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ipotesi vendetta

Latina, aperta un’indagine canonica sulla falsa lettera ai parroci

Il portavoce del vescovo Crociata: "Lettera anonima con il solo scopo di diffamare una persona"

LATINA – E’ stata aperta un’indagine previa canonica dopo la falsa lettera recapitata ai parroci di Latina da un sacerdote che si autodenuncia di aver avuto rapporti di natura sessuale anche con ragazzi. La Curia con l’azione intrapresa, nella quale il vescovo Crociata sarà affiancato dal vicario giudiziale Don Enzo Avelli, intende tutelare in primo luogo proprio il parroco che disconosce totalmente i contenuti di quella missiva. Si vuole anzi fare luce sulle relazioni intrattenute dall’uomo per semplici ragioni di servizio e su eventuali dissidi avuti in passato con membri della Chiesa e frequentatori della parrocchia, perché l’ipotesi principale è che dietro la lettera si nasconda una vendetta privata. E lo stesso vescovo è chiamato in causa dove si dice che pur sapendo non ha preso provvedimenti.

Appare chiaro, e non può essere sfuggito certo alla Curia,  che la vicenda è concomitante con l’inchiesta sul caso di pedofilia emerso nella diocesi, affrontato dal vescovo Crociata con provvedimenti immediati, e che vedrà un primo step processuale il prossimo primo febbraio. Il resto invece dovrà essere appurato.

Nella sua nota il portavoce del vescovo Remigio Russo, sottolinea il  dispiacere e l’amarezza per i fatti accaduti. «Con dispiacere e amarezza abbiamo appreso della diffusione, in questi giorni, presso buona parte del clero di una lettera, con annesse alcune foto, attribuita falsamente a un prete della diocesi, il quale si accuserebbe di gravi comportamenti contrari alla morale e allo stile di vita proprio di un ministro ordinato – scrive Russo – . Respingiamo con fermezza l’uso di lettere anonime che non hanno altro scopo che diffamare una persona e creare scalpore e scandalo tra i fedeli, lanciando accuse generiche e non portando nessuna prova. Poiché la circolazione della lettera rischia di creare confusione e di portare discredito nei confronti di un prete e della comunità ecclesiale, il vescovo Mariano Crociata ha disposto l’avvio di un’indagine previa in ambito canonico, a tutela dello stesso presbitero citato nella lettera, della serenità e del cammino di fede della comunità ecclesiale e, non ultimo, della verità».

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