ATTUALITA'
Terracina, in tanti al sit-in contro la chiusura del canile comunale
TERRACINA – In tanti hanno aderito domenica al sit in di mobilitazione svoltosi davanti al Canile Comunale di Via delle Industrie a Terracina, organizzato da Legambiente AnimalHelp. Oltre 200 partecipanti per sostenere la petizione “No alla Chiusura del Canile Comunale di Terracina” lanciata anche sulla piattaforma CHANGE.ORG che è arrivata a quasi 20.000 firme alle quali si aggiunge la raccolta cartacea delle firme arrivata a mille.
“Dopo una mobilitazione di questa entità le Istituzioni (Comune e ASL) dovranno dare risposte adeguate, soprattutto alla luce del fatto che Legambiente ha presentato in riunione lo scorso 5 ottobre e poi subito dopo inviato via PEC all’attenzione del Sub Commissario incaricato un verbale di riunione e la bozza di protocollo di intesa sulle attività (totalmente gratuite per il Comune) da mettere in campo per supportare le adozioni e il benessere dei cani e le sterilizzazioni (soprattutto della popolazione felina appartenente alle Colonie Feline censite dalla ASL Latina) e migliorare il benessere degli animali con una presenza più consistente di volontari di Legambiente AnimalHelp presso il Canile”, dicono gli attivisti che ricordano come sia stata anche inviata via PEC sempre all’attenzione del Sub Commissario incaricato una proposta di campagna di adozione di Legambiente Terracina AnimalHelp denominata “TIRATE FUORI LE ZAMPE!” e ci aspettiamo di essere autorizzati formalmente già a partire da domenica prossima a poter entrare nel canile, almeno nella piazzola di ingresso, in modo da poter facilitare il processo di adozione e garantire accoglienza agli adottanti senza intralciare le normali attività degli operatori del canile.
“Oggi abbiamo ribadito, insieme a centinaia di cittadini, associazioni e volontari animalisti, gruppi cinofili e guardie zoofile, e a qualche esponente di partito più sensibile alla causa Circolo animalista, che non accetteremo la chiusura anche temporanea del canile con eventuale trasferimento dei cani in canili privati e non accetteremo la chiusura del canile sanitario (che impatterebbe gravemente sui programmi di sterilizzazione e in generale su tutte le emergenze sanitarie degli animali in città) e al fine di sventare questo rischio è stata comunque avviata nei giorni scorsi una prima azione legale, impegnando anche il nostro Centro di Azione Giuridica di Legambiente. Inoltre vogliamo maggiori risorse pubbliche da dedicare, chiedendo la revisione/integrazione del bando di gara, a nostro avviso insufficiente per garantire tutela e benessere animale, e chiedendo un cronoprogramma efficiente di interventi di adeguamento della struttura che rispettino le prescrizioni autorizzative ma evitando ai cani e ai gatti presenti nel Canile lo stress del trasferimento, come già accaduto in passato, quando durante alcuni lavori di manutenzione i cani sono stati spostati ma solo all’interno del canile”, dichiarano Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina, Consigliere Nazionale dell’Associazione e Dirigente del Raggruppamento Guardie Ambientali Zoofile Volontarie di Legambiente per la Provincia di Latina e Stefania Curati, Referente di Legambiente Terracina AnimalHelp.
Vanni intanto avanti le due petizioni, sia quella on-line che quella cartacea.
ATTUALITA'
Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”
LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.
«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.
Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.
ATTUALITA'
A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia
La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.
Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.
Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.
In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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