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Tredici minorenni indagati per il pestaggio in Piazza San Marco, sono le giovani leve del clan

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LATINA – Non c’è movente; non c’è ragione, e nemmeno uno screzio futile o serio che abbia fatto da miccia; c’è solo un’aggressività spaventosa e senza senso nell’azione di un gruppo di ragazzini tra i 13 e i 15 anni che la sera del 1° dicembre in piazza San Marco a Latina hanno pestato due fratelli di 14 e 16 anni mandandoli all’ospedale, uno, con una frattura al setto nasale e allo zigomo, l’altro con un trauma cranico che ha causato un  deficit visivo e la perdita di conoscenza. Ora hanno tutti un nome, in qualche caso tristemente noto, e gli atti di indagine sono stati trasmessi al Tribunale per i Minorenni di Roma.

CHI SONO – La seconda sezione della squadra mobile di Latina, che ha svolto le indagini, ha identificato tre ragazze tutte non imputabili (hanno meno di 14 anni) accusate di percosse: “Prima del pestaggio avevano aggredito  una loro coetanea che si trovava in piazza con un gruppo di amici e scherzava con una delle vittime come si fa tra ragazzi – ha raccontato il dirigente della squadra mobile Carmine Mosca – L’hanno afferrata per i capelli e trascinata, rivolgendole offese”. Lei è riuscita a divincolarsi e con gli amici si è allontanata, sperando di chiuderla lì. Ma gli altri continuavano a provocare e allora il gruppetto di circa dieci amici si è avvicinato alla chiesa di San Marco, cercando di trovare rifugio, ma è stato peggio. Sono stati accerchiati a ridosso della cancellata della cattedrale ed è cominciato il pestaggio violentissimo a calci e pugni. Quattro ragazzi, tra cui due gemelli 13enni, anche loro quindi non imputabili e due quattordicenni,  sono gli autori materiali e sono accusati oltre che si lesioni gravi anche si insulti a sfondo razziale. Altri 6 sono invece i fiancheggiatori, in pratica il branco, il gruppo che ha assistito al pestaggio incitando gli altri e facendo barriera, impedendo così ai fratelli di fuggire. Gli altri venti ragazzi che erano con loro non sono stati identificati.

“Spetterà al Tribunale per i minorenni di Roma fare le opportune valutazioni – ha detto Mosca – Per i non imputabili, se sarà possibile, saranno avviati percorsi di rieducazione. Diversi di questi ragazzi hanno situazioni disagiate, genitori pregiudicati o parentele pesanti con la criminalità organizzata locale. Inoltre,  in una precedente aggressione, sempre in piazza San Marco, ci risulta che gli aggressori abbiamo speso il nome di famiglie criminali della città”.

ASCOLTA IL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE CARMINE MOSCA

La richiesta che è arrivata dal Questore Latina Carmine Belfiore in  una riunione con il Prefetto Maria Rosa Trio e  il Comune di Latina, è quella di implementare i sistemi di videosorveglianza, che soprattutto in piazza San Marco sono scarsi e malfunzionanti, ma ormai indispensabili.

8 Comments

8 Comments

  1. Rosella Frasca

    18 Dicembre 2018 at 17:05

    Sono anni che succedono queste cose in P.za San Marco tristemente nota per il bullismo femminile

  2. Angela Della Longa

    18 Dicembre 2018 at 17:49

    Finirà tutto qui? Spero si trovi una soluzione….Latina sempre più disastrosa

  3. Daniela Furlan

    18 Dicembre 2018 at 18:27

    Magari qualche genitore potrebbe seguire i figlioli e riempire di mazzate a sti 4 scemi…

  4. Marco Gasparotto

    18 Dicembre 2018 at 18:49

    Daniela Furlan concordo… ma a quanto pare qualche mazzata serve a questi genitori oltre che ai figli

  5. Daniela Furlan

    18 Dicembre 2018 at 18:51

    Marco Gasparotto parlavo dei genitori che hanno i figli bullizzati…gli altri mah…

  6. Nadia Mascar

    18 Dicembre 2018 at 19:21

    Servizi sociali controllati a vista per 8 ore al giorno fino alla maggiore età, poi vediamo se hanno voglia di fare i bulli nel branco… ai genitori non in grado di educarei figli con carichi penali e non… va tolta la patria podestà

  7. Sandra

    18 Dicembre 2018 at 22:06

    Con certi esempi in famiglia che si può pretendere? Ignoranti nati e cresciuti

  8. Josué

    19 Dicembre 2018 at 11:20

    (sono il 16* enne coinvolto) prima di tutto non siamo stati bullizzati ma aggrediti e perché dovrebbero riempire di mazzate noi? 4 scemi per cosa? Ma mi faccia il piacere

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In funzione la nuova paratoia sul Fiume Sisto, il Consorzio di Bonifica: “Qui colture d’eccellenza, opera fondamentale per l’irrigazione del comprensorio”

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LATINA – E’ stata inaugurata questa mattina dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest la nuova paratoia principale di sbarramento del Fiume Sisto, in località Crocetta, nel Comune di Terracina. La componente meccanica di quella precedente era stata infatti fortemente danneggiata dal maltempo di dicembre, con la conseguenza che in questi mesi è stato impossibile modulare i livelli idrici con elevato rischio per il comprensorio agricolo della zona, uno dei più importanti.

