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I NOSTRI LIBRI

Libri, Agostino Attanasio presenta “L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)”

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LATINA – “Non è l’ennesima storia della bonifica fascista delle terre pontine e delle sue «città nuove». Questo volume racconta invece la vicenda, più antica e quasi sconosciuta nei suoi sviluppi, della bonificazione delle vere e proprie Paludi Pontine: il territorio che da Tor Tre Ponti a Terracina si estendeva su entrambi i lati della via Appia, dalle pendici della cinta collinare dei Lepini-Aurunci fino alla sponda sinistra del fiume Sisto”. Così Agostino Attanasio, ex direttore dell’Archivio di Stato di Latina e poi direttore dell’Archivio Centrale dello Stato a Roma, racconta il suo nuovo lavoro dal titolo “L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)” (ed Rubettino).

Al centro del volume appena pubblicato (432 pagine), vicende inedite che cominciano prima dell’Unità D’Italia e arrivano alla bonifica fascista, come racconta lo stesso Attanasio al microfono di Licia Pastore. Una storia inedita.

“Nel 1777 il comprensorio della bonificazione – spiega Attanasio – , distinto in una zona esterna e in un circondario interno, di 19 mila ettari venne acquisito dalla Camera Apostolica al proprio dominio diretto, e  fu suddiviso, nell’ultimo decennio del Settecento, in corpi fondiari, concessi in enfiteusi da Pio VI a poche decine di possessori. Nel 1861, dopo decenni di discussioni, essi furono chiamati dal Governo pontificio a costituirsi in Consorzio per sostenere le spese di manutenzione delle opere di bonifica. Lo fecero poco e male: presieduto per decenni dai Ferraioli, poi dal principe Felice Borghese, il Consorzio rimase controllato da pochi latifondisti (gli Antonelli, i Boffi, i Montani, i Pietrosanti, i Rappini e gli Zannelli) e dominato, tra la fine del secolo e i due decenni successivi, da Michelangelo Di Stefano. Nel 1927, a causa della sua inerzia e dei contrasti interni, l’ente fu commissariato per avviare finalmente le necessarie opere di bonifica. Retto dapprima da Pierluigi Serra e poi, a partire dal 1928, da Natale Prampolini, il Consorzio realizzò in pochi anni una grandiosa impresa di trasformazione del territorio, impiegando migliaia e migliaia di operai. Il volume, che si avvale di un ampio e accurato apparato di fonti, documenta con precisione le vicende interne al Consorzio e le opere di bonifica compiute, inserendole nel quadro della «questione della terra» e nel contesto politico e sociale della regione pontina negli anni decisivi che precedettero l’avvento del fascismo.

Il racconto di Attanasio

 

 

 

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Giacomo D’Ambrosio conquista il Premio Antica Pyrgos con “Il ladro di chimere”

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LATINA –  Al romanzo “Il ladro di chimere” di Giacomo D’Ambrosio, pubblicato dalla casa editrice Ensemble di Roma, la giuria del Premio Letterario internazionale  Antica Pyrgos 2026 ha assegnato il premio speciale con la motivazione: “per la contaminazione tra poesia e  prosa di stampo felliniano”. Il romanzo d’esordio dello scrittore nativo di Priverno, tenuto a battesimo dallo scrittore Paolo Di Paolo e già nella cinquina finalista al Premio Vesta, lo Streghino di Roma, parla di disagio giovanile, ansia, paura e depressione tra i giovani, specchio di una società in crisi.

La Giuria ha decretato quindi di attribuire i seguenti Premi speciali a personalità che si sono distinte nel mondo della cultura e dell’arte. Oltre a Giacomo D’Ambrosio, il premio è stato assegnato anche a Francesco De Luca, Lucrezia Delli Veneri e Frank Courtés per il suo romanzo “La mattina scrivo”.

La targa “GABRIELE GALLONI” è andato a Zeno Salimbene con  La brigante giovinezza– Edizioni Fuorilinea. Per il LIBRO EDITO DI POESIA al primo posto si è classificato Sacha Piersanti  con L’infanzia stipendiata – Perrone editore.

Per la SILLOGE INEDITA DI POESIA la prima classificata è Asia Maturani con  Versi proibiti. Mentre il PREMIO SPECIALE “MARIANNA DIONIGI” – per la scrittura al femminile a Giovanna Miceli con  La memoria del bianco – Il Convivio edizioni. Per  la POESIA INEDITA il premio è andato ad Alessandra Grecco  con La notte è una rosa baccarà, mentre il PREMIO SPECIALE AL MIGLIOR POETA STRANIERO a Dalila Hiaoui. Per il RACCONTO A TEMA “IL PROFUMO” infine il primo premio è andato a Tiziano Dell’Erba con La valle degli sguardi.

