IL GIULIO ANDREOTTI “PONTINO”
La casa al Circeo e la festa per i 90 anni

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Il senatore Giulio Andreotti in una foto pubblicata dall'agenzia di stampa Agi che per prima ha battuto la notizia della sua morte

Il senatore Giulio Andreotti in una foto pubblicata dall’agenzia di stampa Agi che per prima ha battuto la notizia della sua morte

 LATINA – Anche Latina ricorda il  Senatore a vita,  Giulio Andreotti scomparso lunedì all’età di 94 anni. Di casa al Circeo, dove amava trascorrere le sue vacanze, non mancando mai la Messa mattutina nella chiesetta dell’Immacolata, spesso, aveva partecipato ad eventi pubblici.  L’ultima volta nel 2009, in occasione di una festa per il  suo novantesimo compleanno al Grand Hotel Maga Circe, quando gli fu donato un orologio con scritto su il suo nome e il numero 90: “Meno male che ve lo siete ricordati ora – disse lui  – perché forse l’anno prossimo non avreste fatto a tempo”. Raccontava anche, Andreotti, delle sue estati a Terracina, quando era ragazzo.

L’ultima volta a Latina invece era stata nel 2007 in occasione della presentazione di un libro al Palacultura.

“E’ morto con lui mezzo secolo e più di storia politica anche della provincia di Latina”, scrive sul suo blog Piergiacomo Sottoriva, ricordando i suoi rapporti con i politici locali: con “Vittorio Cervone, già segretario provinciale della Democrazia Cristiana e già sindaco di Latina. Al XII congresso provinciale della DC pontina, svoltosi a Fondi nel giugno 1961 (erano gli anni in cui i congressi politici erano autentiche battaglie tra correnti.. Cervone vinse, capitanando una lista di capicorrente (si chiamava “Concentranzione”) che sostenevano l’orgoglio della “pontinità” (si chiamavano, per fare qualche nome, Mario Bellini, Rodolfo Carelli, Riccardo Bellomo, Pasquale Corbo, Mario Costa, Francesco Paolo De Arcangelis, Ninì Matteis, Candeloro Mignano, Dante Monda, Geppino Riccardelli, Vincenzo Rossetti, Ugo Sestili, Benedetto Soccodato, De Risi, Macci, Nardacci, Mennella. Dall’altra parte si trovava la lista di “Continuità” degli andreottiani originali con Guido Bernardi, Franco Ottaviani, Antonetti, Cardi, Di Summa, Fauttilli Sr., Jalongo, Marraccioni, Palombi, Pietraccini e Venditti. Erano battaglie che si combattevano sul lungo periodo. E molti di “Concentrazione” divennero andreottiani, nel tempo”.

Per l’ex sindaco democristiano Delio Redi “scompare un personaggio che ha fatto molto per la nostra città”.

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