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CRONACA

Via Quarto, l’inchiesta entra nel vivo: il pm Miliano ascolterà tutti

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VIA QUARTOLATINA – Il caso di Via Quarto resta in primo piano. Il Pm Giuseppe Miliano ascolterà nell’ambito dell’inchiesta aperta su esposto del comitato di cittadini “Il Gigante Buono”, tutte le persone che hanno avuto a che fare in qualche modo con la concessione edilizia appena annullata in autotutela dal Comune di Latina che ha scoperto l’incredibile: era basata sulla cessione all’ente locale di un lotto che in realtà era già del Comune.

Si dovrà andare indietro fino al 1980 quando un lotto diventa di proprietà comunale dopo un esproprio, fino alla situazione attuale quando lo stesso Comune accerta che proprio quel lotto, regolarmente iscritto tra i  beni di sua proprietà, gli è stato ceduto da un privato in cambio di quello di Via Quarto. Il magistrato ascolterà tecnici comunali, notai che hanno certificato i passaggi di proprietà, costruttori edili e il proprietario del lotto espropriato.
UNA SQUADRA PER LE ALTRE LICENZE – Intanto il Gigante Buono sta mettendo in piedi una vera e propria squadra di tecnici e professionisti per avviare una serie di controlli anche sulle altre licenze concesse dal Comune, in primis quella che interessa il Parco Santa Rita.
Avvocati, architetti, ingegneri, notai, geometri, amministrativi, disponibili ad unirsi per la causa comune. Anche il Pd torna a chiedere una rivisitazione dei piani particolareggiati approvati di recente dalla giunta.

Dal Pd, il capogruppo Alessandro Cozzolino chiede “chiarezza in tutti gli atti concernenti l’Urbanistica e delle rassicurazioni affinché non siano le casse comunali a risarcire il presunto danno bensì i responsabili che verranno, eventualmente, accertati. Marco Fioravante ricorda:  “Da mesi abbiamo chiesto all’amministrazione la visitazione dei piani particolareggiati per capire cosa la Giunta ha deciso nei mesi scorsi. A questa richiesta non è arrivata mai alcuna risposta”

 

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CRONACA

San Felice Circeo, sequestrati 124 grammi di cocaina: arrestato un commerciante

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Un commerciante italiano di 55 anni, residente a San Felice Circeo, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato complessivamente 124 grammi di cocaina. L’intervento è stato eseguito dai Finanzieri della Compagnia di Terracina nell’ambito dell’intensificazione dei controlli contro i traffici illeciti disposta dal Comando provinciale di Latina. Durante la perquisizione personale, le Fiamme Gialle hanno trovato 21 dosi di cocaina confezionate singolarmente, del peso di circa un grammo ciascuna. Le verifiche sono state successivamente estese all’abitazione dell’uomo, dove, all’interno di un magazzino adibito a falegnameria, è stata rinvenuta altra sostanza stupefacente. Nel locale sono state sequestrate anche due bilance di precisione, cellophane e nastro in teflon, materiali ritenuti funzionali al confezionamento delle singole dosi destinate allo spaccio.

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CRONACA

Sonnino, pistola modificata e parti di veicoli senza telaio: arrestato un 45enne

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Un uomo di 45 anni di Sonnino, già noto alle forze di polizia, è stato arrestato dai Carabinieri nel pomeriggio di ieri con l’accusa di detenzione di arma clandestina. L’intervento è scattato durante un servizio di controllo del territorio, quando i militari hanno notato nel cortile dell’abitazione dell’uomo due veicoli completamente smontati: un’autovettura e un motociclo.

Dagli accertamenti è emerso che entrambi erano privi dei rispettivi numeri di telaio. All’interno dell’auto, inoltre, i Carabinieri hanno trovato una targa abbinata a un altro veicolo, risultata oggetto di appropriazione indebita.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al ritrovamento di una pistola scacciacani marca BBM, ritenuta clandestina perché priva di tappo rosso e modificata con una canna in alluminio rigata. Sono stati sequestrati anche un proiettile calibro 7,65, compatibile con il serbatoio dell’arma, una parte di pistola calibro 9 e le parti dei due veicoli.

Oltre all’arresto per detenzione di arma clandestina, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per riciclaggio. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, proseguiranno per chiarire la provenienza dell’arma e verificare un suo eventuale utilizzo in episodi precedenti.

Al termine delle formalità di rito, il 45enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo, richiesta dalla Procura.

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Minturno, rifiuti edili abbandonati: imprenditore denunciato, decisivi i frammenti di piastrelle

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I frammenti di piastrelle abbandonati tra i rifiuti hanno permesso ai Carabinieri Forestali di risalire al cantiere da cui provenivano e di individuare il presunto responsabile. È quanto emerso da un’attività di controllo ambientale condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Spigno Saturnia nel territorio di Minturno.

L’indagine è partita da un sopralluogo in località via Virilassi, dove erano stati individuati due cumuli di rifiuti speciali edili e urbani depositati illecitamente direttamente sul terreno, presso una ditta edile.

La meticolosa selezione dei materiali rinvenuti ha consentito ai militari di recuperare documenti cartacei utili alle indagini. Gli accertamenti, insieme alle testimonianze raccolte, hanno permesso di risalire a un cantiere situato a Scauri, frazione di Minturno.

Il successivo sopralluogo ha consentito di acquisire il contratto d’appalto dei lavori stipulato con la ditta edile. Attraverso un confronto fotografico, i Carabinieri Forestali hanno inoltre accertato la corrispondenza tra le piastrelle installate nel cantiere e i frammenti rinvenuti nel deposito illecito di rifiuti.

Al termine degli accertamenti, il presunto responsabile è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi da parte di un’impresa.

In caso di condanna, per il reato contestato è prevista, ai sensi dell’articolo 255, comma 1.1, del decreto legislativo 152/2006, la pena dell’arresto da sei mesi a due anni oppure un’ammenda da 3.000 a 27.000 euro.

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