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CRONACA

ROGHI DOLOSI A PRIVERNO TRE ARRESTI
In manette Mauro, Mirko e Giovanni Risi
Volevano colpire ancora

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PRIVERNO – Sono Mauro, Mirko e Giovanni Risi i tre uomini finiti in manette con l’accusa di essere gli autori degli incendi che negli ultimi mesi hanno messo in ginocchio tre aziende zootecniche della zona compresa tra Priverno e Maenza, e una carrozzeria. Padre, figlio e nipote, rispettivamente di 43, 25 e 21 anni avevano “l’accendino facile”: compravano la benzina alcuni giorni prima del raid, poi di notte appiccavano i roghi scientificamente, colpendo in diversi punti contemporaneamente e scegliendo luoghi in cui la presenza di materiale infiammabile rendeva difficilissimo l’intervento dei vigili del fuoco.

La prima volta hanno agito il 6 novembre del 2013 nell’azienda Carnevali dove i danni prodotti dalle fiamme ammontano a 150mila euro;  poi hanno colpito il 2 e il 17 gennaio in altre due grosse aziende agricole del posto con danni per un totale di 800mila euro. In tutti i casi sono stati bruciati i capannoni in cui erano stipati balloni di fieno e  mezzi agricoli, e dove erano stati installati pannelli fotovoltaici destinati ad alimentare la vicina centrale a biogas in fase di realizzazione.

Dietro non c’era la camorra o il racket delle estorsioni, solo il tentativo di entrare nel business mettendo fuori uso la concorrenza: Mauro Risi, noto per altri precedenti penali (tra cui proprio l’incendio doloso) aveva un terreno di fronte all’area in cui la centrale deve essere costruita e una piccola ditta di trasporti. Secondo gli investigatori, voleva mettere fuori gioco la concorrenza e garantirsi di essere il solo a poter svolgere il servizio di trasporto del letame destinato ad alimentare la centrale.  Nella sua lista, per la stessa ragione,  c’erano altre quattro aziende del settore zootecnico, mentre l’incendio della carrozzeria (avvenuto il 30 gennaio) è motivato da rancori personali.

“Fondamentale per le indagini è stata la reazione della collettività. Mai prima d’ora i residenti si erano mostrati tanto collaborativi con le forze dell’ordine  – hanno spiegato il colonnello Giovanni De Chiara, comandante provinciale dell’Arma e il capitano Alessandro Bello che dirige la compagnia di Terracina – I cittadini si hanno mostrato una forte solidarietà soccorrendo le aziende colpite e fornendo a noi investigatori ogni tipo di informazione di cui disponessero. La risposta data fa tirare un sospiro di sollievo a tante persone e in particolare agli agricoltori della zona  che vivevano ormai in uno stato di continua paura”.

Per arrivare al blitz che questa notte ha portato alla cattura dei Risi, le indagini sono state complesse e si sono servite di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, testimonianze e anche della collaborazione preziosa della Forestale che ha messo a disposizione gli strumenti utilizzati per l’antibracconaggio.

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CRONACA

Tiero ai domiciliari per corruzione, la Cassazione annulla il Riesame, ma rinvia ad altro collegio

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LATINA – Resta ai domiciliari Enrico Tiero, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare e ha rinviato gli atti ad altro collegio del Riesame di Roma. Le motivazioni di questa decisione si conosceranno tra 30 giorni.

L’arresto di Tiero era scattato il 17 ottobre 2025 quando il consigliere regionale pontino di Fratelli d’Italia è rimasto coinvolto in un’inchiesta per corruzione coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina. Il noto politico aveva poi presentato attraverso i suoi legali richiesta di revoca della carcerazione preventiva rivolgendosi al Riesame contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Latina, ma il  Riesame ha confermato la misura e i legali di Tiero hanno deciso di ricorrere in Cassazione. Dopo l’udienza che si è svolta il 4 marzo, la Suprema Corte ha annullato la decisione del Riesame ma ha rinviato gli atti a un altro collegio del Riesame di Roma che a questo punto dovrà fissare una nuova data per esaminare il ricorso della difesa di Tiero.

