APPUNTAMENTI
Gita al Faro, a Ventotene la XV edizione con Ardone, Brogi, Ferrara, Tancredi, Voltolini e Wu-Ming 2
VENTOTENE – Torna anche quest’anno Gita al Faro, XV edizione del Festival letterario di Ventotene, che si svolgerà dal 17 al 20 giugno. Gli ospiti di questa edizione sono Viola Ardone, Daniela Brogi, Silvia Ferrara, Lucia Tancredi, Dario Voltolini e WU MING 2. Un appuntamento specifico sarà dedicato all’opera della biologa Rachel CARSON, che negli anni Sessanta del secolo scorso denunciò l’uso indiscriminato dei fitofarmaci e portò alla messa al bando del DDT negli Stati Uniti, con letture pubbliche da alcuni dei suoi libri che avranno come protagonisti le alunne e gli alunni della scuola primaria di Ventotene.
La formula di Gita al Faro resta simile – spiegano gli organizzatori annunciando le novità dell’edizione 2026 – : un gruppo di scrittrici e scrittori è invitato a trascorrere alcuni giorni sull’isola di Ventotene. Durante la loro permanenza viene offerta agli autori la possibilità di conoscere il luogo e le sue peculiarità storico-culturali e naturalistiche e di presentare al pubblico le loro ultime opere. In cambio è loro richiesto di comporre un racconto ispirato alle isole di Ventotene e della vicina Santo Stefano. Gli inediti vengono letti al pubblico nella serata finale nel suggestivo giardino archeologico dell’isola, alla luce del faro (da qui il titolo della manifestazione, ispirato al romanzo di Virginia Woolf), con l’accompagnamento di musiche originali al pianoforte e successivamente pubblicati dalla casa editrice Ultima Spiaggia.
Questa originale residenza artistica ha coinvolto, anno dopo anno, turisti e ventotenesi per il suo format innovativo che si pone l’obiettivo di trasformare il “confino letterario” sull’isola in un’occasione di scoperta e confronto, per permettere agli autori non solo di vivere la scrittura ma anche di condividerla con il pubblico. Un’occasione non comune, per chi in quei giorni è presente a Ventotene, di avvicinarsi alla letteratura attraverso il rapporto con alcuni dei suoi interpreti più significativi. Oltre 80 scrittrici e scrittori hanno finora partecipato alla manifestazione.
I racconti inediti traggono in larga parte ispirazione dal retaggio storico delle due isole: Ventotene in quanto culla dell’idea di Europa (i confinati Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi qui scrissero nel 1941 il celebre Manifesto) e Santo Stefano in quanto luogo della memoria che ha visto reclusi molti padri del Risorgimento e della Repubblica (da Luigi Settembrini a Sandro Pertini). Un focus particolare sarà come sempre dedicato al settecentesco carcere borbonico di Santo Stefano, per la cui salvaguardia l’Associazione per Santo Stefano in Ventotene, ente promotore del Festival, è impegnata da anni e che è oggetto di un importante progetto di recupero da parte del Governo italiano.
Nell’ambito della manifestazione saranno presentati due volumi dedicati a figure di primo piano della storia del confino a Ventotene e del carcere di Santo Stefano: Giuseppe Di Vittorio cittadino del mondo. Una biografia tra sindacato e internazionalismo di Michele Colucci, sul percorso umano e politico del grande leader sindacale che a Ventotene fu confinato e Quel visionario di Eugenio Perucatti. Biografia di un uomo delle istituzioni di Rosa CIRONE, sul direttore dell’ergastolo di Santo Stefano dal 1952 al 1960, che fu un precursore della riforma penitenziaria del 1975 attuando metodi e pratiche innovative tendenti all’umanizzazione della pena e al reinserimento delle persone detenute nella società.
Gita al faro nasce da un’idea di Francesca Mancini, Laura Pesino e Vania Ribeca con Lidia Ravera ed è promosso dall’Associazione per Santo Stefano in Ventotene in collaborazione con la Libreria Ultima Spiaggia, con il patrocinio del Comune di Ventotene, della Lega Navale Italiana, della Provincia di Latina e della Camera di Commercio di Latina-Frosinone. La direzione artistica è di Loredana Lipperini.

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“Perle Sonore”, a Cisterna il concerto dei Three Moons: il trio vincitore del premio per la musica da camera
Nuovo appuntamento con la rassegna dedicata ai vincitori dei Premi Speciali della seconda edizione del Concorso musicale “Perle Sonore”. Giovedì 29 ottobre, alle 18, l’Auditorium “Damiano Malvi” della scuola Volpi, in via Oberdan a Cisterna di Latina, ospiterà i Three Moons, ensemble premiato come miglior gruppo di musica da camera.
