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CRONACA

Con un cappio al collo, minaccia di gettarsi dal balcone e dare fuoco a 12 bottiglie incendiarie

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bottiglie incendiarie

TERRACINA – Sul balcone con una corda con nodo scorsoio al collo ha minacciato di gettarsi nel vuoto: un ex commerciante di 67 anni di Terracina, C.I. queste le sue iniziali, ha reagito così all’esecuzione forzata per il rilascio dell’immobile in via Tripoli, emessa dal Tribunale Sezione distaccata di Terracina e già rinviata in precedenti occasioni.

L’episodio è avvenuto oggi, quando l’uomo alla vista dell’ufficiale giudiziario, nel tentativo di rinviare lo sfratto, ha mostrato una tanica piena di benzina e un accendino, dicendo che avrebbe dato fuoco a 12 bottiglie contenenti benzina che aveva sistemato sul balcone e alla porta d’ingresso, anche questa cosparsa di liquido infiammabile. I poliziotti per evitare un possibile incendio ai danni anche delle altre abitazioni hanno immediatamente evacuato la palazzina.

Momenti di grande tensione, in casa oltre al 67enne c’era anche la moglie e una figlia con delle gravi disabilità. Per calmare C.I. gli agenti di polizia si sono introdotti all’interno di un altro appartamento dello stabile e sono riusciti a intrattenere l’uomo da un balcone vicino, parlandogli e cercando di calmarlo. Intanto l’arrivo del legale del 67enne ha permesso alla situazione di distendersi, l’esecuzione è stata infatti, rinviata al prossimo 30 settembre. Una volta entrati nell’abitazione gli agenti e l’avvocato hanno convinto l’uomo a togliersi il cappio intorno al collo, e pian piano a trasportare all’esterno la tanica di benzina e le 12 bottiglie incendiarie, alcune delle quali rinvenute anche in altre camere dell’abitazione.

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CRONACA

I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”

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SEZZE  – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa  mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).

L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.

“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.

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CRONACA

Gaeta, violazioni e difformità: chiuso un complesso turistico-ricettivo

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GAETA – Era stato controllato ad agosto, ora dopo gli approfondimenti eseguiti e l’analisi dei permessi e della documentazione, i Carabinieri della Compagnia di Formia hanno contestato  diverse violazioni al legale rappresentante di un complesso turistico-ricettivo che si trova nel territorio del Comune di Gaeta.  Le verifiche dei Carabinieri hanno riguardato la struttura ricettiva, ma anche l’attività di ristorazione presente al suo interno, presso la quale veniva anche svolta l’attività di discoteca. L’azione ispettiva  – spiegano dall’Arma – ha portato alla luce gravi violazioni della normativa regionale e nazionale in materia di esercizio delle attività ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Nello specifico, le inadempienze hanno riguardato la regolarità dei prescritti titoli abilitativi, la conformità strutturale dei locali, il rispetto delle disposizioni di legge relative al subingresso alle variazioni dell’attività. A seguito delle violazioni riscontrate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative pecuniarie. Disposta contestualmente anche l’immediata chiusura e la cessazione di tutte le attività esercitate in difetto dei necessari requisiti e delle autorizzazioni previste.

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Il lutto della Fondazione Latina 2032 per la scomparsa di Benedetto Passamonti

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LATINA – Il Presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, il Consiglio di Amministrazione e tutti gli organi statutari della Fondazione esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Benedetto Passamonti, fratello del Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti.

«È con profonda tristezza che abbiamo appreso della scomparsa di Benedetto. In un momento così doloroso desideriamo stringerci con sincera partecipazione attorno al nostro Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti e ai suoi familiari, facendo loro sentire la vicinanza dell’intera Fondazione.

La perdita di un fratello tocca la sfera più intima degli affetti e quel patrimonio di ricordi, esperienze e legami che accompagna una vita intera. In circostanze come questa le parole possono soltanto esprimere vicinanza e partecipazione, ma riteniamo importante far giungere a Massimo il nostro sostegno e il nostro pensiero.

A nome mio personale, del Consiglio di Amministrazione e di tutti gli organi statutari della Fondazione Latina 2032 – conclude il Presidente Zaccheo – rivolgo a Massimo, alla famiglia Passamonti e a tutti i familiari di Benedetto le nostre più sincere e sentite condoglianze, unendoci con rispetto e commozione al loro dolore».

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