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Prende il volo Ligea: dopo anni la prima Berta con passaporto di Ventotene

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VENTOTENE –  Buone notizie per gli uccelli migratori. Ad agosto un nido di Berta Maggiore (Calonectris diomedea) era stato trovato sull’isola di Ventotene e per la prima volta è stato anche possibile documentare la nascita e l’involo di un pulcino da quest’isola. Ha funzionato il progetto PonDerat: “E’ molto difficile ispezionare i nidi visto che le uova vengono deposte sulle pareti rocciose a picco sul mare, ma soprattutto  fino a poco tempo fa sui pulcini gravava una minaccia terribile: quella dei ratti”, spiegano dal Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi che ha collaborato al progetto co-finanziato dall’Unione Europea (per il miglioramento dello stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane) eliminando la minaccia dei roditori da Ventotene e Palmarola.

Il pulcino è nato, è stato chiamato Ligea, una delle sirene della mitologia greca e ora – secondo i calcoli degli ornitologi – “sta sorvolando le acque dell’Oceano Atlantico, di fronte alle coste dell’Africa occidentale, insieme alle altre Berte maggiori partite dalla Isole Ponziane questo autunno. Ma prima che si involasse è stata inanellata e sarà così riconoscibile in tutto il mondo come TJ 1592”.

Il Progetto PonDerat coordinato dalla Regione Lazio (Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette) ha quasi del tutto eliminato la minaccia di animali alieni invasivi da Ventotene, Santo Stefano e Palmarola. Tanto che fino a pochi anni fa si involava solo un pulcino su dieci da Palmarola. Quest’anno sono riusciti a prendere il volo nove pulcini su dieci. Gli altri partner sono il Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), La Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e Santo Stefano e la Nemo srl.

 

 

 

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  1. FABRIZIO PETRASSI

    3 Gennaio 2020 at 10:20

    Solo una doverosa precisazione a proposito del progetto Life PonDerat

    Il Life PonDerat (LIFE NAT/IT/000544) è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea che ha come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane.
    In particolare, l’obiettivo è quello di tutelare alcune specie di uccelli marini, come la Berta maggiore e la Berta minore (i nostri albatros), gravemente minacciate dalla predazione dei ratti sui pulcini, e gli habitat tipici delle isole del Mediterraneo, presenti con lembi importanti e significativi proprio nelle Isole Ponziane, messi a rischio dalla presenza di specie animali e vegetali aliene.
    ll progetto è coordinato dalla Regione Lazio (Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette). Gli altri partner sono il Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), La Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e Santo Stefano e la Nemo srl.

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Nido di tartaruga marina sulla spiaggia di Latina messo in protezione dagli operatori del Parco del Circeo

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LATINA – Il personale dell’Ente parco Nazionale del Circeo ha recintato e segnalato il nido di Tartaruga marina Caretta caretta rinvenuto nei giorni scorsi dagli esperti della rete Tartalazio sulla spiaggia di Latina  sul lato B del Lungomare. “La recinzione  – spiegano dall’Ente, che aderisce alla rete regionale del Lazio per il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine ai sensi delle linee guida del Ministero dell’Ambiente – è finalizzata a proteggere le uova da predatori e calpestio, fino alla schiusa delle uova, prevista tra 55 giorni circa”.

Lo scopo di Tartalazio è  salvare gli animali in difficoltà, tutelarne la riproduzione e restituirli alla vita selvatica in mare una volta curati.

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Ambiente, la Provincia finanzia i progetti delle associazioni: contributi per tutela delle coste, biodiversità e sostenibilità

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La Provincia di Latina ha approvato la graduatoria definitiva del bando dedicato alle associazioni e agli enti del terzo settore impegnati nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto per sostenere progetti destinati alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla promozione della sostenibilità sul territorio provinciale. Il bando, promosso dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile, ha messo a disposizione finanziamenti fino a 2.500 euro per ciascun progetto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili.

