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“Il cercatore d’oro”, Pierluigi Girolami presenta il suo libro

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COPERTINA PER STAMPA-1LATINA – Verrà presentato venerdì prossimo, 12 dicembre 2014, alle ore 18, nei locali del Bar Poeta in piazza del Popolo a Latina, il libro scritto da Pierluigi Girolami, noto imprenditore pontino, dal titolo: “Il cercatore d’oro. Come ritrovare emozioni, gioia di vivere…”, i cui proventi verranno destinati ad iniziative benefiche. (prezzo di copertina 15 euro – IMPORTANTE è in vendita solo presso la libreria Feltrinelli di via Diaz a Latina)

Pierluigi Girolami, è impegnato da diversi anni in progetti benefici. Tra gli ultimi, in ordine di tempo, il finanziamento, per intero, di una scuola per l’infanzia nel villaggio di San Marco, a circa 200 km da Addis Abeba, in Etiopia. (http://www.pierluigigirolami.it/iniziative_benefiche.php#)

L’idea di questo libro – spiega l’autore – nasce dal confronto dialettico con alcuni ragazzi e dalla consapevolezza del disagio che hanno nell’affrontare il mondo del lavoro. Vedere nei loro occhi quello sguardo di rassegnazione, l’incapacità di intravedere una speranza nel futuro mi ha rattristato al punto da desiderare di fare qualcosa per loro. Ho agito facendo quello che mi riesce meglio: ho scritto questo libro ispirandomi al mio percorso di vita, allo scopo di far riflettere, spiegando il modo in cui ho interpretato e gestito la mia esperienza, la mia disperazione e determinazione.
Il libro è strutturato in due parti: la prima è un viaggio nel mondo interiore di ognuno di noi, nella quale vengono affrontati, in modo semplice, concetti fondamentali come la conoscenza di sé, la fiducia, l’autostima, i sogni, l’atteggiamento e il cambiamento, accarezzandoli nella loro interezza per scuotere le coscienze dei lettori e farne trarre riflessioni.
Nella seconda parte, invece, più specifica, l’autore evidenzia, in modo dettagliato, le tecniche di vendita necessarie per comunicare al meglio con le persone, consentendo a chi legge di cogliere idee per impiegare al meglio le proprie capacità nel raggiungimento degli obiettivi.
Imprenditore attento all’evoluzione del mercato e con un occhio costantemente rivolto alla ricerca di nuove strategie organizzative, Pierluigi Girolami si è ritrovato improvvisamente a dover fronteggiare una forma di leucemia. Con sorpresa ha reagito con serenità di fronte ad un evento cosi doloroso, con la convinzione che il decorso fosse solo una parentesi della sua vita. “La leucemia l’ho salutata come un dono, il solo mezzo che poteva cambiare il percorso della mia esistenza – scrive nella premessa – convinto che era giunta l’ora di dare ascolto al mio istinto, alle sensazioni che il corpo mi inviava, al fine di rivedere la mia vita e cercare di capire gli errori commessi. Era determinante cambiare filosofia di vita, un nuovo modo di intenderla con nuove scelte volte a salvaguardare la mia serenità interiore. La mia vicenda mi ha fatto capire che nella vita è fondamentale migliorarsi, e per farlo non c’è bisogno di scoprirsi malati”.
Concordo con voi – prosegue Pierluigi Girolami – che è inconsueto confrontare il lavoro e l’esperienza di vita con la malattia, ma questa narrazione originale vi consentirà di interrogarvi e trovare soluzioni che possano aiutarvi a vivere in sintonia con voi stessi. Non ho la presunzione di risolvere i problemi, spiega ancora lo scrittore, ma racconto un mio percorso reale, vissuto nei bassifondi e percorso più volte. E’ un percorso personale che spero possa dare, a chi leggerà il libro, uno spunto per interrogarsi, uno stimolo per guardarsi dentro. Ho scritto questa insolita guida con il desidero di far navigare con la mente chi legge per stimolarlo a fronteggiare i timori che lo legano al passato.
“Ho un sogno: quello di trasmettervi l’energia positiva che scorre nelle mie vene per stimolarvi a riappropriarvi dei vostri sogni e soprattutto a trovare quell’equilibrio interiore che vi permetta di fare pace con voi stessi – conclude Girolami. Ho un sogno: di immaginarvi orchestrali che dirigono con note sublimi le fasi salienti della vostra esistenza, arrivando a riconoscere la vostra musica, quella che vi suggerisce il cuore. Ho un sogno: comunicare le mie esperienze di uomo e lavoratore organizzando seminari rivolti a chiunque desideri partecipare. Il fine è solo di accrescere la consapevolezza di voi stessi e trasmettervi la speranza di poter trasformare la vostra vita, diventandone protagonisti. Una sfida a cui credo molto”.
Pierluigi Girolami ha dedicato il suo libro alla giornalista pontina Rita Calicchia, recentemente scomparsa. “La ricordo con grande affetto per la sua personalità, la sua umanità e i sui consigli, che mi hanno consentito di vincere le mie paure e di approfondire la passione per la scrittura.

