CRONACA
INFERMIERE DEL PS AGGREDITO
Colpito da infarto. Oggi unità di crisi alla Asl
Le reazioni
LATINA – E’ ancora in corso la riunione dell’Unità di crisi della Asl di Latina per discutere le misure da adottare per il pronto soccorso dell’ospedale Goretti. L’icontro è stato convocato d’urgenza dal nuovo manager Michele Caporossi dopo l’episodio dell’aggressione a un infermiere del pronto soccorso, colto da infarto. Le condizioni dell’operatore sanitario, Marco De Marco sono stabili, ma “le reazioni e le risposte ufficiali giunte dopo l’aggressione sono assolutamente insufficienti e rischiano il paradosso”, dice Sabino Venezia della Usb sanità – Non basta chiedere la presenza costante della polizia al pronto soccorso, ma è necessario mettere mano ai problemi strutturali della sanità”. L’Usb denuncia il mancato coinvolgimento dei lavoratori del pronto soccorso alla riunione in corso”. “I lavoratori del Pronto Soccorso del Goretti, medici ed infermieri prevalentemente precari, saranno domani in assemblea per manifestare la loro solidarietà al delegato aggredito, e per decidere eventuali forme di lotta”, conclude Venezia.
LA NOTA DELLA REGIONE LAZIO – La decisione del Direttore generale, Michele Caporossi, di convocare per le ore 13 una riunione dell’unità di crisi finalizzata ad affrontare le criticità del pronto soccorso dell’ospedale Goretti di Latina, è la risposta giusta per riportare alla normalità la gestione del servizio. La Regione Lazio – si legge in una nota nella nota – nell’esprimere solidarietà all’infermiere aggredito e formulare gli auguri di pronta guarigione, sottolinea che una situazione di grave disagio non può mai giustificare l’uso della violenza contro gli operatori»
L’ALLARME DEL SINDACATO – Marco De Marco, infermiere del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina e delegato sindacale Usb, è sottoposto a regimi diagnostici severi presso l’Unità Coronarica del Goretti». Lo dichiara Sabino Venezia del Coordinamento Regionale Usb. «Le procedure – aggiunge – sono scattate in seguito all’ennesimo caso di aggressione generata dalle assurde ed inconcepibili condizioni di lavoro alle quali è sottoposto il personale del Pronto Soccorso. Lo rabbia dei pazienti, in attesa per ore di una visita o di un posto letto adeguato alle condizioni di malattia, hanno ancora una volta generato comportamenti inqualificabili nei confronti dei lavoratori del Pronto Soccorso, da troppo tempo costretti a dare risposte in condizioni organizzative e strutturali inadeguate ai flussi sempre crescenti di malati mentre la Direzione di questo Ospedale continua a nascondersi dietro procedure e protocolli che non possono sostituirsi alle gravi carenze di personale, prevalentemente precario, e di spazi adeguati alle necessità di cura». «La Usb, per voce dello stesso De Marco, ha denunciato già da tempo e con forza l’irresponsabile comportamento dell’Amministrazione del Goretti che mette a rischio l’incolumità dei pazienti e dei lavoratori/ici; lo ha fatto nei presidi di protesta ed in occasione della recente visita del Ministro Lorenzin, costringendo le istituzioni locali e regionali a risposte immediate ed adeguate alle necessità – dichiara ancora Venezia – ma le risposte sono palesemente inadeguate e Latina sembra essere ormai lasciata in balia dei processi di chiusura e ridimensionamento. Come Usb, e grazie al lavoro di Marco, stiamo perfezionando una denuncia dettagliata alla Procura della Repubblica perché vengano accertate responsabilità oggettive: sulla mancata apertura di posti letto a Sezze, sul blocco delle ambulanze in attesa di trasferimento e sull’appalto di ristrutturazione del pronto Soccorso, con un occhio attento alle condizioni di salute di Marco, al quale va tutta la solidarietà attiva della USB e dei lavoratori/ici del Goretti».
INFERMIERI TROPPO ESPOSTI – Sono in prima linea nei pronto soccorso insieme ai medici, «ma gli infermieri hanno anche quella capacità di interloquire con i pazienti e i parenti in attesa e questo li espone al rischio di essere presi di mira come avvenuto al collega dell’ospedale S.Maria Goretti di Latina, aggredito e colpito poi da infarto. Una situazioni a cui si deve mettere fine garantendo la sicurezza nei Dea con un posto di vigilanza notturna». Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Gennaro Rocco, vice presidente dell’Ipasvi (la Federazione nazionale collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia), che commenta così quanto accaduto ieri notte al pronto soccorso del Goretti. «Nel 2013 gli episodi di violenza contro il personale sanitario sono aumentati – sottolinea Rocco – sintomo di una situazione di emergenza negli ospedali che ormai è arrivata al collasso, con strutture di pronto soccorso sovraffollate, carenza di personale e turni massacranti. Questo esaspera i cittadini – conclude – ma gli infermieri non possono subirne le conseguenze».
