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Cammini DiVini fa tappa all’Abbazia di Valvisciolo, Palazzo: “Spazio carico di storia e spiritualità”

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SERMONETA – La seconda tappa di Cammini Divini, il progetto promosso dalla Regione Lazio – Assessorato al Turismo, approda in uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Latina: l’Abbazia di Valvisciolo, a Sermoneta. A parlarne è l’Assessore regionale al Turismo Elena Palazzo, che sottolinea quanto questa iniziativa stia diventando un punto di riferimento per la valorizzazione del territorio.
Un luogo simbolo tra storia e spiritualità
“Siamo particolarmente felici che la seconda tappa si svolga proprio all’Abbazia di Valvisciolo,” afferma l’Assessore Palazzo.
Uno spazio carico di storia, spiritualità e fascino architettonico, definito dalla stessa come “uno scrigno prezioso e una delle perle della provincia di Latina”. Una cornice ideale per accendere i riflettori su un Lazio spesso poco conosciuto fuori dai percorsi più turistici.
Come nasce il progetto Cammini Divini
Cammini Divini è un format fortemente voluto dall’Assessorato, nato per far scoprire i luoghi più belli e autentici della regione, con un focus sul legame tra:
•spiritualità,
•paesaggio,
•tradizioni locali,
•eccellenze enogastronomiche.
Il successo della prima tappa a Montecassino, ricorda l’Assessore, ha confermato che la direzione scelta è quella giusta: “La risposta in termini di partecipazione e apprezzamento ci dimostra che abbiamo avuto ragione”.
Turismo lento ed esperienziale: la strategia del Lazio
Il progetto rientra pienamente nella visione delineata nel nuovo Piano Triennale del Turismo, che punta su:
•turismo lento,
•turismo esperienziale,
•enogastronomia,
•destagionalizzazione dei flussi,
•valorizzazione dei borghi.
L’obiettivo è chiaro: portare visitatori in zone spesso meno battute, ricchissime però di identità, tradizione e paesaggi unici, sostenendo allo stesso tempo le comunità locali.
Un territorio da vivere tutto l’anno
Il Lazio, ricorda l’Assessore Palazzo, è una regione che può essere vissuta tutto l’anno, grazie a un mix unico di clima, storia, mare, natura e arte.
“Il nostro è un territorio straordinario e accogliente. Eventi come Cammini Divini mostrano quanto il Lazio, oltre Roma, possa offrire esperienze autentiche e di grande qualità”, conclude.
Una regione che investe sul proprio patrimonio
Cammini Divini rappresenta quindi non solo un evento, ma una strategia culturale e turistica: creare opportunità, raccontare le eccellenze del territorio e generare ricadute positive sull’economia locale. Un impegno che la Regione Lazio conferma di voler portare avanti con decisione.
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Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due

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LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.

Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.

A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.

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Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere

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TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto  – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.

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A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio

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VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.

E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina)  rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.

“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”

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