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Quattro istituti fra Latina e Ponza entrano a far parte della famiglia Unicef

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Latina\Ponza- Il liceo artistico Michelangelo Buonarroti e l’istituto Vittorio Veneto-Salvemini del capoluogo insieme agli istituti comprensivi Carlo Pisacane di Ponza e Frezzotti-Corradini di Latina, entrano ufficialmente a far parte della grande famiglia Unicef pontina. Ciascuno di loro, infatti, è appena diventato Scuola dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, andandosi ad aggiungere alle già numerose sparse sul territorio laziale.

“Questo traguardo non è affatto un punto d’arrivo, bensì un obiettivo centrato che fungerà da stimolo per continuare a monitorare le realtà educative e la tutela dei diritti, oltre a cogliere i bisogni educativi di bambine, bambini e adolescenti” ha dichiarato in una nota la presidente del Comitato Provinciale di Latina per l’Unicef Michela Verga. “Una Scuola dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, infatti, valorizza le diversità ed è attenta alle fragilità; i suoi alunni sono protagonisti, dialogano fra loro ed esprimono delle opinioni, si aiutano l’un l’altro e hanno l’insegnante come guida; ha degli spazi funzionali all’apprendimento, alla partecipazione; infine, collabora con le famiglie e crea una rete territoriale per favorire la partecipazione di bambine, bambini ed adolescenti. Tutte prerogative che vanta ciascuno di questi quattro istituti, che entrano a far parte della grande famiglia Unicef grazie alla lungimiranza e all’attenzione delle loro dirigenti scolastiche, che voglio ringraziare: la D.ssa Annarita Leone, del liceo artistico Michelangelo Buonarroti; la Prof.ssa Alessandra Morazzano, dell’istituto Vittorio Veneto-Salvemini e dell’istituto comprensivo Carlo Pisacane; la Prof.ssa Roberta Venditti, dell’istituto comprensivo Frezzotti-Corradini».

Le quattro nuove Scuole dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si vanno ad aggiungere all’I.C. Manfredini e l’I.C. Giovanni Verga di Pontinia, l’I.C. Giovanni XXIII di Monte San Biagio, l’I.C. Statale P. Mattei di Formia, l’I.C. Monda-Volpi di Cisterna e, infine, l’I.C. Da Vinci-Rodari, l’I.C. Giuseppe Giuliano e la scuola Madre Giulia Salzano, tutte di Latina.

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CRONACA

Alisya e Sarah, le sorelle di Scauri scomparse dalla casa famiglia, l’appello: “Aiutateci a ritrovarle. Trattenere minori configura un grave reato”

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LATINA – Sono in corso dalle prime ore di questa mattina le ricerche di Sarah e Alisya, due sorelle minorenni di 12 e 16 anni, originarie di Scauri, che si sono allontanate da una casa famiglia di Civitella Alfedena. Non è noto  – viene spiegato nell’appello diramato  – come le due minori siano vestite e come possano essersi allontanate. Si ritiene che qualcuno possa averle aiutate.

Alisya, la più grande, è alta circa 150cm/155 cm, mentre la piccola, circa 140cm; entrambe sono magre. L’Associazione Penelope Odv ha lanciato un appello : “Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Nascondere o trattenere due minori sottraendoli al controllo delle autorità può integrare gravi reati penali. Aiutateci a riportarle a casa in sicurezza”. E’ stata la mamma a ipotizzare che potrebbero aver raggiunto la zona di Minturno-Scauri o di Fondi. “Le forze dell’ordine sono già al lavoro anche con il gruppo cinofili ”, si legge nell’appello.

