Lunanotizie.it

CRONACA

Sicurezza sul lavoro in agricoltura, La Penna e Sarubbo: «Serve un adeguamento normativo»

Pubblicato

LATINA – È di qualche giorno fa la dolorosa notizia della scomparsa di Singh, bracciante indiano di 55 anni operante nella nostra provincia, deceduto per un malore dopo un’intensa giornata di lavoro caratterizzata da temperature altissime.

Una notizia che ci addolora e che segue diversi altri episodi, di natura diversa, che aprono una serie di interrogativi e di riflessioni sulla qualità del lavoro in agricoltura e sulla necessità di misure adeguate a garantire la dignità e la sicurezza del lavoro. Ambito su cui negli ultimi anni abbiamo profuso un impegno e compiuto un lavoro che va portato a termine. Proprio venerdì scorso avevamo promosso a Formia, nell’ambito delle iniziative dell’Estate Militante del PD, un importante momento di confronto sui temi del salario minimo e del lavoro dignitoso. Al centro del dibattito la proposta del PD sul salario minimo e la battaglia fondamentale per la sicurezza sul lavoro.

Ricordiamo ad esempio come a Latina, su iniziativa del Partito Democratico, si sia compiuto un importante passo in avanti che rappresenta un’esperienza pilota per tutto il Paese. Grazie soprattutto al lavoro dei nostri Consiglieri Provinciali, Luca Magliozzi ed Ennio Afilani, la Provincia, in accordo con le parti sociali, ha approvato un protocollo per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore degli appalti pubblici che introduce ulteriori strumenti di innalzamento degli standard di sicurezza nel campo dei lavori pubblici.

Il dramma che ha riguardato il bracciante agricolo in provincia di Latina rimette al centro del dibattito l’urgenza di adeguare le norme e le regole a garanzia di standard di sicurezza anche rispetto alle condizioni climatiche, di intervenire sul fenomeno del caporalato e del lavoro irregolare in agricoltura. Nel Lazio, nonostante ci sia una delle legislazioni più avanzate a livello nazionale, serve rinnovare l’impegno delle istituzioni e riaprire un confronto fattivo con le organizzazioni sindacali e datoriali. Nel 2019 abbiamo approvato in Consiglio Regionale la legge regionale numero 18/2019 per un lavoro agricolo di qualità con l’intento di affiancare e rafforzare quella nazionale di contrasto al caporalato (199/2016). Ora serve darne completa attuazione, a partire dall’attivazione dell’Osservatorio regionale sull’agricoltura.

Non ci sono soluzioni facili per problematiche così complesse. Si tratta di fenomeni che vanno affrontati con rigore, consapevolezza e senza strumentalità. La questione normativa è centrale, ma non completamente risolutiva. Bisogna sanzionare chi trasgredisce e chi specula senza scrupolo alcuno, talora alimentando gravi fenomeni di illegalità e lavorare di concerto con associazioni datoriali, sindacati, lavoratori e le energie sane dell’imprenditoria agricola del nostro territorio, che per larga parte rappresenta un comparto di eccellenza, per elaborare anche meccanismi premiali e virtuosi per chi rispetta le regole. La cifra culturale e politica della nostra azione si misura anche e soprattutto su questo terreno.

Nei prossimi giorni chiederemo al Presidente Rocca e alla Giunta una ricognizione sulle azioni stabilite e finanziate dalla legge regionale per avere contezza del piano triennale degli interventi, dello stato dell’arte nella promozione dei centri polifunzionali dedicati alla mediazione culturale e dell’attivazione di un osservatorio regionale che ha tra i suoi compiti quello di monitorare i fenomeni legati al mercato del lavoro e al sistema produttivo del settore agricolo.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CRONACA

Addio a Maria Rosaria Vitiello Pannone. Funerali a San Marco

Pubblicato

LATINA – Si è spenta nelle prime ore di oggi all’Icot di Latina, Maria Rosaria Vitiello, mamma del regista Gianfranco Pannone e dell’avvocato Giuseppe, ex consigliere comunale. Aveva 84 anni. Il figlio più piccolo, Paolo Pannone, l’aveva preceduta, scomparso prematuramente alcuni anni fa, come l’amatissimo marito Franco. In pensione dalla sua professione di maestra di scuola primaria a Sabaudia e a Latina, e poi di insegnante di scuola media a Sabaudia, Maria Rosaria Vitiello era ed è sempre rimasta una donna attiva, con uno sguardo vivo nonostante i dolori, sempre presente quando si trattava di appuntamenti culturali, musica, cinema, dibattiti che riguardassero la città. E dal pubblico diceva la sua.

“Mamma era una donna che aveva voglia di vivere, ha fatto tutto con intensità, anche quando sbagliava. Ha scritto e ci ha lasciato poesie e canzoni, alcune registrate con la sua voce, la muoveva la passione. Mia mamma era una nota, una nota musicale”, è il ricordo del figlio Giuseppe.

In un post pubblicato sui social, il registra Gianfranco racconta anche qualcosa degli ultimi, difficili giorni: “Te ne sei andata, mamma, combattendo fino alla fine. Sì, perché sei stata un’indomita combattente contro le avversità della vita, prima di tutto rispetto alla fine di papà e poi di Paolo, che se ne è andato troppo presto, e, non ultimo, per il brutto male al quale hai risposto con la tua consueta dignità e forza. La settimana scorsa ancora ti compravi un costume da bagno e l’hai scelto anche bello ed elegante. Chapeau! L’ultima frase che hai sussurrato nel letto d’ospedale? “Voglio partecipare.” Nel senso che di fronte a medici e infermieri volevi dire la tua; ma a me piace interpretare il tuo voler partecipare anche come atto politico responsabile, militante e socialista. Negli ultimi giorni, malgrado le avversità, ancora ti arrabbiavi con chi non rispetta il nostro Parco Nazionale del Circeo e le sue dune…Ed ora che di noi cinque siamo rimasti in due, io e Giuseppe, ci mancherai tanto, orgoglio e ostinazione compresi”.

