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Progetto antischiavitù della Regione: arriva “Bella Farnia”

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sikhLATINA  – Si è svolto ieri presso l’Istituto San Benedetto a Borgo Piave (Latina), il Convegno “Terra è Libertà, il futuro dell’agricoltura pontina tra diritti, qualità e legalità” promosso dall’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio in collaborazione con l’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità, Arsial, la Casa dell’Agricoltura di Latina e l’associazione In Migrazione Onlus.

 Durante l’incontro, oltre al confronto su temi urgenti quali sicurezza, legalità e integrazione sociale applicati al lavoro agricolo nel territorio pontino, l’assessore regionale all’Agricoltura,  Sonia Ricci, ha presentato “Bella Farnia”, il progetto nato dalla volontà di sperimentare una nuova tipologia di servizi e di attività rivolte ai braccianti agricoli della comunità indiana pontina con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e contribuire alla crescita dell’intera comunità rurale della provincia di Latina.

 Sono più di 20.000 ogni anno gli indiani che migrano verso l’Europa e l’Italia è da anni una delle mete principali di questo importante flusso migratorio. È proprio in provincia di Latina che si è stabilita da anni la seconda comunità sikh d’Italia per dimensioni incoraggiata dalla richiesta di forza-lavoro non qualificata e da impiegare come bracciantato nelle campagne.

Secondo le stime della FLAI-CGIL, l’intera comunità indiana pontina conta circa 12.000 persone, sebbene sia immaginabile un numero complessivo di circa 30.000 migranti.

“Una comunità, che per cultura e religione risulta accogliente, rispettosa, pacifica e dedita al lavoro, viene trasformata in un esercito silenzioso di nuovi schiavi, piegati nei campi a lavorare in condizioni di massimo sfruttamento. Le ultime incisive azioni condotte dalle Forze dell’ordine e dalla Magistratura nel contrastare il caporalato ai danni della comunità Sikh confermano una condizione disumana che difficilmente può essere superata soltanto attraverso le azioni di controllo del territorio e di repressione, per quanto evidentemente strategiche e ineludibili”, è la denuncia che arriva da In Migrazione, l’associazione che ha studiato a fondo il fenomeno.

“Con il progetto “Bella Farnia” – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura Sonia Ricci – s’intende garantire alla comunità indiana pontina, i fondamentali servizi per l’inclusione sociale, a oggi carenti, al fine di spezzare l’isolamento sociale e la ghettizzazione culturale che è concausa delle condizioni di sfruttamento che si consumano prioritariamente nei campi agricoli. Si tratta di sperimentare una nuova tipologia di centro di servizi dedicato alle zone rurali, incontrando la comunità direttamente dove vive, all’interno dei luoghi da essa abitati e caratterizzati.

Un centro dove i lavoratori indiani, soprattutto braccianti, possano trovare una struttura capace di supportarli nella fruizione dei servizi strategici per una corretta inclusione sociale e un’efficace promozione e tutela dei diritti e dei doveri, oltreché per supportarli nella costruzione di una vita più dignitosa e un lavoro che non sia caratterizzato dal bieco sfruttamento. In altre parole il progetto intende raggiungere l’ambizioso risultato del miglioramento del livello di inclusione sociale dei migranti indiani nella provincia di Latina”.

Il progetto, che ha una durata complessiva di 12 mesi, intende coinvolgere complessivamente oltre 2.000 migranti punjabi, presenti (residenti o domiciliati) nella provincia di Latina, con particolare riferimento a coloro che vivono presso il centro residenziale Bella Farnia Mare (luogo di concentrazione della maggior parte della comunità).

Il centro polifunzionale costituirà un presidio aggregativo interculturale e di legalità e avrà al suo interno servizi che concorrano al miglioramento della conoscenza della lingua italiana per una maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri, nonché ad abbassare la soglia d’accesso alle opportunità offerte dal territorio. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi il centro polifuzionale si articolerà in 4 tipologie principali di attività condotte da personale specializzato:

 

  • Assistenza, informazione e orientamento ai servizi del territorio
  • Assistenza legale
  • Mediazione linguistica e culturale
  • Documentazione e ricerca, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale di Analisi del Lavoro in Agricoltura della Flai-CGIL, dell’Università degli studi della Calabria, Catania, Salerno, Foggia e dell’istituto ISTISSS (Istituto per Studi sui Servizi Sociali) nella pubblicazione e diffusione dei risultati.

 

“Obiettivo del progetto – ha concluso l’assessore Ricci – è infatti contribuire ad un passaggio culturale profondo: guardare ai migranti indiani non come una semplice comunità di braccia da impiegare, ma come portatori di cultura, economie e conoscenza di cui la provincia di Latina ha immediato e urgente bisogno”.

 

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Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”

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LATINA  – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.

La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.

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Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino

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PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.

Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.

 

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“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro

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SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali.  Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale.   E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.

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