Lunanotizie.it

POLITICA

18 dicembre 2023, la prima cittadina al Bonificatore citando Pennacchi: “Abbiamo fame di futuro”

Pubblicato

LATINA – Oggi è il Natale di Latina. Dopo l’omaggio al Monumento al Bonificatore,  la sindaca Matilde Celentano ha letto il suo discorso parlando a cittadini e autorità presenti. Ricordando le radici, ma anche il presente, la Celentano ha voluto citare l’incipit del libro di Antonio Pennacchi cui proprio oggi sarà intitolata una parte di Via del Lido: “<Per la fame. Siamo venuti giù per la fame>. Beh, quella fame l’abbiamo ancora, ed è la fame che ci muove: una fame di futuro”, ha concluso la Celentano che in apertura non ha nascosto “l’emozione che provo,  le ansie che mi turbano e i timori che agitano i miei sonni”.

IL DISCORSO INTEGRALE

Carissimi cittadine e cittadini,

è la prima volta che affronto in veste di sindaco l’Anniversario dell’inaugurazione della città, un momento così carico di significati, di memoria e di aspettative, e non posso né voglio nascondere le emozioni che provo, le ansie che mi turbano e i timori che agitano i miei sonni.

Latina compie 91 anni e in queste settimane che hanno preceduto la data del 18 dicembre mi sono sorpresa spesso a considerare, anche con una certa curiosità, la profonda differenza che distingue l’età di noi esseri umani dall’età di una città: per noi il traguardo dei 91 anni  è il segno del compimento di un ciclo di vita; per la nostra Latina invece, 91 anni sono una tappa dell’infanzia nel percorso di vita di un capoluogo di provincia che conta quasi 130.000 abitanti.

Eppure non possiamo fare a meno di considerare  che già diverse generazioni si sono alternate dal 1932 ad oggi nella complessa opera di costruzione materiale, sociale e culturale della città: dai pionieri della bonifica ai pionieri della democrazia  nata con la Repubblica; dai coloni che si sarebbero trasformati in classe operaia all’indomani del boom economico degli anni ’50 e ’60, ai protagonisti della ricostruzione del dopoguerra diventati classe artigiana e imprenditoriale; dai commercianti ai colletti bianchi della borghesia fino ai professionisti, ai nipoti dei coloni e degli operai della Latina del dopoguerra che oggi sono parte integrante della classe dirigente della città.

Nel giro di pochi decenni, in una fase cruciale della storia dell’occidente, Latina è stata profondamente scossa dalla velocità di un mutamento che ci ha visto al centro di una trasformazione radicale: soltanto l’altro ieri eravamo una comunità rurale; ieri siamo stati il polo industriale più avanzato del Mezzogiorno, oggi siamo un territorio pronto a raccogliere la sfida dell’allineamento agli standard dell’Europa. E siamo anche un laboratorio antropologico che costituisce la nostra ricchezza e che non ha eguali nel nostro Paese, ma che spesso trascuriamo di considerare, di valorizzare e di ostentare.

La velocità di questo profondo cambiamento ci ha scossi, ma non ci ha travolti, anzi. Siamo qui. E questo è il segno della forza e del carattere della gente che ha fatto questa città e che continua a costruire questa città.

Se anagraficamente Latina è ancora una città bambina, la sua gente, i suoi cittadini, noi tutti, costituiamo oggi una comunità adulta e sana, che ha dimostrato di saper crescere bene nonostante le difficoltà, le criticità e le cadute che contraddistinguono i processi di vita di ogni persona e di ogni gruppo, e lo ha fatto senza mai smarrire il senso del dovere, del sacrificio, dello spirito di servizio, nella cornice etica del rispetto dell’altro, del senso dell’accoglienza, e dell’osservanza dei principi della condivisione, della partecipazione e della legalità.

Ma se oggi abbiamo la consapevolezza di ciò che siamo e da dove veniamo, abbiamo anche il dovere  di domandarci, ogni giorno, se siamo ancora gli stessi, dove siamo diretti, e se il cammino che stiamo percorrendo è quello giusto.

