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Parlamentari europei in visita a Santo Stefano con la Commissaria Costa

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SANTO STEFANO-VENTOTENE –  Un gruppo di parlamentari europei ha visitato quella che diventerà la “Scuola di Alti Pensieri” intitolata a David Sassoli. Guidati dalla Commissaria di Governo Silvia Costa che ha illustrato l’avanzamento del progetto e dei lavori per il recupero dell’ex Carcere Borbonico, c’erano Domenec Ruiz Devesa, relatore del Rapporto del PE sulla educazione civica europea, Alin Mituta (Renew), Brando Benifei (capodelegazione del PD), Thijs Reuten, Dafni Gougou (EC). Con loro Stefano Castagnoli, Presidente del Movimento Federalisti Europeo e Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo. L’iniziativa si è inserita infatti nelle giornate dedicate al futuro dell’Europa, inauguratesi il 28 agosto a Ventotene con l’incontro ‘Le nuove sfide per l’Unione Europea dopo la Conferenza sul futuro dell’Europa’ nell’ambito del 41° Seminario annuale del Movimento Federalista Europeo presieduto da Stefano Castagnoli a cui, nello stesso giorno, è seguita la cerimonia di svelamento della targa dedicata a ‘Ventotene capitale morale dell’Europa’ per ricordare la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo
nello scorso aprile.

“Il Progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano ha un grande valore culturale, sociale, storico, politico in un momento in cui l’Unione europea affronta sfide straordinarie e una guerra ai propri confini”, ha detto l’europarlamentare Brando Benifei a margine della visita: “Rendere fruibile alle persone, soprattutto ai giovani, l’ex carcere di Santo Stefano ha un grandissimo valore perché può diventare un simbolo e uno strumento di costruzione di un nuovo tassello della cultura europea. E’ fondamentale che il Parlamento europeo e tutte le istituzioni siano coinvolte in maniera diretta e ci impegneremo in questa direzione in una logica comunitaria di progetto europeo che vada avanti negli anni e che abbia una continuità”.

“La cosa importante – ha aggiunto la Commissaria Silvia Costa – è mettere in sicurezza il progetto e far sì che non si torni indietro. La storia di questo carcere ha la dignità di essere raccontata e recuperata, questa è un’iniziativa che deve parlare anche alle nuove generazioni di cittadini europei. Vorrei che i parlamentari europei si sentano partner e siano a bordo di questo progetto”.

“Il Progetto di recupero del carcere di Santo Stefano rappresenta una grande opportunità per l’Europa. Pochi mesi fa il Parlamento europeo ha riconosciuto Ventotene Capitale storica della costruzione morale ed intellettuale dei valori europei. Inoltre il progetto è dedicato alla memoria di David Sassoli che ha presieduto l’Assemblea comunitaria”, ha commentato l’europarlamentare Domenec Ruiz Devesa. “Il progetto ci offre l’opportunità di vincolare ancora di più l’isola di Santo Stefano all’esperienza di formazione federalista europea iniziata 40 anni fa a Ventotene – ha aggiunto Ruiz Devesa -. Mi auguro che Santo Stefano possa avere una Scuola permanente di formazione per l’Europa sostenuta dalla Commissione Ue. Come parlamentari europei ci impegneremo affinché la Commissione dia questo sostegno”. “Santo Stefano racconta una storia europea, la storia dell’evoluzione dei diritti umani; una storia importante sia per l’Italia sia per le prospettive europee”, ha aggiunto Alin Mituta (Renew). “Ci sono molti prigionieri politici in tutta Europa, anche nel mio paese, la Romania. Per questo si tratta di un progetto molto importante per la storia europea”, ha concluso.

“Sono rimasto molto colpito da questa visita al carcere, penso sia molto importante imparare dal passato. Il recupero di questo carcere può servire come un esempio di come le persone venivano trattate in questa prigione. Se infatti non trattiamo i prigionieri come esseri umani, allora non siamo migliori degli stessi criminali”, ha dichiarato Thijs Reuten . “Penso che sia questa la lezione importante che possiamo imparare anche da questa prigione e penso che la comunità internazionale debba contribuire, in particolare il Parlamento europeo, per rendere questo progetto un progetto veramente europeo, dove le persone possono venire per studiare e imparare dal passato”.

LA PANCHINA PER DAVID SASSOLI – Tutto questo mentre continuano le iniziative in corso a Ventotene, tra cui l’inaugurazione, presso il giardino archeologico di Ventotene, della ‘Panchina europea’ dedicata a David Sassoli, su iniziativa della Commissaria Costa con il Presidente del Movimento Giovanile dei Federalisti europei Matteo Gori, con il Vice Sindaco di Ventotene Pino Pepe e alla presenza delle associazioni europeiste presenti in questi giorni sull’isola per il 41° Seminario organizzato dall’Istituto Altiero Spinelli.

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1 Comment

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  1. Roby

    1 Settembre 2022 at 9:38

    Quanta gente che prende fior di stipendi e non ha niente da fare.

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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