 

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CRONACA

Microcriminalità a Cisterna, il sindaco Mantini scrive al Prefetto: “Dai cittadini grido d’allarme”

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CISTERNA – Il Sindaco Valentino Mantini ha scritto al Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella in relazione agli episodi di microcriminalità che hanno impressionato e scosso la cittadinanza. Il primo cittadino fa espresso riferimento all’ uomo accerchiato e ferito con un fendente al collo nei pressi del Punto di Assistenza Territoriale perché si era rifiutato di consegnare il proprio cane.

“Precedentemente – si legge nella missiva – nei pressi della Stazione Ferroviaria, un altro uomo era stato raggiunto da malviventi che gli avevano strappato una collana d’oro approfittando della confusione dei passeggeri in attesa del treno diretto verso la Capitale. In una delle nostre centralissime piazze, invece, si sono registrate risse anche in pieno giorno e non esclusa sospetta attività di spaccio di sostanze stupefacenti; il tutto ha generato preoccupazione da parte dei commercianti. Altre segnalazioni avevano riguardato furti nelle abitazioni delle zone meno centrali e più periferiche di Cisterna, con la necessità di contrastare reati predatori che continuano ad ingenerare ansia e inquietudine tra i residenti”.

“Come Sindaco di Cisterna – ha affermato il primo cittadino Valentino Mantini – ho l’obbligo di non sottrarmi a questo grido d’allarme che proviene dalla mia comunità e reclamare tutte le misure possibili di contrasto a tali fenomeni. Alla luce degli episodi descritti affinché non degenerino e non accrescano la percezione di insicurezza nella cittadinanza, chiedo al Prefetto di Latina di voler intraprendere ogni ulteriore iniziativa opportuna, non esclusa la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.

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CRONACA

Latina e provincia: chiusi due panifici per gravi carenze igienico – sanitarie

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LATINA – Controlli serrati dei Carabinieri del NAS di Latina, che hanno passato al setaccio alcune attività commerciali operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti da forno. Riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente critiche in due esercizi pubblici: In un panificio nel capoluogo pontino, i militari hanno accertato un quadro complessivo caratterizzato da gravi carenze strutturali e igieniche: le attrezzature utilizzate per la produzione e la cottura sono risultate obsolete e vetuste, con evidenti segni di usura e mancata manutenzione, mentre i forni presentavano condizioni tali da non assicurare un adeguato livello di igiene. Le pareti dei locali adibiti alla lavorazione e alla cottura sono apparse annerite, con accumuli di sporco e residui compatibili con una prolungata carenza di interventi di ripristino e sanificazione. Disposta l’immediata sospensione dell’attività fino all’eliminazione delle non conformità accertate. Elevata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.

Analogo scenario è emerso nel corso di un secondo controllo effettuato presso un ulteriore panificio del sud pontino, dove i militari hanno riscontrato condizioni igienico-strutturali particolarmente gravi. Trovati 45 chilogrammi di pasta di pane conservata in condizioni igieniche giudicate non idonee in quanto esposta a potenziali contaminazioni. Il prodotto è stato immediatamente smaltito in regime di autocontrollo dall’operatore del settore alimentare, al fine di eliminare qualsiasi possibile rischio per la salute dei consumatori. Anche in questo caso sospensione dell’attività ed è stata irrogata al titolare una sanzione amministrativa di 1.000 euro. L’intervento si inserisce nell’ambito della costante attività di vigilanza finalizzata a garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, presupposto imprescindibile per la tutela della salute collettiva. I controlli proseguiranno sull’intero territorio provinciale, con particolare attenzione alle attività di produzione e somministrazione di alimenti.

 

 

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