CRONACA
Sangue infetto, la Corte d’Appello di Roma ribalta la sentenza del Tribunale di Latina
LATINA – La Corte d’ Appello di Roma risarcisce con circa 120mila euro un uomo di 47 anni di Sermoneta trasfuso quando aveva solo 17 anni. Arriva a sentenza così un altro caso di sangue infetto. “Una scia di contagi che sembra non avere fine”, commenta l’avvocato Renato Mattarelli che assiste da anni malati e famiglie. “Sono infatti passati solo 4 giorni dalla sentenza che ha condannato il Ministero della Salute a risarcire 520 mila euro ad una donna morta un anno fa e che aveva contratto l’epatite C a seguito di trasfusioni del Goretti di Latina fra il 1979 e 1981.Oggi è il caso di un 47 anni di Sermoneta che venne trasfuso all’ospedale civile di Latina nel 1988 e che solo nel 2000 aveva scoperto incidentalmente di aver contratto l’epatite C.”
La sentenza della Corte di Appello di Roma (n. 6725/2017) arriva a a 30 anni dalle trasfusioni e ribalta quella del Tribunale di Roma. Secondo la Corte il tribunale – spiega il legale – “era incorso in un errore materiale nell’individuare” il termine da cui iniziavano a decorrere i 5 anni di prescrizione per iniziare la causa al Ministero della Salute” e aveva dichiarato la prescrizione.
Accogliendo la tesi dell’avvocato Mattarelli la Corte d’appello di Roma ha affermato che, per iniziare a decorrere la prescrizione, non è sufficiente che il paziente sappia di aver contratto un virus ma è necessario che egli sappia anche che quell’infezione dipenda proprio da quelle trasfusioni di sangue e che il contagio da sangue infetto dipenda dalla colpa di chi ha raccolto e somministrato il sangue e non si tratti quindi di una tragica fatalità.
Il legale dell’uomo di Sermoneta ha chiesto ed ottenuto che il perito medico legale nominato dalla Corte ottenesse dall’Asl di Latina le schede dei donatori delle sacche di sangue trasfuse da cui è risultato che alcuni donatori non erano più rintracciabili e che un donatore <<per motivi non noti ed imprecisati, è stato sottoposto ad indagini di predonazione, procedura e prassi inusuali con la Legge quadro 107/1990, dalle quali si evinceva positività all’antigene C 22 dell’ HCV. Il donatore, da tale data, è stato sospeso definitivamente dal circuito di donazione del sangue>> e un altro <<ha nuovamente donato in data 28.11.1990; in tale circostanza, gli esami di legge, previsti dalla Legge quadro 107/1990, ovvero HBsAg, HIV 1 e 2 Anticorpi, TPHA, HCV-RNA mostravano esito negativo, tranne HCV-Anticorpi: Positivo, pertanto tale donatore, da tale data, è stato escluso definitivamente dal circuito di donazione del sangue>>.
“Tali dati hanno chiaramente portato ad affermare che l’uomo di Sermoneta è stato infettato proprio da questi 2 donatori e forse dagli altri non rintracciati nonostante proprio nel 1988 (anno delle trasfusioni) fu imposto il c.d. termotrattamento contro il rischio di trasmissione del virus da epatite C”, conclude Mattarelli.
CRONACA
Terracina, violenza sessuale aggravata, la polizia arresta un 40enne
TERRACINA – Diventa definitiva la pena per un catechista di Terracina di 40 anni riconosciuto colpevole con sentenza definitiva di violenza sessuale aggravata. I fatti per cui è intervenuta la condanna a sei anni di reclusione risalgono all’anno 2021. Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina è stato eseguito dagli agenti del commissariato locale una volta divenuto definitivo a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso da parte della Corte Suprema di Cassazione.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Latina, dove dovrà espiare la pena residua.
CRONACA
Latina, mossa di judo allo studente, la Garante Sansoni: “Episodio estremamente grave, seguo la vicenda”
LATINA – La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, esprime profonda preoccupazione per la grave vicenda avvenuta presso il Liceo Scientifico Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, che vede coinvolto uno studente minorenne e un docente dell’istituto dopo la notizia che il ragazzo sarebbe stato messo a terra con una mossa di judo dal professore.
“Si tratta di un episodio estremamente grave – dichiara Monica Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all’interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione”. La Garante sottolinea come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilità educative. “La scuola deve essere presidio di legalità, dialogo e formazione. È impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignità e dell’incolumità di uno studente”, aggiunge spiegando di seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con l’obiettivo prioritario di garantire ogni forma di tutela al minore coinvolto e di vigilare affinché siano rispettati pienamente i suoi diritti.
“Stiamo monitorando la vicenda con la massima attenzione – prosegue Sansoni – e siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell’interesse del ragazzo e della sua serenità psicofisica. È fondamentale che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate nelle sedi competenti”.
La Garante rinnova infine il proprio impegno nel promuovere una cultura del rispetto e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, ribadendo che nessun episodio di presunta sopraffazione o abuso può essere sottovalutato, specie quando coinvolge giovani in età scolare.
CRONACA
Completamento Piazzale dei Mercanti, sopralluogo sul cantiere: più verde e meno calore urbano
Nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo nell’area di Piazzale dei Mercanti per il secondo stralcio dell’intervento di riqualificazione dedicato al completamento della piazza. Presenti tecnici, progettisti e associazioni del territorio, coinvolti nel percorso di monitoraggio civico legato al Programma FESR Lazio 2021-2027. Il progetto punta a contrastare il fenomeno delle isole di calore urbane attraverso una trasformazione profonda della superficie: l’asfalto è stato rimosso e sarà sostituito con una pavimentazione capace di assorbire meno calore e favorire il drenaggio delle acque piovane.
L’intervento si inserisce in continuità con il primo stralcio già realizzato, mantenendo materiali, colori e scelte paesaggistiche coerenti. Il nuovo sistema consentirà di raccogliere l’acqua piovana e convogliarla nella cisterna esistente, per poi riutilizzarla nell’irrigazione del verde. Previsto anche un incremento delle alberature, con l’obiettivo di migliorare la qualità ambientale dell’area. Le rilevazioni termiche effettuate indicano una riduzione significativa della temperatura della nuova pavimentazione, con oltre dieci gradi in meno rispetto al precedente manto asfaltato.
Attenzione anche all’accessibilità: saranno realizzati nuovi scivoli per persone con disabilità e percorsi dedicati agli ipovedenti. Inserita inoltre la predisposizione per future stazioni di ricarica per biciclette elettriche, insieme a un aumento dei posti auto compatibilmente con gli spazi disponibili.
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