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Tre aziende di Latina per la Nuvola di Fuksas

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LATINA – Novemila pannelli in legno usciti da un’azienda pontina, uno diverso dall’altro, seguono le curve della sala congressi sospesa che Massimiliano Fuksas ha progettato all’Eur di Roma, inaugurata sabato 29 ottobre. L’archistar l’aveva chiamata The Floating space, ma per i romani è La Nuvola, realizzata dietro un’ immensa facciata di vetrate su cui ha messo la firma un’altra impresa di Latina. La stessa che ha progettato, costruito e posato speciali porte tagliafuoco “invisibili”, lungo il corridoio che porta alle sale. E ancora, una terza realtà imprenditoriale di Cisterna, ha reso possibile sostenere la struttura del guscio con chilometri e chilometri di metallo progettati elettronicamente con macchine a controllo numerico. Insomma, moltissimo di quello che ogni visitatore da tutto il mondo vedrà quando il centro sarà aperto a mostre ed eventi, è stato realizzato da tre aziende pontine: Devoto Arredamenti, Fc Industrie e Camas. A tutte loro e all’eccellenza del lavoro che svolgono è dedicato questo articolo.

UNA SFIDA DURATA QUATTRO ANNI – Mentre il mondo delle archistar osserva Roma, mentre gli alti gradi dello Stato si preparano per il taglio del nastro, nelle aziende di Latina e Cisterna che hanno speso tanto lavoro e vinto la scommessa di sopravvivere ad una grande opera italiana che rischiava di fagocitarli, la Nuvola è una medaglia appuntata sul petto.

“Sono stati quattro anni di passione ma siamo orgogliosi di averlo fatto –  commenta Vitalia Femiano amministratore delegato della Fc Industrie di Latina, un’impresa che si regge su 23 dipendenti –  Un’opera resa possibile solo grazie ai nostri tecnici e collaboratori: davvero ci hanno messo dentro tutto”.

“Guardandoci indietro è stata la cosa più difficile che abbiamo fatto – racconta Claudio Devoto –  ci siamo lanciati in quest’avventura, perché avevamo voglia di percorrere nuove strade. Dal punto di vista economico invece è stata una remissione, non avevamo mai fatto un lavoro così e per quanto immaginassimo, quantificare l’impegno e tutti gli imprevisti era impossibile. La soddisfazione è immensa, però, anche Fuksas ha espresso un altissimo gradimento per il lavoro che abbiamo fatto”.

La Devoto ha realizzato per Condotte Spa il guscio interno e esterno a doppia curvatura della Nuvola   curando i rivestimenti in legno. “Il guscio interno – spiega Devoto numero uno della ditta in Via Grotte di Nottola a Cisterna – è in legno di ciliegio e si sviluppa dalla gradinata pavimentata in legno massello  assecondando la continuità dei volumi, della geometria delle fughe, delle venature delle essenze. L’esterno è invece  in legno nero, disegna il volume dell’Auditorium e il grande varco di accesso dal foyer, sempre curando l’omogeneità delle curve e dei segni sulle superfici”.

ASCOLTA CLAUDIO DEVOTO

Sempre per Condotte ha lavorato la Fc Industrie di Via Vega a Latina: “Dal 2012 quattro anni di lavoro che hanno richiesto sforzi notevoli e turni straordinari anche perché è stato deciso di anticipare di sei mesi la consegna – spiega Vitalia Femiano – Abbiamo posato la “prima pelle” la grande struttura in vetro e acciaio all’esterno e a quaranta metri ai altezza abbiamo installato  la controsoffittatura in vetro. La parte più interessante però è stata l’ultima, i rivestimenti del lungo corridoio che porta alle sale perché ne abbiamo curato progettazione esecutiva e costruzione con una serie di accorgimenti richiesti dall’architetto Fuksas”. L’impresa qui è stata far diventare esteticamente all’altezza anche delle porte tagliafuoco, rendendole praticamente tutt’uno con la pannellatura, invisibili”.

ASCOLTA VITALIA FEMIANO

IL CORO DI LATINA ALL’INAUGURAZIONE – E da Latina arriverà anche il coro dei bambini de “L’Anfiteatro Spettacolo” che si esibirà durante la cerimonia di apertura del nuovo Centro Congressi di Roma Eur. Con la direzione artistica di Luca Velletri (sabato 29 ottobre alle 18 anche in diretta su Rai Uno) saranno cinquanta le voci bianche di Latina impegnate nel concerto inaugurale.

LA NUVOLA, IL PROGETTO   – L’intervento sulla Cristoforo Colombo a Roma Eurprevede la realizzazione di un polo per convention di rilevanza internazionale e di un albergo di circa 450 stanze a supporto delle attività congressuali. Il progetto è incentrato su questi elementi: la Lama (l’hotel a pianta longitudinale) e la Teca, ovvero l’involucro rigido in cristallo in cui viene custodita la Nuvola che rappresenta il terzo tema progettuale nonché il simbolo dell’intera operazione.
La Nuvola è un elemento organico, sospeso nello spazio e protetto da un telo semi-trasparente grazie al quale assume un carattere etereo e immateriale. Al suo interno è contenuto l’Auditorium di circa 1700 posti, i punti ristoro e gli spazi dei servizi connessi a queste attività.

nuvola-struttura

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1 Comment

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  1. roby

    29 Ottobre 2016 at 15:13

    Il compagno Fuksas ha ancora confermato di appartenere alla categoria, tanto cara ad una parte degli italiani, che hanno il cuore a sinistra e il portafoglio a destra. Io penso che dopo la Salerno Reggio Calabria questa nuvola passerà alla storia degli sprechi italici. Senza contare la classifica delle cose che non servono a niente dove sicuramente sta sul podio.

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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