Dalle coste alla biodiversità

Le proposte finanziate riguardano quattro aree strategiche: la tutela delle aree costiere, la protezione naturalistica e la forestazione, la salvaguardia della biodiversità e dei beni paesaggistici, oltre alle iniziative per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’inquinamento atmosferico.

Tra i progetti ammessi figurano iniziative dedicate al monitoraggio delle microplastiche, alla protezione delle tartarughe marine, alla tutela delle api, alla valorizzazione dei percorsi naturalistici e alla conservazione di specie vegetali di particolare interesse ambientale.

Tra questi spiccano “Guardiani del Mare”, “MICROMAR”, “L’Aula Verde”, “Tarta Latina”, “In Cammino con i Custodi del Cibo”, “L’Oasi delle Api” e il progetto per la tutela dell’orchidea Anacamptis Papilionacea nel Parco Susetta Guerrini di Latina.

Il sostegno al volontariato ambientale

L’istruttoria del bando è stata curata dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile della Provincia, che ha seguito tutte le fasi del procedimento, dalla pubblicazione dell’avviso alla definizione della graduatoria finale.

“Con questo bando abbiamo voluto rafforzare il ruolo delle associazioni che rappresentano un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la crescita della coscienza civica nelle nostre comunità”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale.

Secondo l’amministrazione provinciale, l’obiettivo è sostenere iniziative capaci di coniugare educazione ambientale, partecipazione e sviluppo sostenibile, coinvolgendo attivamente cittadini e volontari nella tutela del territorio.

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Boom di visite a Pantanello per le lucciole, Gaiba (Lipu): “Grandi e piccoli entusiasti, c’è una generazione che non le conosce”

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CISTERNA – Si è conclusa a Pantanello un’altra stagione di visite notturne alla scoperta delle lucciole. L’insetto bioluminescente, infatti, in questo periodo lascia l’area rinaturalizzata che si trova a Doganella, e con il caldo preferisce spostarsi in collina dove sarà ancora visibile nelle aree boschive. Il calendario di ingressi ha attraversato maggio e la prima metà di giugno e la Lipu che organizza le visite guidate nell’area parte del Monumento Naturale Giardino di Ninfa, è soddisfatta.

“E’ andata non bene, direi più che bene, oltre le più rosee aspettative – racconta il responsabile Gastone Gaiba -. Abbiamo fatto quattordici date, aggiungendone anche in corso d’opera per la richiesta infinita, ospitando circa 1800 visitatori, più i bambini. La cosa meravigliosa è che sono arrivati quasi 450-500 bambini a vedere le lucciole, accompagnati da genitori entusiasti quanto i bambini, perché ho scoperto che c’è una generazione che le lucciole non le conosce, quella che va dai 30 ai 40 anni non sa di che animali stavamo parlando, quindi è stata proprio una cosa magica. E con le lucciole hanno scoperto Pantanello”, dice soddisfatto l’educatore e divulgatore ambientale referente della Lipu per l’area di Pantanello.

le lucciole hanno trovato una condizione ottimale, con i prati che vengono lasciati incolti, e l’acqua che per fortuna quest’anno non manca: “Gli stagni di Pantanello hanno tutta l’acqua a regime e questo influenza tantissimo tutte le microcreature che vivono qui dentro”

I visitatori a Pantanello, grazie alle politiche della Fondazione Roffredo Caetani, a iniziative mirate e grazie anche a un generoso passaparola, sono aumentati negli ultimi anni e la platea si è fatta più variegata e ha varcato i confini nazionali: “Tante scuole  – aggiunge Gaiba – durante il periodo delle visite scolastiche, ma anche tanta richiesta di visitatori stranieri quest’anno, tanto è vero che abbiamo avviato dei progetti di collaborazione con le scuole superiori per fare formazione scuola lavoro nelle quattro principali lingue, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ci sono capitati tantissimi turisti e quindi abbiamo offerto un servizio pratico, sul campo, proponendo di mettersi alla prova su un terreno che secondo me può offrire potenzialità di lavoro anche per i ragazzi nel futuro”.

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