A seguire il caso con l’associazione Penelope Lazio, c’è anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio Monica Sansoni: “Stiamo seguendo il caso. Una cosa è certa, purtroppo abbiamo un crescendo sempre maggiore, di minori che vanno via dalle strutture, dalle case famiglia. Questo deve entrare in una logica di riflessione importante e deve condurre tutte noi istituzioni a una riflessione più approfondita su casi in cui c’è un veloce e probabilmente non attento allontanamento dei minori dalla famiglia, senza magari cercare di capire, vedere se altri componenti della famiglia per esempio possano essere idonei all’accudimento, all’assistenza, alla crescita di questi minori, al netto di situazioni in cui purtroppo non si può fare altrimenti. Se c’è situazione di droga, criticità familiari, fragilità, è chiaro che si deve trovare una soluzione di questo tipo, ma in altre occasioni che purtroppo trattiamo e vediamo, io stessa ho in carico dei casi, diciamo in cui l’inserimento in una struttura, una casa famiglia si poteva evitare”.

L’ultima segnalazione secondo indiscrezioni arriverebbe da Napoli.

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OGGI IN PRIMA PAGINA

Mensa chiusa al Goretti, Clas: “Le maestranze continueranno a lavorare a Latina grazie al Contratto di Solidarietà”

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LATINA – “Svolta positiva per la tutela occupazionale dei lavoratori della ristorazione dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Le maestranze interessate continueranno a lavorare a Latina in virtù di un accordo basato su un Contratto di Solidarietà”. Lo ha comunicato oggi il sindacato Clas dopo aver sottoscritto l’accordo per l’attivazione dello strumento. L’accordo, che avrà durata dal 1° giugno 2026 al 31 maggio 2028 – assicurano – , interessa tutti i lavoratori in forza presso la mensa dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina e rappresenta uno strumento finalizzato a fronteggiare l’attuale situazione aziendale salvaguardando i livelli occupazionali e garantendo continuità lavorativa al personale coinvolto.

L’intesa prevede una riduzione dell’orario di lavoro nella misura massima del 70% dell’orario contrattuale settimanale. La riduzione individuale non potrà comunque superare il 70% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile previsto dal contratto di lavoro, nel pieno rispetto della normativa vigente. Le ore non lavorate saranno coperte dal trattamento di integrazione salariale straordinaria previsto dalla legge. L’azienda si è inoltre impegnata ad anticipare mensilmente ai lavoratori le somme spettanti a titolo di integrazione salariale, evitando così ulteriori difficoltà economiche alle famiglie coinvolte.

Come noto, la vicenda che riguarda decine di lavoratori del servizio mensa dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, era emersa a inizio maggio. Secondo quanto comunicato dalla Innova S.p.A ai sindacati, titolare del servizio mensa presso il nosocomio di Latina, l’azienda aveva adottato la decisione di procedere alla chiusura della cucina dell’ospedale, con conseguente centralizzazione della produzione dei pasti presso il centro cottura di Pomezia a partire dal 4 maggio 2026. Da qui erano scaturite le proteste sindacali da parte soprattutto del Sindacato CLAS, a cui appartiene la maggior parte delle maestranze in servizio presso la mensa del Goretti.

«La firma di questo accordo – dichiara il Segretario Generale di CLAS, Davide Favero – è il risultato di una trattativa complessa nella quale il nostro obiettivo prioritario è stato quello di difendere l’occupazione e garantire la massima tutela possibile ai lavoratori. In una fase di forte incertezza, il Contratto di Solidarietà rappresenta uno strumento indispensabile per evitare soluzioni più traumatiche e distribuire equamente i sacrifici necessari alla tenuta dell’attività. Abbiamo inoltre ottenuto l’impegno dell’azienda ad anticipare mensilmente il trattamento di integrazione salariale, un elemento fondamentale per assicurare ai dipendenti la necessaria continuità reddituale. CLAS continuerà a monitorare costantemente l’applicazione dell’accordo e a sostenere ogni iniziativa utile a garantire il futuro occupazionale dei lavoratori del Santa Maria Goretti. Il Sindacato CLAS ribadisce il proprio impegno a tutela dei dipendenti dell’Ospedale Santa Maria Goretti e continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione aziendale, mantenendo aperto il confronto con tutte le parti coinvolte per salvaguardare occupazione, professionalità e qualità dei servizi erogati”.

