LATINA – Moltissime persone, colleghi, amici, familiari, semplici conoscenti si sono recati in Tribunale a mezzogiorno per partecipare alla commemorazione dell’avvocato di Latina Paolo Censi, tragicamente scomparso ieri all’età di 56 anni. La camera ardente pure prevista, invece, per questioni legate agli adempimenti disposti dalla Procura di Latina non ci sarà.
Perché abbia deciso di togliersi la vita sparandosi un colpo in testa dopo aver preso il solito caffè al bar Magnanini, aver parlato al telefono con il fratello, e avendo prenotato una vacanza in montagna, resterà probabilmente un suo segreto. I familiari e gli amici sconvolti si interrogano in queste ore. Qualcuno ipotizza che potesse essere preoccupato per la propria salute.
Quella del suicidio, da subito sembrata la più credibile, con il passare delle ore è diventata di fatto l’unica pista seguita dagli investigatori della Mobile che comunque non lasceranno nulla di intentato e nello studio di Piazza Buozzi dove è stato ritrovato ieri mattina privo di vita il corpo di Censi, ancora con il cappotto indosso, hanno sequestro i fascicoli delle cause e acquisito i tabulati telefonici relativi alle ultime conversazioni e ai messaggi inviati e ricevuti. Il legale non ha infatti lasciato biglietti, e almeno al momento, non è stato trovato nulla dai familiari. Lascia la moglie Monica, la donna che aveva sposato molti anni fa e che conosceva da quando erano ragazzini e una figlia adorata, che aveva seguito le sue orme. Come tutti, si preparavano a festeggiare il Natale in famiglia e questo rende il gesto dell’avvocato ancora più doloroso e inspiegabile.
I funerali saranno celebrati il 26 alle 10 nella chiesa di San Luca a Latina.
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