Dobbiamo farlo perché i processi di cambiamento non si fermano mai, e quando crediamo di essere arrivati scopriamo invece che la linea del traguardo  si è già spostata in avanti, e che noi siamo rimasti indietro.

La realtà di tutti i giorni è fatta anche di sogni, per fortuna, ma non possiamo fingere di non vedere che attorno a noi ci sono povertà, marginalità, disagio, emarginazione. Non possiamo ignorare che una percentuale importante della nostra comunità vive quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, a volte proibitive, e che una quota di giovani in cerca di prospettive preferisce rivolgere la propria attenzione lontano dalla città di origine, purtroppo avara di opportunità.

In questi pochi mesi che mi hanno visto alla guida dell’amministrazione della città, ho potuto scoprire, spostandomi da un quartiere all’altro, da una dimensione all’altra, che Latina esprime una capacità di ascolto incredibile e che dispone di una rete di solidarietà, di attenzione e di capacità di intervento e di soccorso invidiabili, grazie soprattutto all’impegno del volontariato e grazie alla guida sapiente di associazioni il cui agire è ispirato alla considerazione dell’altro e alla cultura dell’offrirsi per l’altro. Una cultura che è profondamente radicata nel contesto sociale di questa nostra città e che genera gli anticorpi che ci consentono di contrastare non soltanto i sintomi di una crisi sociale sempre più presente, ma che sanno anche tenere viva la nostra attenzione e la nostra capacità di reazione.

In questo complicato processo di interpretazione costante di ciò che siamo e del contesto nel quale ci agitiamo, ci soccorrono

– le istituzioni, tutte, che si mostrano ogni giorno vicine all’amministrazione della città offrendo il loro bagaglio di relazioni e competenze per aiutarci a fare meglio e per consentirci, anche attraverso le diverse forme di controllo, di non uscire di strada quando la stanchezza ci priva della necessaria attenzione per il lavoro che facciamo;

– la presenza sempre più diffusa e attenta del mondo accademico e degli studenti universitari che stanno contribuendo alla crescita della città;

– il mondo delle imprese, che con il loro impegno e con i rischi che si assumono investendo in nuove iniziative ci fanno crescere e  ci regalano  una prospettiva di futuro migliore rispetto al presente, anche per i nostri figli;

– il lavoro impagabile dei dirigenti scolastici e dei docenti di ogni ordine e grado che pur tra mille ostacoli non hanno mai abdicato al ruolo di educatori e formatori del carattere della nostra futura classe dirigente;

– l’abnegazione dei medici e di tutti gli operatori sanitari che si spendono per tutti noi anche in situazioni logistiche proibitive;

– la lucidità e la competenza del mondo delle professioni, che attraverso gli Ordini concorre all’innalzamento della qualità del nostro bagaglio tecnico e culturale oltre che risolvere la massa di problematiche che costantemente ci assillano;

– l’impegno quotidiano delle associazioni che operano su tutti i fronti, dal terzo settore allo sport e alla cultura;

– lo sguardo attento della Chiesa che ci scorta quotidianamente e che ci aiuta a riallinearci nel nostro procedere quando siamo presi dal dubbio o dallo sconforto;

– il supporto della politica, intesa nel suo insieme e senza distinzioni di colore e ideologia, che ci indirizza e ci aiuta nelle scelte strategiche e nel reperimento delle risorse necessarie per portare a termine i nostri progetti;

– le analisi puntuali e oneste dei migliori tra i giornalisti che operano nella nostra città, che ci aiutano a correggere il tiro quando ci fanno capire che rischiamo di sbagliare.

Ma soprattutto, a sostenerci, è l’impegno di ciascun cittadino, donne e uomini che ogni giorno si adoperano con costanza, dedizione e sacrificio per sostenere l’impegno nel lavoro, in famiglia, nell’educazione dei figli, nel sostegno volontario in favore dei poveri, degli emarginati, dei detenuti e delle persone malate, di chi pratica lo sport, di chi è impegnato nello studio, testimoniando così i valori della dirittura morale, dell’impegno civile e della partecipazione sociale, elementi indispensabili per mantenere sempre integro il bene della democrazia, senza la quale noi probabilmente non saremmo qui oggi a celebrare questo anniversario.