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CRONACA

Degrado in Via Don Morosini, documento unanime del Consiglio comunale di Latina

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LATINA – E’ stato approvato oggi all’unanimità, dal Consiglio comunale, un documento unitario che prevede un piano di interventi per il decoro urbano, la manutenzione, la sicurezza, la riqualificazione e il rilancio dell’area di via Don Morosini. L’argomento del degrado della zona era stato portato all’attenzione dell’assise con una seduta straordinaria  chiesta dalle minoranze che ha visto il confronto anche aspro tra maggioranza e opposizione. Soddisfatta la sindaca Matilde Celentano.

“Si tratta di un ordine del giorno, condiviso da tutte le forze politiche presenti in aula, che prevede azioni concrete – ha spiegato la prima cittadina  – che vadano ad ampliare la portata degli interventi illustrati, ieri in Consiglio comunale, dagli assessori della mia giunta. Il documento chiede il mio impegno, in qualità di Sindaco, e l’impegno della giunta nel suo complesso, a valutare l’adozione di piani di pulizia e decoro, a proseguire con il programma straordinario di manutenzione delle aree verdi pubbliche, a rafforzare la collaborazione con Abc per le campagne informative sul corretto conferimento dei rifiuti. Prevede, inoltre, specifiche azioni di valorizzazione dell’area di via Don Morosini e del centro storico attraverso la promozione di mercatini tematici, agroalimentari a chilometro zero, iniziative commerciali temporanee, eventi periodici, culturali e ricreativi, ma anche la valutazione di progetti di mediazione sociale. Sono molto soddisfatta della condivisione unanime di questo documento che rafforza la volontà di proseguire verso la rinascita del quartiere di via Don Morosini, dove va precisato che sono in corso progetti di riqualificazione delle aree verdi della passeggiata Pertini, la cui conclusione è prevista entro la fine dell’estate, e dove gli operatori dei servizi sociali, della Polizia Locale e dell’azienda speciale Abc sono particolarmente impegnati, tutti i giorni. Tutto ciò dimostra – prosegue Celentano – che via Don Morosini è al centro dell’agenda politica di questa amministrazione comunale nel senso più allargato, includendo la volontà di chi è maggioranza di questa assise e di chi appartiene alle minoranze consiliari”.

Soddisfazione è stata espressa anche dai consiglieri del Pd Valeria Campagna e Leonardo Majocchi che si erano fatti promotori della richiesta di Consiglio: “Ringraziamo il Consiglio per il confronto che si è sviluppato e per aver condiviso la necessità di intervenire su una delle aree più delicate della città. Abbiamo voluto portare in aula un documento molto concreto. Dalla pulizia e dal decoro urbano alla manutenzione di strade, marciapiedi e tombini, dall’attenzione ai rifiuti ingombranti fino alla cura delle alberature che oggi, in diversi punti, compromettono persino l’illuminazione pubblica. Impegni precisi da realizzare con la massima urgenza. Riteniamo particolarmente importante l’accoglimento delle proposte relative all’ex Mercato Annonario, per il quale chiediamo un’accelerazione delle procedure e una comunicazione costante alla cittadinanza sullo stato di avanzamento degli interventi. Allo stesso modo riteniamo fondamentale aprire una riflessione sul rilancio commerciale dell’area, oggi segnata da numerosi locali sfitti e da una progressiva perdita di attrattività. Un altro punto qualificante riguarda l’ex Palazzo Pennacchi. Abbiamo chiesto controlli e verifiche, per quanto di competenza degli enti preposti, sulle condizioni amministrative, tributarie e abitative degli immobili…. Apprezziamo anche la sensibilità mostrata dall’aula, in particolare dalle forze di opposizione, rispetto al ruolo delle iniziative culturali, della mediazione sociale e delle attività aggregative. Chi conosce quella zona sa bene che non bastano manutenzioni e controlli: servono anche occasioni di socialità, presenza e animazione degli spazi pubblici. Ora però viene la parte più importante. Gli interventi devono accelerare e gli impegni assunti devono essere rispettati. Vigileremo”.

