ATTUALITA'
Classe di soli bimbi stranieri, il sindaco di Fondi: “La mia città non è razzista”
FONDI – Il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto impegnato per risolvere il caso della classe di prima elementare ritrovatasi con soli alunni stranieri a causa del trasferimento in altri plessi dei compagni italiani, ha deciso di intervenire con una nota “per interrompere il flusso di falsità che sta travolgendo la città”. Il riferimento riguarda alcune ricostruzioni fantasiose dei fatti che mettono insieme cose diverse e che con Fondi, in alcuni casi, non c’entrano nulla.
“Nella nostra città – scrive Maschietto nella sua nota nel giorno in cui il Comune incontrerà le famiglie dei bambini coinvolti, rimaste sorprese e sconvolte da quanto accaduto – le varie etnie hanno sempre convissuto serenamente, questo non vuol dire che non ci siano delle problematiche ma io in prima persona ho sempre ricevuto e ascoltato ogni rimostranza o richiesta da parte di tutti i rappresentanti delle varie comunità residenti. Questa volta, per cause da accertare, i genitori in protesta anziché rivolgersi al sindaco hanno parlato direttamente alla Rai scatenando un ciclone mediatico con una successiva ripresa della notizia da tutti i media nazionali, alcuni dei quali hanno decontestualizzato l’episodio affibbiando etichette alla città e ai fondani. In tutte le nostre scuole, italiani e stranieri convivono pacificamente da anni con eccellenze e studenti straordinariamente meritevoli – prosegue il sindaco – . Questo è stato possibile grazie anche a classi in cui la percentuale di italiani e stranieri è stata da sempre bilanciata così da consentire ai docenti di tutti i plessi di svolgere un egregio lavoro didattico e di inclusione. Quest’anno presso il comprensivo Aspri, in cui sono in corso anche lavori per la realizzazione di nuove aule, si è registrato un problema di numeri in quanto tale istituto è preferito, e non soltanto per motivi di residenza, dalle famiglie di nazionalità indiana e pachistana. L’istituto, infatti, da oltre 30 anni attua corsi di alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana. E grazie ai fondi europei offre l’opportunità a tutti gli alunni di partecipare a corsi in orario extracurriculare per favorire la socialità e per recuperare gli apprendimenti soprattutto nella lingua italiana. Ma appare evidente che tutte queste attività non possono essere sufficienti in una classe con una maggioranza di alunni di un’altra nazionalità. Se le famiglie si fossero rivolte al sindaco prima di scomodare i media, sono sicuro che avremmo trovato una soluzione come del resto stiamo facendo. Io incontro periodicamente i rappresentanti di tutte le comunità straniere, partecipo agli eventi culturali e religiosi, dialogo con gli studenti e sono stato per anni medico di centinaia di famiglie di nazionalità indiana, pachistana e albanese. In questi anni ho visto molti giovani studiare, diventare imprenditori e dare lavoro, a loro volta, ad altri connazionali o italiani. La realtà descritta dai media nazionali non è quella della città che rappresento».
«Fatti di cronaca avvenuti altrove e attribuiti a Fondi, gravi inesattezze e accostamenti tendenziosi: quella dipinta dalla trasmissione “4 di Sera”, in onda su Rete4 in data 18 settembre 2024, non è la Città di Fondi, pretendiamo una rettifica e delle scuse ufficiali. Qui, da 20 anni ormai, le comunità straniere sono integrate. Gli studenti di ieri, oggi in molti casi sono imprenditori di successo che spesso danno lavoro ad altri».
ATTUALITA'
Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”
LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.
«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.
Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.
ATTUALITA'
A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia
La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.
Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.
Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.
In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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