 Ho detto che novantuno anni sono un battito d’ali per una città come la nostra, ma lasciatemi dire anche che novantuno anni sono stati un tempo sufficiente per consentire a Latina di essere quello che è: una città moderna, europea, con le carte in regola per guardare avanti. Sono il primo sindaco donna nella storia di questa città, e al di là della mia persona, questo è il segno forte della maturità culturale dei cittadini di Latina, una maturità che non tutti i capoluoghi d’Italia possono vantare.

E come espressione di questa cultura e di questa maturità, sento su di me il peso della responsabilità che ho assunto accettando di diventare il primo cittadino di questa comunità, della  comunità nella quale sono cresciuta e nella quale mi riconosco, dunque della mia comunità.

 Non vi nascondo che più di una volta mi è accaduto, negli ultimi sei mesi, di essere stata assalita da dubbi e da momenti di disorientamento, perché la mole di problemi e di difficoltà che ogni giorno sono tenuta ad affrontare come sindaco è davvero consistente, ma ho la fortuna di avere attorno una squadra di professionisti, a cominciare dai dirigenti e dai funzionari del Comune, a loro volta assistiti da tutto il personale, che mi sostiene e sa indicarmi la strada da percorrere per venire a capo di problemi e individuare soluzioni per qualsiasi tipo di emergenza. Ho anche la fortuna di avere accanto uno staff che insieme agli assessori e a tutti i consiglieri comunali sta mostrando di avere le idee chiare sulla direzione che questa amministrazione intende seguire per fare in modo che Latina arrivi pronta, preparata e strutturata all’appuntamento per il quale stiamo già lavorando, quello del Centenario della città che ci attende per il 2032.

Affinché non sia un traguardo fatuo, povero di sostanza e privo di contenuti, stiamo cercando di immaginare e prevedere quali saranno le caratteristiche socio-culturali di una città negli anni ’30 del terzo millennio, quali saranno le aspettative della nostra comunità tra dieci anni, da chi sarà composta la nostra società, dal ruolo che avranno in quel momento i ragazzi di adesso, dal patrimonio che saremo in grado di affidare loro in un domani che è già qui, dietro l’angolo.

Non ho risposte da dare qui adesso e non intendo approfittare dell’occasione di questa cerimonia per lasciarmi andare a spot che domani mattina potrebbero essere già superati, ma una cosa la posso e la voglio dire: stiamo lavorando tanto, stiamo cercando di perfezionare e migliorare le risorse di cui disponiamo, stiamo dando risposte ogni giorno alle istanze dei cittadini, ai bisogni degli svantaggiati, alle richieste degli operatori che difendono le loro attività, stiamo soffrendo per superare gli incidenti di percorso che vengono a  scompigliare i nostri progetti,  stiamo cercando di prestare ascolto alle richieste più semplici che ci arrivano dai cittadini, anche quelle apparentemente banali ma che banali non sono, come quella di avere il conforto delle luci di un albero bene illuminato, che ci aiuti a sentire che è Natale per tutti.

 E soprattutto, stiamo affrontando la nostra missione sotto le insegne della transizione culturale, perché sono personalmente convinta che possiamo crescere e migliorarci soltanto se tutte le nostre azioni e le nostre attività saranno improntate sul registro del cambiamento, nella consapevolezza che si cambia davvero soltanto  mettendosi al centro della strada maestra della cultura, una cultura fatta di sensibilità, di capacità di ascolto, di capacità di osservazione, di rispetto e di condivisione, di coraggio nelle scelte e di fermezza nelle decisioni, di perseguimento della bellezza in tutte le sue declinazioni, di benessere collettivo e di voglia di appartenenza.