Dopo le esibizioni di Francesco Viselli, vincitore del riconoscimento come miglior solista alla fisarmonica, e di Francesco Marroni, premiato al pianoforte con il Premio Speciale Ida Modica, sarà il turno del trio formato da Angelo Donzella al saxofono soprano, Roberta Squillace al saxofono contralto e Carlo Ruvo al pianoforte, maestro compositore e arrangiatore.
La formazione si distingue per l’incontro tra le sonorità dei due saxofoni e le sfumature del pianoforte, in un dialogo musicale che alterna passaggi melodici e momenti dal carattere più incisivo ed energico.
I tre musicisti si sono formati presso prestigiosi istituti italiani di Alta Formazione Artistica e Musicale, tra cui i conservatori “J. Tomadini” di Udine e “Santa Cecilia” di Roma, conseguendo la laurea con il massimo dei voti. Il loro progetto musicale unisce esperienze solistiche, orchestrali e cameristiche, con particolare attenzione all’equilibrio sonoro e alla ricerca timbrica.
Il repertorio dei Three Moons spazia dalle composizioni originali scritte per questo organico alle trascrizioni di celebri brani del periodo barocco e classico, fino agli arrangiamenti curati dallo stesso Ruvo.
Nonostante la recente costituzione, il trio ha già ottenuto un importante riconoscimento: il primo premio assoluto, con la valutazione di 100/100, nella categoria Musica da camera della seconda edizione del Concorso Musicale Nazionale “Perle Sonore” di Cisterna. Il concerto offrirà al pubblico l’occasione di ascoltare da vicino il percorso artistico di una formazione giovane, capace di coniugare preparazione tecnica, affiatamento ed energia interpretativa.
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Lestrella Pop porta all’Oxer di Latina, Fatherland: introduzione critica e dibattito
LATINA – Mercoledì 28 ottobre la grande cinematografia d’autore fa tappa a Latina. Presso il Cinema Oxer, si terrà alle ore 21:00 una speciale proiezione del film Fatherland, che rappresenta una prima occasione di collaborazione tra MUBI — piattaforma globale, distributore e casa di produzione di riferimento per il cinema d’autore — e l’associazione culturale di Latina Lestrella Pop. L’evento prevede un’introduzione critica all’opera e, al termine della visione, un momento di dibattito e confronto aperto con il pubblico in sala.
Questa sinergia rappresenta un riconoscimento fondamentale per Lestrella Pop, realtà che si sta affermando con forza nel panorama locale per il suo costante impegno nel portare iniziative culturali di alto profilo in città. L’alleanza con un colosso del cinema art house come MUBI dimostra come la passione del tessuto associativo di Latina possa dialogare con i grandi player dell’industria cinematografica internazionale.
Il film Fatherland vede il ritorno del regista Paweł Pawlikowski (già premiato per Ida e Cold War), che torna a esplorare i temi dell’identità, della memoria e delle ferite storiche. Ambientato nell’estate del 1949, il film racconta il viaggio in auto attraverso una Germania devastata e divisa dalla Guerra Fredda compiuto dallo scrittore premio Nobel Thomas Mann (Hanns Zischler) e da sua figlia Erika (Sandra Hüller). Tra la Francoforte statunitense e la Weimar sovietica, il ritorno dall’esilio si trasforma in un’intensa riflessione sulle fratture di una nazione e di una famiglia nell’Europa del dopoguerra.
“Il ritorno di Mann in Germania nel 1949 e il suo tentativo di trascendere la divisione e la crescente polarizzazione ideologica del suo Paese hanno evidenti risonanze con la contemporaneità. – ha dichiarato Pawlikowski nelle note di regia – Il vecchio paradigma è morto, le regole di prima non si applicano più e al loro posto emergono due narrazioni nette che si escludono reciprocamente. Due narrazioni che appiattiscono tutto, tolgono l’ossigeno, ti costringono a schierarti e, lentamente, soffocano la capacità di discernimento e la libertà di parola. Per Mann, l’unica difesa contro questa riduzione ideologica era l’Arte — lo “sguardo poetico” che nomina in uno dei suoi discorsi, lo sguardo attento alle complessità e ai paradossi della vita”.
L’appuntamento rappresenta dunque un’occasione imperdibile per la comunità cittadina per vivere un’esperienza cinematografica condivisa e di altissimo livello, facente parte dell’obiettivo di riportare il grande cinema d’autore e il dibattito culturale al centro della vita della città.
I biglietti saranno acquistabili direttamente presso le casse del cinema. Per informazioni ed eventuali aggiornamenti è invece possibile consultare i canali social di Lestrella Pop.