“La struttura messa in funzione questa mattina  è lunga 13 metri e alta 3 metri, con travi in acciaio e specifici trattamenti protettivi per garantire la durabilità anche in ambienti marini”, è stato spiegato. Con il direttore generale Natalino Corbo e il presidente del Consorzio di Bonifica Lino Conti, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini,  il direttore generale di Anbi Lazio Andrea Renna, il presidente della commissione regionale attività produttive, Vittorio Sambucci e il sindaco di Terracina Francesco Giannetti.

Corbo – che ha seguito il progetto anche dal punto di vista tecnico –  ha spiegato che la paratoia “è fondamentale per l’irrigazione di tutto il comprensorio, perché consente di innalzare il livello del corso d’acqua e garantire la presa di tutte le aziende”. Il direttore del Consorzio ha anche rivolto un ringraziamento particolare alle squadre che hanno lavorato con temperature proibitive per raggiungere il risultato di oggi.

Il presidente Conti ha parlato di “un’opera strategica” per garantire sicurezza e acqua a un territorio a forte vocazione agricola con colture d’eccellenza. “Per garantire la continuità del servizio irriguo e tutelare una delle aree agricole più produttive del Lazio, – dichiara – il Consorzio di Bonifica ha avviato misure urgenti e indifferibili, che gli eventi imprevedibili e calamitosi, come quello registrato a dicembre, impongono di eseguire affidando i lavori ad un’impresa specializzata e richiedendo, contestualmente, un finanziamento per il ripristino dell’opera idraulica danneggiata. Abbiamo programmato i lavori – continua Conti – in modo da limitare al massimo i disagi durante la stagione irrigua, senza interrompere l’erogazione dell’acqua alle aziende agricole. Anche perché, ricordo, che l’area servita comprende produzioni agricole specializzate e di pregio, con numerose colture DOP, IGP, di agricoltura biologica (principalmente ortofrutticola, vivaistica e casearia) e della filiera della IV gamma”.

L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio (con la Determinazione n. G07348 del 28 maggio 2026): “Continuiamo a sostenere – ha detto l’assessore Righini – convintamente le tante iniziative dei Consorzi di bonifica. Il fiume Sisto è un riferimento assoluto per l’irrigazione dell’agro pontino. Questo intervento realizzato in pochissime settimane dà l’idea di quanto siano efficienti i nostri consorzi di bonifica che continuano ad essere un’autentica eccellenza  nella conservazione del territorio, nell’approvvigionamento idrico delle aziende agricole e continuano quindi a produrre, a metterci nelle condizioni di guardare con ottimismo al futuro. Siamo evidentemente in un’epoca di cambiamenti climatici, nonostante il caldo torrido di questa estate del 2026, le nostre aziende agricole non hanno sofferto particolarmente proprio grazie agli investimenti che abbiamo avviato già da tre anni e che portano il Lazio ad essere una delle regioni più efficienti e efficaci da questo punto di vista”. 

Al Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest anche il plauso del consigliere regionale Vittorio Sambucci

Soddisfatto il sindaco di Terracina Francesco Giannetti: “Il 23 dicembre  – ha detto – eravamo qui, temendo il peggio, oggi guardiamo con soddisfazione a questo risultato”

 

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Damme Du Lame e Levate: Kikò Nalli si racconta dalla Sabaudia degli anni ’70 alla carriera internazionale

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Dalla Sabaudia degli anni ’70 ai palcoscenici internazionali dell’hairstyling, passando per Milano, Roma e New York. Quella di Kikò Nalli è una storia fatta di talento, sacrifici, cadute e ripartenze, ma soprattutto di una continua voglia di mettersi alla prova. L’hairstylist ha scelto di raccontare il suo percorso in Damme du lame e levate, il libro edito da Lab DFG, già ai vertici delle classifiche tra le novità più vendute su Amazon. Un racconto che parte dalle sue radici, da quella Sabaudia che è rimasta una presenza importante nella sua vita, e arriva alla costruzione di un’identità professionale e artistica riconosciuta anche a livello internazionale.

Su Radio Immagine abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del libro, della sua terra, del suo percorso e, soprattutto, di quello che sta costruendo oggi:

 

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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”

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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).

“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo  “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra  sogno, illusione e realtà.

Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.

“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.

Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie  – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.

Info e prenotazioni 3925407500

https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra

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