 Una cultura nuova, originata dalle radici solide della cultura di cui è figlia, quella di coloro che prima di noi hanno dato la vita per la nascita e lo sviluppo di questa città. Lo dico qui, al cospetto di questo monumento attorno al quale ci raccogliamo ogni volta che siamo chiamati a ricordarci da dove veniamo, lo voglio  dire con la forza e l’orgoglio di donna: Latina è qui. Latina c’è.

Latina è nell’animo e nel patrimonio di valori ancora la stessa dei padri fondatori, una città forte, consapevole, coraggiosa e determinata, pronta a qualsiasi sfida e disposta al sacrificio in nome degli ideali di giustizia, di appartenenza e di libertà.

Chiudo citando l’incipit del romanzo che ritengo essere il più bello tra quelli di Antonio Pennacchi, al quale questa mattina intitoleremo una delle strade più importanti della città:

<Per la fame. Siamo venuti giù per la fame>.

Beh, quella fame l’abbiamo ancora, ed è la fame che ci muove: una fame di futuro.

Buon compleanno Latina!

 

 

 

Leggi l’articolo completo
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

POLITICA

Latina, la crisi in Comune spiegata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Bruni: “Difficoltà oggettive causate da Abc”

Pubblicato

LATINA – Il capogruppo di Fratelli d’Italia Cesare Bruni spiega la crisi politica in corso a Latina. In una nota, dopo il chiacchierato vertice a Roma tra il senatore Nicola Calandrini,  il sottosegretario della Lega Durigon e la deputata Giovanna Miele, Bruni puntualizza le ragioni per cui non erano presenti gli altri partiti della coalizione:  “Non si è trattato  – spiega in una nota – di un vertice riservato né di un momento che abbia escluso altri partiti, ma dell’ultimo passaggio di interlocuzioni già avvenute con la lista civica Celentano, con l’avvocato Alessandro Paletta quale coordinatore provinciale di Noi Moderati e con il senatore Claudio Fazzone, incontrato in Senato, come riferimento di Forza Italia. Non c’è stato nulla di carbonaro: parliamo di incontri istituzionali, svolti alla luce del sole. Di fronte a una fase di difficoltà amministrativa — che va affrontata con responsabilità e senza letture forzate — si è scelto di attivare un livello di confronto più alto. Non una supplenza rispetto all’amministrazione, ma un sostegno naturale alla Giunta per garantire una visione più ampia e meno condizionata da tensioni locali».

Poi dichiara: “Esistono difficoltà oggettive, a partire soprattutto dalla situazione di ABC, che rappresenta un problema ancora aperto e che non può finire come la vicenda di Latina Ambiente che portò allo scioglimento dell’assise comunale».  «Le premesse sono chiare: ABC deve essere messa in sicurezza. Non esistono alternative. È necessario approvare i bilanci mancanti e dare piena attuazione al piano industriale, sul quale l’indirizzo politico è già stato espresso dal Consiglio comunale con il voto dell’intera coalizione sul progetto di Abc. Solo attraverso quel piano l’azienda potrà operare con stabilità e affrontare i problemi strutturali ereditati dal piano Coletta-Contarina». Secondo Bruni a non funzionare è “il sistema generalizzato dei mastellini nelle zone più esterne della città, con impatti su costi e decoro urbano soprattutto nelle aree più densamente popolate, e il mantenimento dei vecchi cassonetti nel centro cittadino, spesso utilizzati anche da utenze provenienti da fuori comune rappresentano la pesante eredità della giunta Coletta. Quel modello ha mostrato limiti evidenti. Oggi questa amministrazione ha la responsabilità, la possibilità, e deve dimostrare la capacità di saper intervenire».

Infine l’appello alla coalizione: «È questo il momento in cui i partiti devono dare un segnale politico al sindaco Matilde Celentano, prima di richiedere, come gruppi o come singoli consiglieri comunali, incontri. Un segnale politico di compattezza, che confermi la volontà di proseguire lungo il percorso già tracciato nell’interesse della città. Fratelli d’Italia, da primo partito della coalizione, si assume l’onere che deriva dal proprio ruolo e lo fa facendo quadrato intorno alla giunta. L’obiettivo è procedere uniti, affrontare le criticità con serietà e rafforzare l’azione amministrativa. Le difficoltà si governano con il confronto e con la coesione, nell’interesse esclusivo di Latina ed è questo che stiamo attuando. Tutto il resto è gossip politico».