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Torna all’Abbazia di Fossanova il tradizionale Museo della Passione

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Torna all’Abbazia di Fossanova il tradizionale Museo della Passione, un percorso immersivo dedicato alla preparazione spirituale alla Pasqua. L’iniziativa accompagnerà i visitatori alla scoperta degli ultimi giorni della vita di Gesù attraverso un racconto che unisce storia, fede e simboli della tradizione cristiana.

La Pasqua, cuore dell’anno liturgico, celebra la Resurrezione di Gesù e la vittoria della vita sulla morte. Il percorso del museo ripercorre i momenti centrali della Settimana Santa: dall’ingresso a Gerusalemme alla Via Crucis, fino alla crocifissione e alla Resurrezione.

Durante la visita saranno approfonditi anche alcuni dei simboli più significativi della Passione: le croci, il titulus crucis, la corona di spine e i chiodi che, secondo la tradizione, furono ritrovati nel 325 dopo Cristo da Elena di Costantinopoli. Nel racconto trovano spazio anche le figure storiche coinvolte nel processo a Gesù, come Erode Antipa e Ponzio Pilato, insieme al ruolo del Sinedrio.

Un riferimento particolare sarà dedicato anche alla Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che, secondo la tradizione, avvolse il corpo di Gesù dopo la crocifissione. L’abbazia conserva una copia autentica non venerabile del telo.

Il percorso tocca inoltre il tema dell’Eucaristia e del sacrificio di Cristo, approfondito nella teologia di Tommaso d’Aquino, che interpretò il mistero eucaristico come atto di fede legato alle parole pronunciate da Gesù durante l’Ultima Cena.

L’evento, organizzato da padre Pablo Scaloni e padre Javier Nobile dell’Istituto del Verbo Incarnato, si terrà nel chiostro dell’abbazia nelle giornate del 22 e 29 marzo, dalle 15.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito e la visita guidata dura circa trenta minuti. L’iniziativa si svolgerà anche in caso di pioggia.

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Restauro terminato, riapre il Mausoleo di Munazio Planco a Gaeta

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GAETA – Sarà restituito alla fruizione pubblica il Mausoleo di Munazio Planco a Gaeta. La cerimonia organizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina  – che ha diretto il restauro –  con il Comune di Gaeta,  si terrà venerdì 13 marzo alle ore 11, presso il monumento, al termine di un articolato programma di interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del sito, tra i simboli più rappresentativi di Gaeta.

Oltre al restauro conservativo delle strutture, sono stati adeguati gli accessi e i percorsi di visita, migliorati gli apszi di accoglienza, creati  pannelli didattici e un percorso multimediale interno, volto a garantire una fruizione più ampia, sicura e inclusiva.

Il Mausoleo, importante testimonianza di architettura funeraria di età romana, fu eretto nel I secolo a.C. per volontà dello stesso Munazio Planco (90 – 1 a.C. ca.), console nell’anno della battaglia di Filippi (42 a.C.), censore nel 22 a.C., collaboratore di Cesare e di Augusto.

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Luca Argentero diretto da Edoardo Leo al Teatro Nino Canale di Fondi

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FONDI –  Dalla serie Tv di successo Avvocato Ligas, al teatro.  Luca Argentero sarà protagonista al Teatro Città di Fondi “Nino Canale” di “È questa la vita che sognavo da bambino?”, per la regia di Edoardo Leo. Lo spettacolo, scritto da Gianni Corsi, Luca Argentero e Edoardo Leo, con le musiche di Davide Cavuti,  nell’ambito della rassegna proposta da Comune di Fondi e ATCL, Circuito Multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, in collaborazione con Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci, sarà in scema il 28 maggio,

Luca Argentero (in foto credit Angelo Redaelli) racconta le storie di tre grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Raccontati sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto:  Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’antieroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso.Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.

Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.

Lo spettacolo è prodotto da Stefano Francioni Produzioni e organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.

 

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