L’ORDINE DEI MEDICI – «Ormai i pronto soccorso sono una trincea dove il paziente in attesa vede il nemico nel medico e nell’infermiere. I cittadini sono esasperati dalle lunghe attese e da quello che leggono sui media di barelle e letti nei corridoi. Per risolvere questa situazione, che se esasperata porta a far scattare la molla della violenza, serve un filtro agli accessi nei Dea. Possono essere, ad esempio, le Case della salute sul territorio o altre risposte. Ma serve l’impegno di tutti». Così all’Adnkronos Salute Roberto Lala, presidente dell’Omceo (Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri) di Roma e provincia, commentando quanto accaduto ieri notte al pronto soccorso dell’ospedale Goretti di Latina, dove un infermiere dopo essere stato aggredito è stato colpito da infarto. Secondo Lala, «bisogna che negli ospedali ci siano i posti letto necessari e il personale adeguato, per evitare che si crei il sovraffollamento dei pronto soccorso».
CRONACA
Minorenne pestato a Latina, l’Agesci Borgo Piave: “Siamo scossi per il nostro scout”. Sabato un sit in
LATINA – La comunità scout Agesci di Borgo Piave si dice profondamente scossa dopo l’aggressione di un giovane scout avvenuta ieri pomeriggio nella zona del centro commerciale Le Corbusier, a Latina. Il ragazzo usciva dalla palestra e un gruppo di giovanissimi gli ha chiesto una sigaretta poi, di fronte al suo rifiuto – motivato dal fatto che non fuma – lo ha colpito, procurandogli lesioni e in incrinandogli una costola. Fatti avvenuti alla presenza di testimoni e che le telecamere hanno ripreso.
“Non possiamo restare indifferenti davanti a un atto che ferisce non solo un giovane scout, ma anche i valori su cui costruiamo ogni giorno una società più giusta, pacifica e non violenta. Non possiamo e non vogliamo abituarci alla violenza”.
Per questo, sabato 7 marzo 2026 alle ore 15:30 il gruppo Agesci ha promosso un sit in che si terrà sul prato di fronte al Centro Commerciale Le Corbusier: “Vogliamo esprimere in modo simbolico e collettivo il nostro rifiuto di ogni forma di sopraffazione. In quell’occasione, bambini e ragazzi del gruppo scout scriveranno ciascuno un breve messaggio di AMICIZIA e auspicio, impegnandosi a compiere un atto di gentilezza concreta nei confronti del prossimo; ogni messaggio sarà legato a un rametto di ulivo e donato ai passanti, come segno di pace e invito a scegliere relazioni fondate sul rispetto reciproco”.
L’invito a tutti è a partecipare: cittadinanza, associazioni del territorio, istituzioni locali e organi di informazione.
CRONACA
Controlli nei locali, nei guai un altro noto locale di Latina
LATINA – La Polizia di Stato, in collaborazione con la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco, prosegue l’attività di controllo amministrativo dei pubblici esercizi e dei locali di pubblico spettacolo, così come previsto nell’ambito delle determinazioni assunte nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nei mesi scorsi, a seguito dei noti fatti di Crans-Montana. Mercoledì sera l’ispezione ha riguardato il noto locale di Borgo Piave a Latina, El Paso dove era in corso una serata danzante con musica dal vivo e dj set, ampiamente pubblicizzata anche sui social network.
“All’atto del controllo – si legge in una nota della Questura – il locale risultava in possesso di autorizzazione per lo svolgimento di pubblici spettacoli con una capienza massima autorizzata pari a 186 persone. Tuttavia, nel corso dell’ispezione è stata accertata la presenza di circa 305 avventori, ben oltre il limite consentito”. Al termine dei controlli che hanno riguardato tutti gli ambiti, alla titolare dell’esercizio sono state contestate diverse violazioni amministrative e penali e una denuncia per le violazioni previste dall’art. 681 del Codice Penale.
Inoltre, è stata sospesa la SCIA antincendio, con conseguente impossibilità di proseguire l’attività di pubblico spettacolo fino al ripristino delle condizioni di sicurezza richieste. Resta invece consentita la prosecuzione dell’attività di ristorazione, nel rispetto delle prescrizioni impartite dai Vigili del Fuoco.
CRONACA
Benzinaio ucciso con una coltellata al cuore, chiesto l’ergastolo per 19enne
Uccise con una coltellata al cuore Nahid Miah, 35 anni, gestore di una stazione di servizio a Tor San Lorenzo per prendergli l’incasso. Era il 27 maggio del 2025 e pochi giorni dopo l’autore del delitto fu arrestato a Cisterna dove si nascondeva. La Procura di Roma ha ora chiesto l’ergastolo per Marco Adamo, 19 anni, imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rapina. «Ho sbagliato, non volevo ucciderlo. Chiedo perdono», ha detto l’imputato in aula. Il giovane resta detenuto nel carcere di Velletri in attesa della sentenza.
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