Leggi l’articolo completo

POLITICA

Elezioni provinciali, la sfida è tra Federico Carnevale e Barbara Petroni

Pubblicato

Sono due i candidati alla presidenza della Provincia di Latina. Alla scadenza delle ore 12 per la presentazione delle candidature sono stati ufficializzati i nomi di Federico Carnevale, sostenuto dal centrodestra (FI-FdI-Lega-Noi Moderati), e di Barbara Petroni, candidata del centrosinistra (Pd-M5S-Civiche pontine).

La sfida si terrà il 15 marzo. Si tratta di un’elezione di secondo livello: a votare saranno sindaci e consiglieri comunali dei 33 Comuni della provincia, ad eccezione di Aprilia, attualmente commissariato. Un’assenza che potrebbe incidere sull’esito finale.

Secondo gli atti pubblicati dall’ente, avranno diritto di voto 502 tra primi cittadini e consiglieri comunali, in rappresentanza di oltre 493mila abitanti. Il voto è ponderato in base alla popolazione dei Comuni, suddivisi in sei fasce demografiche, fino alla fascia F che comprende solo il capoluogo.

Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 20 in due sedi, a Latina e a Formia. In quest’ultima potranno votare esclusivamente i rappresentanti dei Comuni del sud pontino. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura delle urne, con la possibilità che venga completato la mattina successiva.

A giugno sono previste anche le elezioni per il rinnovo dei 12 membri del Consiglio provinciale. Il presidente uscente Gerardo Stefanelli ha scelto di non ricandidarsi. La precedente maggioranza era composta da FI, Pd, M5S e Civiche pontine, ma Forza Italia si è ora ricollocata nel centrodestra a sostegno della candidatura Carnevale.

Leggi l’articolo completo

POLITICA

Spiaggia inclusiva “Tutti al Mare”: botta e risposta tra Ciolfi e Di Cocco

Pubblicato

Latina – L’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco interviene per smentire le polemiche sul progetto “Tutti al Mare”, finanziato dalla Regione Laziocon 204mila euro. “Nessuno stop e nessun finanziamento perso. Con delibera di giunta di inizio febbraio abbiamo chiarito la situazione: nelle more dell’approvazione del nuovo PUA, l’area è stata spostata dal lato B al lato A. I fondi restano confermati e abbiamo una nota della Regione che autorizza la proroga fino ad aprile 2026 proprio per consentire la rimodulazione dell’intervento.” L’assessore ribadisce l’obiettivo di rendere operativa la spiaggia inclusiva già per l’estate 2026 e sottolinea il valore sociale del progetto: “È un intervento di immenso valore civile: camminamenti eco-compatibili, strutture leggere e amovibili, sedie Job e dispositivo Seatrac per consentire alle persone con disabilità di entrare in acqua in autonomia. Un progetto inclusivo e sostenibile.”

Di tutt’altro tenore la posizione della capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Maria Grazia Ciolfi.

“Il Ministero della Cultura – Direzione Belle Arti e Paesaggio ha bocciato il progetto per mancanza di conformità paesaggistica. Non è un dettaglio tecnico ma una bocciatura politica e amministrativa.” Secondo Ciolfi, il problema nasce da una scelta iniziale sbagliata: “Avevo chiesto un anno fa in Commissione di valutare l’idoneità dell’area ed eventuali alternative. Nessun confronto. Oggi paghiamo il prezzo di quella ostinazione.” La capogruppo solleva dubbi anche sulla gestione complessiva dei progetti legati alla Marina: “Tra lo stop al progetto di difesa della costa da 5,5 milioni, i fondi PNRR a rischio per piscina e Palabianchini e ora questa vicenda, la domanda è semplice: si sta davvero tutelando l’interesse pubblico?”

Leggi l’articolo completo

Più Letti