AMBIENTE
Le piccole guide di Pantanello in un progetto pilota nazionale
LATINA – Il progetto Piccole Guide di Natura e Cultura sviluppato nel Parco di Pantanello (Ninfa) da un’idea e sotto la direzione dell’esperto di parchi, Maurilio Cippparone, entra nel progetto-pilota nazionale Natura è Benessere, grazie ad una collaborazione tecnico-scientifica con il Consorzio Universitario Cursa e il sostegno della Direzione Ambiente della Regione Lazio. Quando più di 2.100 i bambini e 100 docenti hanno studiato la natura nel Parco di Pantanello, dopo quattro anni di cammino, arriva il riconoscimento segnalato anche a livello internazionale dalla Commissione comunicazione ed educazione dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura e dalla Federazione Europarc.
“Questa importante novità – spiegano in una nota dalla Fondazione Roffredo Caetani – verrà presentata nel corso di un seminario durante il quale si parlerà dell’evoluzione del progetto delle Piccole Guide, degli obiettivi raggiunti sul piano didattico. Verranno inoltre presentati i primi risultati della ricerca scientifica condotta dalle Università La Sapienza e Roma Tre”.
L’incontro si terrà il 7 febbraio 2019 alle ore 15 presso la sala conferenze “Giancarlo Bovina” che si trova all’ingresso del Parco Naturale di Pantanello, in via Provinciale Ninfina, 66 a Doganella di Ninfa.
IL PROGRAMMA – Il programma prevede gli interventi del presidente della Fondazione Roffredo Caetani. Tommaso Agnoni e del vice presidente Massimo Amodio che parleranno di Pantanello, dell’ambiente ricostruito per la cultura, la natura e l’educazione.
Le esperienze del progetto, il suo ruolo nel contesto nazionale e regionale, negli scenari globali delle Aree Protette e le evidenze scientifiche dei benefici derivanti ai bambini dallo stare in Natura saranno illustrati da interventi di: Vito Consoli, Direttore Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette; Maurilio Cipparone, Cursa, Consigliere della Fondazione Roffredo Caetani, Responsabile scientifico del progetto Piccole Guide e del progetto NèB; Aldo Di Benedetto, Dirigente medico, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria. Supervisore scientifico del progetto pilota del Ministero della Salute «Ambiente, Clima e Promozione della Salute dei Bambini»; Fabio Collepardo Coccia, Team Rete Dna, Cursa; Laura Mancini e Simona Gaudi, Dipartimento Ambiente e Salute, Unità Ecosistemi e Salute, Istituto Superiore di Sanità; Federico Cipparone, Team Rete Dna, Cursa; Giuseppe Carrus e Sabine Pirchio, Università Roma Tre, Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Università Sapienza, Dipartimento di Psicologia Clinica.
E’ previsto inoltre uno spazio per interventi di docenti, insegnanti e genitori «protagonisti» delle tre precedenti edizioni del progetto Piccole Guide. Ai docenti partecipanti verrà inoltre rilasciato un attestato da parte del Cursa. Tra gli invitati anche l’assessore regionale all’agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, ambiente e risorse naturali, Enrica Onorati.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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