Sulla stessa linea, Latina Bene Comune che ha contribuito al documento di sintesi proponendo alcuni emendamenti in cui si dà valore e importanza ad alcuni interventi che riguardano la mediazione sociale e i servizi sociali, la partecipazione dei cittadini attraverso lo strumento del patto di collaborazione, interventi di riqualificazione anche mediante iniziative culturali (come quello la visione di film), e anche l’istituzione di un mercatino locale. Il gruppo consiliare di Latina Bene Comune ha inoltre chiesto che la prefettura, attraverso i servizi sociali, effettui un controllo sul numero degli inquilini all’interno degli appartamenti del palazzo Pennacchi che ospitano cittadini migranti. “Rimane sempre valido il nostro punto di vista sulla sicurezza che chiaramente non può prescindere dal controllo – spiegano i consiglieri di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera – Ma il controllo assume un valore sempre relativo dovuto all’esiguità delle risorse. La sicurezza è infatti un obiettivo prioritario che si raggiunge soprattutto attraverso la riqualificazione, la vivibilità e il presidio dei cittadini”.

“Portare in Aula il tema di Via Don Morosini significava dare finalmente voce a cittadini che per troppo tempo hanno chiesto ascolto senza ricevere risposte adeguate – commenta Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del M5S – . Oggi raggiungiamo un risultato importante per la città perché, al di là delle diverse sensibilità politiche, siamo riusciti ad approvare all’unanimità un documento che contiene impegni concreti, urgenti e immediatamente attuabili per restituire dignità, sicurezza e decoro a una delle aree più significative del nostro centro storico. Nel corso della discussione il Movimento 5 Stelle ha presentato sei emendamenti all’ordine del giorno. “Tra quelli accolti, il più importante riguarda l’istituzione di un confronto diretto, costante e strutturato con residenti, comitati di quartiere e realtà associative. Era il punto centrale del mio intervento e delle richieste avanzate dai cittadini. Ritengo infatti che l’assenza di un ascolto continuo e organizzato sia una delle principali ragioni per cui oggi Via Don Morosini versa in queste condizioni.

«Positivo il documento unitario, ora avanti con il progetto “Serrande aperte”», commenta la consigliera del Gruppo Misto Daniela Fiore. «L’approvazione unanime di un documento condiviso rappresenta un segnale positivo e un risultato importante per la città. Di fronte a problematiche complesse come quelle che interessano il centro storico e via Don Morosini era necessario costruire una risposta unitaria e superare le contrapposizioni. Ora però occorre trasformare gli impegni assunti in azioni concrete e continuative».Secondo la consigliera, la questione di via Don Morosini non può essere ridotta esclusivamente a un problema di sicurezza od ordine pubblico. «La sicurezza è una parte del problema, ma non la sua causa profonda. Il vero nodo è la progressiva perdita di funzioni urbane: attività commerciali che chiudono, servizi che scompaiono, locali che restano vuoti, spazi pubblici che perdono vitalità. Quando una città perde presenza quotidiana, relazioni e presidi sociali, il degrado trova terreno fertile». Per questo Fiore ha proposto che via Don Morosini e l’area limitrofa del centro storico vengano individuate come area pilota per un progetto di rigenerazione urbana fondato sulla riattivazione del commercio di prossimità, sul recupero dei locali sfitti, sul sostegno a nuove attività economiche e culturali e su una programmazione stabile degli interventi di decoro urbano.

Unico punto in cui Pd e M5S e Lbc si dicono critici riguarda la collocazione del Play Ground in Via Don Morosini. La consigliera Ciolfi rivolge quindi un appello alla Sindaca e agli assessori competenti Muzio, Chiarato e Carnevale: “Chiedo che ciascuno, per le proprie competenze, avvii immediatamente le interlocuzioni necessarie con l’ente finanziatore per verificare il trasferimento dell’intervento in una sede più idonea”.

 

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