Maria Rosaria Vitiello Pannone lascia con Gianfranco e Giuseppe, i suoi cinque nipoti. Le esequie saranno celebrate venerdì 24 luglio alle 16:30 nella Cattedrale San Marco.

 

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Latina, palpeggia un bambino sulla spiaggia, la mamma fa arrestare un 79enne

Pubblicato

LATINA  – La Polizia di Stato ha arrestato a Latina un uomo di 79 anni, residente nel capoluogo, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore. L’intervento questa mattina dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa della Questura per  un presunto episodio verificatosi sulla spiaggia della Marina.
Giunti sul posto, gli agenti della Squadra Volante hanno trovato il minore, la madre e il presunto autore dei fatti. Dai primi accertamenti è emerso che il bambino sarebbe stato avvicinato dall’uomo con il pretesto di mostrargli una presunta scottatura e secondo quanto riferito dalla vittima, l’anziano avrebbe poi aperto il costume del minore e lo avrebbe palpeggiato nelle parti intime.
La madre del bambino, richiamata dalle grida del figlio, ha immediatamente richiesto l’intervento della Polizia riuscendo nel frattempo a impedire che l’uomo si allontanasse.
Gli operatori hanno proceduto ai rilievi e all’acquisizione delle prime dichiarazioni testimoniali. Nel corso della perquisizione personale, il 79enne è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, sottoposto a sequestro insieme con il telefono cellulare per i successivi accertamenti investigativi.
Al termine degli adempimenti di polizia giudiziaria, l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di violenza sessuale aggravata e deferito in stato di libertà per il porto dell’arma da taglio.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

L’Ato 4 diffida Acqualatina. Bernola in Commissione Trasparenza: “Viola la carta dei servizi”

Pubblicato

LATINA – L’ATO4, l’ambito territoriale nel quale ricadono tutti e 33 i comuni della provincia di Latina e alcuni delle province di Roma e Frosinone sotto lo stessa gestione idrica, ha formalmente contestato ad Acqualatina la violazione della Carta dei Servizi. E’ quanto emerso questa mattina durante la Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi. In pratica il gestore diffidato a ripristinare i livelli minimi di servizio all’utenza.

La seduta era stata convocata su richiesta congiunta dei gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, con il sostegno anche di Latina Bene Comune e Per Latina 2032, per fare luce sui continui disservizi del servizio idrico, proprio in una giornata in cui una copiosa perdita d’acqua ha allagato un intero isolato del centro cittadino, quello di Palazzo M.

Durante la riunione dell’organismo consiliare ha relazionato l’ingegner Umberto Bernola, dirigente dell’ATO4, l’ente che vigila sul gestore, il quale ha riferito di aver inviato appena due giorni fa una formale contestazione ad Acqualatina. Il motivo è preciso: la società starebbe riducendo volontariamente la pressione dell’acqua per contenere le perdite della rete, una pratica che la Carta dei Servizi consente esclusivamente in caso di emergenza idrica o per cause non imputabili al gestore, condizioni che oggi non ricorrono. Nella nota destinata al gestore l’ATO4 intima il ripristino dei livelli minimi di servizio all’utenza.

Nel suo intervento Bernola ha anche evidenziato che “riducendo la pressione diminuiscono i consumi e quindi il fatturato di Acqualatina, ma il mancato incasso viene successivamente recuperato attraverso i meccanismi di conguaglio previsti dalla regolazione. In sostanza, mentre i cittadini vedono limitato un servizio essenziale, il gestore non subisce un corrispondente danno economico”.

«Le parole dell’ingegner Bernola sono di una gravità assoluta» affermano i consiglieri di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032. «Lo ringraziamo per il contributo prezioso e per la precisione con cui ha illustrato il quadro normativo e le responsabilità del gestore. Soltanto nel mese di giugno – ricordano i consiglieri – si è registrata almeno un’interruzione idrica a settimana, spesso durata svariate ore e nel pieno del periodo più caldo. I disservizi interessano ormai vaste aree della città – da via Emanuele Filiberto a piazza Berlinguer, fino ai quartieri Q4 e Q5 e ai borghi Grappa, Sabotino, Podgora e Santa Maria – ma anche numerosi comuni della provincia, tra cui Anzio, Aprilia e Cisterna».

Significativa la presenza in commissione dei rappresentanti dei consorzi di San Pietro, Santa Rosa, Astura e Foce Verde, nell’area di Valmontorio, che hanno denunciato una situazione di gravissimo disagio protratta dal 2015 e aggravata dal fatto che negli ultimi dieci giorni sono rimasti completamente senz’acqua, nonostante abbiano realizzato a proprie spese le infrastrutture necessarie. Anche in questo caso l’ingegner Bernola si è impegnato a prendere in carico la loro istanza.

L’opposizione ha criticato l’assenza dei vertici dell’Amministrazione e dei rappresentanti della giunta per un tema così sentito dai cittadini: “Molti sindaci del territorio, da Cisterna a Bassiano fino ad Anzio, hanno già promosso diffide, esposti e solleciti per tutelare i cittadini. Latina, invece, cosa sta facendo? Ci aspettiamo risposte concrete, anche perché la sindaca è espressione della stessa forza politica che oggi esprime propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione di Acqualatina», concludono dall’opposizione

.

 

 

 

Leggi l’articolo completo

Più Letti