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CRONACA

Spara a moglie e marito poi si uccide. Le vittime sono i professori di matematica Fausta Forcina e Giuseppe Gionta, l’omicida Pasqualino Forcina

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FORMIA – Sono la professoressa Fausta Forcina,  suo marito  Giuseppe Gionta e il cugino della donna Pasqualino Forcina le persone trovate uccise in una palazzina di Piazza Mattej tra le centralissime Via Rubino e Via Vitruvio. I primi due uccisi dal parente che poi si è tolto la vita. Un fatto di sangue che ha sconvolto Formia dove i tre erano molto conosciuti.

La scoperta è stata fatta nel pomeriggio di giovedì quando nello stabile di proprietà della famiglia Forcina è rientrato un condomino, un professionista che ha il proprio  studio nello stabile, e ha trovato la donna riversa sulle scale e a poca distanza il marito ucciso da un colpo di pistola che lo ha raggiunto in pieno petto sull’uscio di casa quando probabilmente sentendo gli spari si era affacciato. la scena non era così chiara quando sono arrivati i carabinieri, nessuna arma e moglie e marito uccisi. Solo poi si è potuto ricostruire quanto accaduto, quando al piano di sopra è stato trovato il corpo di Pasqualino Forcina che viveva nell’appartamento sopra la cugina, anche lui  privo di vita, ma con la pistola usata per sterminare i familiari.

Un omicidio- suicidio che sarebbe maturato per questioni legate all’eredità, la divisione dei beni, tra cui la palazzina scenario della strage,  non era forse stata accettata da Pasqualino Forcina. Le vittime erano molto conosciute e all’ora del delitto la professoressa Forcina rientrava da scuola, l’istituto comprensivo Dante Alighieri dove insegnava matematica e era anche vicepreside.  Anche il marito era un ex insegnante di matematica nello stesso istituto.

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CRONACA

Controlli a Formia e San Felice per  la vendita di prodotti ortofrutticoli privi di informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura

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Controlli sulla vendita di prodotti ortofrutticoli privi di informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura a Formia, dove i Carabinieri hanno accertato presso un esercizio commerciale di ortofrutta l’assenza di indicazione del paese di provenienza di meloni. Contestata al titolare del punto vendita violazione amministrativa per un importo di 334 euro.

Nella stessa operazione i Carabinieri a San Felice Circeo  in una società di ortofrutticola hanno accertato una violazione amministrativa per “mancate indicazioni esterne obbligatorie per i prodotti ortofrutticoli” per un importo di 1.100 euro.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità competenti (disponibile il numero gratuito di emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali 1515) comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio

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CRONACA

Fermati con rame e strumenti da scasso. I Carabinieri denunciano tre persone ad Aprilia

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Denunciato in stato di libertà, un cittadino romeno di 64 anni per il reato di ricettazione in concorso con altri due suoi connazionali, rispettivamente di 42 e 38 anni, che dovranno rispondere anche di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere. I Carabinieri hanno fermato l’autovettura di proprietà e condotta dal sessantaquattrenne, sulla quale viaggiavano anche gli altri due soggetti. Nella perquisizione rinvenuti circa 400 chilogrammi di materiale in rame, costituito da cavi per la messa a terra e tubazioni, di presunta provenienza illecita. Nella disponibilità dei due uomini più giovani diversi attrezzi da scasso e oggetti atti ad offendere. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, che proseguirà gli accertamenti finalizzati alla ricostruzione dei fatti e all’individuazione dell’eventuale provenienza della refurtiva.

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ATTUALITA'

Processo per la morte di Satnam Singh, il sindaco Mantini: «In aula per testimoniare i valori dell’accoglienza e la difesa della dignità umana»

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Udienza del processo per l’omicidio di Satnam Singh, in aula oggi anche il sindaco di Cisterna Valentino Mantini: «Anche oggi ho voluto essere personalmente presente nell’aula della Corte di assise del Tribunale di Latina per la penultima udienza del processo per la morte di Satnam Singh. Ero lì in veste di sindaco  – ha detto il Primo Cittadino – a rappresentare non soltanto il Comune di Cisterna che si è costituito parte civile con l’avvocato Maria Belli ma l’intera comunità che il bracciante e la sua compagna avevano scelto come luogo dove vivere e che ha ospitato i familiari della vittima, arrivati dall’India dopo la tragedia del giugno 2024. Ci siamo e ci saremo quando si tratta di mettere in campo valori quali la solidarietà, l’accoglienza, il rispetto delle persone e della dignità del lavoro in un territorio, il nostro, che ospita centinaia di lavoratori stranieri impiegati soprattutto in agricoltura e dove operano molte aziende serie e rispettose delle regole e dei diritti. Da parte nostra abbiamo voluto imprimere nella memoria il ricordo di Satnam Singh con una targa apposta nel Polo dell’ex area Nalco, in via delle Province, struttura che ha accolto il fratello della vittima, Amritpal Singh».

 

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