli e verifiche nei cantieri. Mettere in sicurezza il lavoro significa proteggere le persone, ma anche controllare i mezzi sui quali sono costrette a lavorare. Non possiamo continuare a intervenire dopo le tragedie: il lavoro non può continuare a uccidere”, conclude Piccoli.
CRONACA
Presa la banda di albanesi accusata di 40 furti in otto province tra cui Latina
LATINA – Erano stati in trasferta anche a Latina per mettere a segno alcuni dei 40 furti di cui sono accusati i quattro arrestati oggi dai carabinieri nell’Avellinese. Si tratta di cittadini albanesi di età compresa tra i 24 e i 38 anni. Le indagini, che si sono sviluppate attraverso intercettazioni, immagini dei sistemi di videosorveglianza, traffico telefonico, fotografie e testimonianze, hanno consentito di ricostruire ruoli e modalità dei furti messi a segno tra gennaio e aprile scorsi oltre che a Avellino, a Salerno, Latina, Frosinone, Benevento, Isernia, Campobasso e L’Aquila. Per gli spostamenti la banda utilizzava auto prese a noleggio che venivano frequentemente sostituite e, per i collegamenti tra di loro, schede telefoniche intestate fittiziamente a terze persone. Il Gip del tribunale di Avellino, su richiesta della Procura, ha disposto il loro trasferimento in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione.
CRONACA
E’ Daniele Bellisari l’operaio di Cisterna morto cadendo dal cestello della gru a Ostia
LATINA – E Daniele Bellisari, 46 anni, l’operaio di Cisterna morto ieri precipitando da un’altezza di circa 5 metri in via Antonio Forni a Ostia. Lavorava con una impresa edile incaricata del rifacimento degli esterni di una palazzina. L’uomo era molto conosciuto nella città pontina.
Al momento dell’incidente – secondo quanto ricostruito – si trovava con un collega all’interno del cestello idraulico che li aveva portati tra il secondo e il terzo piano per lavorare ai balconi, quando la struttura ha collassato. Bellisari è precipitato a terra, mentre il collega è riuscito a salvarsi aggrappandosi a una ringhiera.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e lo Spresal (servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro), l’organo pubblico di vigilanza e controllo delle ASL preposto alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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