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Palco 19 in scena a Porta Portese nella finale del Concorso di Drammaturgia “Il Canotto Parlante”

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LATINA – Il laboratorio teatrale di Latina Palco19 diretto da Simona Serino parteciperà alla fase finale della IV edizione del Concorso di Drammaturgia “Il Canotto Parlante” ( 21- 26 ottobre) al Teatro Porta Portese (Via Portuense, 102), ideato dall’Associazione La Ciambella APS e realizzato in collaborazione con la UILT – Unione Italiana Libero Teatro. La Rassegna, che è alla sua quarta edizione, ha l’obiettivo di stimolare gli autori a produrre, all’interno del tema della Rassegna, testi drammaturgici con caratteri di originalità contenutistica e innovazione dei linguaggi e degli stili narrativi e di attivare, a seguito della produzione letteraria, forme di collaborazione artistica tra lo stesso autore e le Compagnie teatrali aderenti al progetto nella messa in scena dell’opera.

Palco19 di Simona Serino porta in scena il testo originale di Orietta Tiberi, “Il regalo del mare”, con la compagine del gruppo allievi, Manuel Vinciguerra, Emma Fusco, Elisa De Paolini, Clotilde Parcesepe, Yuri Trappolini, Giorgia Marrocco Mercuri, Elena Del Rosso, Lorenzo Cecchet e Daniele Fazio, giovedì 23 ottobre alle ore 21.00. “Un lavoro profondo ed emozionante – così la regista Simona Serino – che dalla prima lettura mi ha suscitato sentimenti forti che hanno dato vita a suggestioni e chiavi interpretative intense. Il tema dei giovani migranti, la simbologia di Cutro, sono oggi più che mai urgenti. Questo spettacolo esula dalla nostra cifra stilistica che caratterizza Palco19, ovvero l’ironia, e si connota in quel solco di performance di teatro sociale che pure curiamo da alcuni anni con Donne nella rete, lo spettacolo contro la violenza di genere. Speriamo – conclude – di trasmettere emozioni e spunti seri di riflessione e, ovviamente, ci auguriamo di incontrare il consenso del pubblico e della giuria per aggiudicarci qualche riconoscimento.”

Il Canotto Parlante si distingue per il suo approccio innovativo: un percorso che mette in dialogo autori e compagnie, trasformando la scrittura teatrale in un’esperienza condivisa di confronto e crescita. Dopo una prima selezione dei testi, ogni opera viene affidata a una compagnia che la porta in scena, affrontando la sfida di interpretare un testo inedito. Un metodo che unisce creatività e collaborazione tra tutte le figure del teatro e che, nel tempo, ha fatto del festival un punto di riferimento per la nuova drammaturgia italiana, capace di rinnovarsi ed entusiasmare a ogni edizione.

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A Norma in scena “Brigantesse, storie d’amore e di fucile” di Andrea Del Monte

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NORMA – Domenica 13 settembre 2026, alle ore 18:30, a Norma in Piazza Roma va in scena lo spettacolo “Brigantesse, storie d’amore e di fucile”, progetto musicale e teatrale del cantautore e scrittore pontino Andrea Del Monte tratto dall’omonimo disco-libro.

Dopo i precedenti spettacoli ‘Rebus Banksy’ e ‘Puzzle Pasolini’ sempre organizzati dal Comune di Norma, Del Monte porta sul palco un viaggio storico e artistico intenso nato per  ridare voce e dignità alle figure femminili dimenticate della storia italiana pre e post-unitaria, delle donne vissute sui Monti Lepini e nelle campagne del Sud Italia. Sul palco, l’esecuzione intima dei brani del cantautore sarà accompagnata dalla presenza del musicista Roberto Cardinali alla chitarra e dell’attrice Giselda Palombi, che darà corpo e voce ai testi e alle narrazioni dello spettacolo.

Il disco libro sulle brigantesse vede tra gli ospiti poeti, scrittori e storici del brigantaggio. Apre il disco la calda voce dell’attrice Sabrina Ferilli, già interprete della brigantessa Francesca Sipicciani vissuta nel Sud del Lazio.

L’ingresso allo spettacolo è gratuito.

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Latina, una storia di sport e di amicizia: premiati i giovani calciatori di Hellas Bainsizza

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L’assessore allo Sport Andrea Chiarato, questa mattina, ha incontrato e consegnato una medaglia ai giovani calciatori di Hellas Bainsizza, protagonisti di una storia di sport e di amicizia, con l’obiettivo di renderla un esempio per tutti. Presenti anche il mister Martino Di Giorgi e il presidenti Alessandro Giusti e Antonio Costa.