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La Rurale porta a San Felice Circeo il ciclismo eroico, successo per la seconda edizione della ciclostorica
Maglie e calzoncini in lana, guantini in pelle, berretti d’epoca e, naturalmente, biciclette vintage. Una domenica dal sapore antico quella vissuta a San Felice Circeo, che il 25 ottobre ha ospitato La Rurale, la ciclostorica dell’Agro Pontino, richiamando oltre 100 appassionati delle due ruote, divisi tra il percorso lungo e quello corto.
In perfetto stile “eroico”, i partecipanti hanno dato vita a una manifestazione capace di riportare indietro le lancette del tempo, facendo rivivere il fascino del ciclismo di una volta. A fare da cornice, una splendida giornata di sole che ha accompagnato i ciclisti lungo un itinerario tra paesaggi suggestivi, salite impegnative, ristori genuini e tanta convivialità.
A dare il via alla manifestazione, dal suggestivo centro storico di San Felice Circeo, anche la consigliera comunale con delega all’Urbanistica Francesca Mastracci, presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
Protagonista della giornata il percorso lungo, denominato “Ulisse”, un itinerario di circa 80 chilometri attraverso alcuni degli angoli più caratteristici dell’Agro Pontino. Dopo la partenza da San Felice Circeo, i ciclisti hanno attraversato il centro storico di Terracina, prima di affrontare l’impegnativa salita verso il Monumento Naturale di Campo Soriano, immersi in un paesaggio incontaminato, tra le caratteristiche formazioni rocciose conosciute come “hum”.
Ad attenderli, un meritato ristoro per recuperare le energie e assaporare i prodotti del territorio. Da lì, il percorso è proseguito verso le colline di Sonnino, tra gli uliveti secolari della terra dell’oliva Itrana, con una sosta al Frantoio Oleario Fratelli Feudi, occasione per riscoprire sapori e tradizioni locali.
La pedalata è poi proseguita attraverso il Parco Nazionale del Circeo e lungo la Duna Costiera di Sabaudia, prima dell’ultima tappa alla Cantina Sant’Andrea, ancora una volta dedicata alle eccellenze enogastronomiche del territorio. A suggellare gli 80 chilometri di fatica e divertimento, il tradizionale Pasta Party offerto dal ristorante Il Principe, nel centro storico, momento conclusivo di una giornata in cui il piacere di stare insieme ha contato quanto quello di pedalare.
A San Felice Circeo sono arrivati ciclisti da tutta la provincia di Latina e dalle altre province del Lazio, ma anche da Campania, Abruzzo e Umbria, a conferma della crescente attrattività di una manifestazione che, anno dopo anno, continua a conquistare nuovi appassionati.
Tra i partecipanti anche Daud Kan, pakistano di nascita e romano d’adozione, volto ormai familiare nel mondo delle ciclostoriche, che con il suo impeccabile abbigliamento vintage e uno stile particolarmente ricercato non è certo passato inosservato.

Grande soddisfazione da parte di Paolo Palombi e Giuseppe Milito, due dei pilastri organizzativi de La Rurale, che hanno accolto con entusiasmo la partecipazione e i numeri in crescita di questa edizione.
Paolo Palombi, Giuseppe Milito e Riccardo Romani anche lui parte integrante dell’organizzazione
Lo sguardo è già rivolto al prossimo anno, con l’obiettivo di far crescere ulteriormente la manifestazione e consolidarne il ruolo tra gli appuntamenti di riferimento del ciclismo storico nel Centro Italia.
Un risultato reso possibile anche grazie a una macchina organizzativa che ha lavorato per garantire la buona riuscita dell’evento. Dagli organizzatori è arrivato un ringraziamento particolare alle amministrazioni coinvolte e a tutti coloro che hanno contribuito alla gestione della manifestazione, dalla Polizia Locale, alla Pro Loco di San Felice Circeo fino a Circeo in Vespa, che ha accompagnato e seguito i ciclisti durante la giornata, offrendo un prezioso supporto logistico.
La Rurale, del resto, non è una gara contro il tempo, ma un’esperienza da vivere con lo spirito dei pionieri delle due ruote, riscoprendo il piacere della pedalata, il valore della condivisione e il legame con il territorio.
Organizzata dall’ASD Fullbike, con il patrocinio e il supporto del Centro Sportivo Italiano – Comitato Territoriale Frosinone, La Rurale fa parte del Giro delle Regioni Ciclostoriche, il circuito di cicloraduni non competitivi d’epoca del Centro-Sud Italia dedicato alla promozione della storia del ciclismo, delle tradizioni locali e della mobilità dolce.
Perché a La Rurale non conta arrivare primi, ma condividere la bellezza del viaggio.
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