AMBIENTE
Colibatteri fecali nel Lago di Fogliano, il blitz “che vergogna” di Legambiente. “Scarichi fognari nello specchio d’acqua”
LATINA – Nella quinta giornata di Goletta dei Laghi 2020 nel Lazio, i volontari del circolo “Arcobaleno Pontino” di Latina-Sezze, insieme a quelli di Legambiente Lazio, hanno raggiunto il Lago di Fogliano a Latina per raccontare il terzo anno consecutivo di risultati negativi nel lago costiero: dal prelievo effettuato la scorsa settimana ed analizzato nei laboratori idonei nei giorni scorsi, emerge un carico microbiologico di origine fecale preoccupante, sia per quanto riguarda la presenza di Enterococchi Intestinali che di Escherichia Coli. I volontari del cigno verde hanno quindi dato vita ad un blitz sulle rive esponendo lo striscione “CHE VERGOGNA”.
“Il Lago di Fogliano è uno scrigno magnifico di biodiversità e un luogo magico per le attività di bird-watching, fa male sapere che arrivano nell’acqua del lago degli scarichi fognari di indiscutibile origine antropica e lo vogliamo mettere in evidenza con forza – dichiarano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Gustavo Giorgi presidente del circolo Legambiente Arcobaleno Pontino di Latina e Sezze -. Non vogliamo di certo dare un giudizio complessivo sulla qualità dell’acqua ma da tre anni preleviamo e analizziamo la risorsa idrica che si immette in punto preciso nel lago costiero e per il terzo anno consecutivo abbiamo rilevato la presenza di scarichi non depurati, per i quali chiediamo che vengano indagate le cause e fatti degli approfondimenti. C’è bisogno qui di mettere in campo azioni congiunte e risolutorie con un contratto di lago per analizzare e risolvere le problematiche, creando una rete di stakeholders con cittadini, consorzio di bonifica, azienda del servizio idrico, amministratori locali, forze dell’ordine e Parco Nazionale del Circeo, per far partire un rilancio dell’area protetta finalizzato alla difesa della biodiversità e per la salvaguardia di questa splendida ricchezza territoriale”.
Il lago di Fogliano si trova a Latina nella parte più settentrionale del Parco Nazionale del Circeo, con 395 ettari è il più grande dei laghi costieri dell’area pontina insieme con i laghi di Caprolace, Monaci e Paola; ha un’estensione parallela al mare di circa 5 km, un perimetro di circa 11 km, una larghezza di circa 1,5 km e una profondità massima dell’ordine dei 2/3 m. Le coordinate esatte del punto di prelievo nel comune di Latina sono 41.410683 12.901451.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

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Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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