“La storia raccontata sulle pagine del Messaggero – afferma Chiarato – mi ha toccato profondamente e ho voluto conoscere Robert, Riccardo, Sebastiano, Valerio, Nicolò, Gioele, Christian, Flavio, Yacob e Aurora. Questi giovani, dai quali anche i grandi dovrebbero imparare, durante il Memorial Chiappini al campo Samagor di Latina, hanno scelto di giocare con tutta la loro squadra al completo anche se il regolamento prevedeva che se fosse rimasto in campo anche il portiere, di un anno più grande, avrebbero perso a tavolino. Per i ragazzi, classe 2018, non c’è stato bisogno di pensare: hanno voluto a tutti i costi giocare tutti, insieme, piuttosto che disputare la partita senza una parte fondamentale del loro percorso. Una storia di sport, di amicizia, ma anche di insegnamenti importanti e giusti. La squadra di calcio Hellas Bainsizza, infatti, si è formata in un borgo che ha bisogno di attenzione e dove lo sport ha un valore sociale importantissimo oltre che di svago e di benessere fisico. Ai componenti della squadra mancava il portiere e, per questo, il fratello di un compagno si è reso disponibile a giocare con loro per tutto l’anno anche se di un anno più grande. Dopo dodici mesi di attività, la squadra non ne ha voluto sapere di rinunciare a un compagno così importante, rimasto in squadra per loro, solo perché questo avrebbe significato perdere. E, per questo, i ragazzi che oggi ho conosciuto hanno scelto consapevolmente di sfidarsi ugualmente, anche se questo avrebbe significato perdere la finale. A nome dell’amministrazione mi congratulo con i ragazzi, con l’allenatore e con i presidenti della squadra per aver scelto di mettere al primo posto l’amicizia, il rispetto e il valore dello stare insieme, dimostrando che nello sport, prima ancora del risultato, conta il modo in cui si sceglie di giocare e di essere squadra. Una storia di sport, nel suo valore più autentico”.

Nel corso dell’incontro, i ragazzi, a nome della società, hanno voluto consegnare una maglia dell’Hellas Bainsizza all’assessore Chiarato, come segno di riconoscenza e di affetto per l’attenzione dimostrata nei confronti della loro storia e della realtà sportiva del borgo.

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Cori, torna “Alcove – Dialoghi sulla scultura”: dal 19 settembre la seconda edizione

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La scultura contemporanea torna protagonista a Cori con la seconda edizione di “Alcove – Dialoghi sulla scultura”, progetto espositivo e culturale curato da Ilaria Monti e Alberto Timossi. L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre alle 17, prima negli spazi di Studio Specus, in via Cavour 109, e successivamente al Museo della Città e del Territorio di Cori, in via Giacomo Matteotti. La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026.

Nata nel 2025, la rassegna propone appuntamenti dedicati alla scultura contemporanea e al rapporto tra opere, spazio, paesaggio e patrimonio culturale. Il progetto è promosso da Studio Specus – Cantiere per l’arte contemporanea, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cori e la collaborazione delle associazioni Minima, Polygonal e Arcadia.

Per questa seconda edizione sono cinque gli artisti coinvolti: Claudia Di Francesco, Pino Genovese, Giovanni Longo, Veronica Neri e Francesco Petrone. Appartenenti a generazioni e percorsi differenti, porteranno a Cori ricerche diverse per materiali, discipline e modalità di interpretare lo spazio.

Anche quest’anno il percorso espositivo mette in dialogo due luoghi profondamente diversi: da una parte la Loggia rinascimentale del Museo della Città e del Territorio, all’interno del Complesso Monumentale di Sant’Oliva, dall’altra lo spazio ipogeo di Studio Specus, nel centro storico e sede dello studio dell’artista Alberto Timossi. Luce e ombra, materia, stratificazioni geologiche e architetture storiche diventano così parte del confronto con le opere.

Al centro del progetto c’è infatti anche il rapporto con Cori, che non viene considerata soltanto come sede della mostra, ma come elemento capace di influenzare la ricerca degli artisti. Architetture, memoria e paesaggio diventano parte del percorso espositivo e, in alcuni casi, stimolo per la realizzazione delle opere.

Il programma proseguirà domenica 20 settembre con Intervista all’oggetto, workshop gratuito di fotografia a posti limitati condotto da Giulia Barone, insieme alla direttrice del Museo Guendalina Viani e agli artisti di Alcove. L’attività si svolgerà tra i reperti delle collezioni museali e le opere contemporanee esposte nel loggiato, utilizzando la fotografia per creare un ulteriore dialogo tra oggetto, scultura, patrimonio e spazio.

La seconda edizione di Alcove sarà inoltre accompagnata da un catalogo con contributi critici, la cui presentazione è prevista successivamente.

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