La premiazione del premio Antica Pyrgos 2026 si terrà il prossimo 26 aprile a Lanuvio (Roma) presso il teatro comunale.

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Allo Spazio Nicolosi, Virginia Vicinanza con il libro “Ti presento Dio…se esiste!”

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LATINA  . Venerdì 10 aprile alle ore 18.00, presso lo Spazio Culturale Nicolosi, si terrà la presentazione del libro “Ti presento Dio…se esiste!” (Pathos Edizioni, 2024) della professoressa Virginia Vicinanza, docente di lettere presso il Liceo Classico.

Il saggio propone un viaggio affascinante attraverso il tempo e il pensiero umano: dall’uomo primitivo fino ai nostri giorni, tra filosofia, scienza, letteratura e religione, alla ricerca di un’idea di Dio — forse esistente, forse no — che continua a interrogare l’umanità da millenni. Al centro di questo percorso c’è l’uomo, con la sua capacità di interrogarsi, di dubitare, di opporsi talvolta alle verità imposte e di provare, attraverso la ragione, a dare una spiegazione a ciò che per lungo tempo è stato considerato “sovrannaturale”.

Un tema complesso e universale, affrontato con rigore ma anche con uno sguardo aperto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico ampio e di stimolare confronto e riflessione.

Virginia Vicinanza, nata a Salerno nel 1966, è laureata in Lettere classiche presso l’Università di Salerno e docente dal 1992. Ha maturato una lunga esperienza nell’ambito della didattica e della formazione, con particolare attenzione alle metodologie psicopedagogiche e narrative. Tra le sue pubblicazioni: “L’ideale del buon Pastore in Gregorio” (2022) e “Ti presento Dio…se esiste!” (2024).

L’incontro si inserisce nel percorso di Spazio Culturale Nicolosi, da sempre impegnato nella promozione di occasioni di confronto, crescita culturale e partecipazione attiva nel quartiere.

Seguirà un aperitivo conviviale a sostegno delle attività di Spazio.

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Mario Calabresi all’Iis Gobetti di Fondi per i 25 anni di “Invito alla Lettura. Incontro con l’autore”

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FONDI – L’IIS Gobetti de Libero ospita Mario Calabresi. L’Istituto celebra così il 25° anniversario del progetto «Invito alla lettura. Incontro con l’autore». Il prossimo 15 aprile,  il giornalista, scrittore, fondatore di Chora Media  e già direttore di Repubblica e de La Stampa, presenterà Alzarsi all’alba (Mondadori, 2025), un’opera che nasce da una domanda semplice e urgente: in un’epoca dominata dalla cultura del tutto-e-subito, cosa rimane del valore della fatica? Il libro raccoglie le voci, tratte da storie vere, di chi ogni giorno si alza presto, lavora in silenzio e tiene in piedi il mondo senza clamore. Calabresi li chiama con affetto «la pattuglia dell’alba».

L’incontro del 15 aprile si inserisce in una storia lunga venticinque anni. “Invito alla lettura. Incontro con l’autore”  – spiega in una nota la scuola – nasce da un’intuizione semplice e potente: che i libri non si amano per obbligo, ma per contagio, e che il contagio più efficace è l’incontro diretto con chi “quei libri li ha scritti”. Sono arrivati così a Fondi,  Edoardo Albinati, premio Strega 2016; Francesco Piccolo, tra i più raffinati scrittori della sua generazione; Niccolò Ammaniti, autore di culto per giovani lettori; Valentina D’Urbano, scrittrice capace di parlare alle nuove generazioni; Eraldo Affinati, che fa della scuola e dell’educazione il cuore della sua narrativa; Massimo Carlotto, maestro del noir italiano. Con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo la letteratura ha dialogato con la magistratura. Dal mondo del giornalismo, della televisione e della divulgazione: Alberto Angela, Franco Di Mare, Michele Cocuzza e Leonardo Cecchi. Tra le presenze più originali e trasversali, Pif, Folco Terzani, testimone di una letteratura del viaggio e dell’interiorità; Marco D’Amore, attore e regista che ha parlato di cinema, narrazione e responsabilità artistica; ed Enrico Galiano, professore e scrittore capace di emozionare un’intera generazione di lettori giovani.

Originato da un’idea delle prof.sse Maria Pica e Patrizia Lombardi, sostenuta dai dirigenti scolastici succeduti nel tempo, è stato portato avanti in questa edizione speciale dai docenti Sabina Sepe e Alessio Pescosolido, con il costante supporto di Enza Campino, stimata e nota libraia.

Il 15 aprile sarà dunque un compleanno speciale: venticinque anni di storie condivise tra autori e studenti, e ancora la voglia — intatta — di aprire un libro, incontrare chi l’ha scritto, e scoprire che leggere è, prima di tutto, un atto di fiducia nel futuro. “Come l’alba”, appunto.

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