CRONACA
Il sequestro del cantiere Malvaso bomba ad orologeria per le altre varianti
[flagallery gid=290]
LATINA – Ci va giù pesante nell’0rdinanza con la quale dispone il sequestro del cantiere sorto sul terreno di proprietà del consigliere comunale Vincenzo Malvaso a Borgo Piave, il gip di Latina Mara Mattioli che parla di palesi illegittimità che non riguardano solo la concessione edilizia, ma anche il piano particolareggiato e le procedure adottate per approvarlo. E poi ci sono gli “errori” sull’errore con un calcolo sbagliato delle volumetrie (il triplo di quelle iniziali) e come se non bastasse la violazione della fascia di rispetto stradale. Non si salva niente. E se questo è il criterio utilizzato dalla giunta comunale di Latina per approvare tutti i nuovi piani particolareggiati del quartieri, allora è chiaro che l’amministrazione cittadina si trova una bomba ad orologeria innescata dentro il Palazzo. La variante del quartiere Prampolini (R3) è già all’attenzione dei magistrati di Via Ezio, il Gigante Buono si muove per costituire un gruppo di lavoro e passare al setaccio quella dell’Isonzo. Un tornado sul Comune. Qualcuno lo definisce un suicidio dei politici che hanno ottenuto la fiducia per governare in nome e per conto dei cittadini.
IL GIP – Spiega il Gip che il permesso a costruire è stato rilasciato dal Comune e “attuato dal tecnico incaricato in violazione dell’art 12 del Prg e delle stesse previsioni della illegittima variante approvata dalla Giunta Comunale autorizzando l’ulteriore traslazione all’interno della fascia inedificabile di rispetto stradale di una consistente porzione del fabbricato”. In pratica non solo il permesso a costruire rilasciato da Comune è illegittimo e basato su atti illegittimi (della Giunta), ma la sua realizzazione è anche violativa delle prescrizioni della stessa Variante (illegittima). Gli aumenti di volumetrie sono arditissimi: autorizzati (in violazione delle prescrizioni di legge) solo per le superfici commerciali al piano terra, sono stati poi estesi ai tre piani residenziali. “Tutto ciò – spiega il Gip – procurando intenzionalmente alla Piave Costruzioni srl un ingente e ingiusto vantaggio patrimoniale”. E questo è quanto in merito all’abuso edilizio. Sul fronte procedurale non va meglio. Infatti, dal momento che il nuovo PPE stabilisce di utilizzare diversamente porzioni di territorio prima destinate a verde e servizi e dunque a fini pubblici, proprio per questa ragione la Variante doveva essere approvata dal Consiglio Comunale e non dalla Giunta.
La Regione ha già avviato un’attività di vigilanza chiedendo chiarimenti immediati su Via Quarto, su Borgo Piave e in genere sulle varianti approvate dalla giunta comunale di Latina che ne ha sempre rivendicato la correttezza. L’assessore Di Rubbo in una lunga conferenza stampa in difesa del suo operato nel ruolo di numero uno della politica urbanistica aveva detto di non avere nulla da temere perché era tutto in regola. Ma dopo i primi dubbi, era stato il consigliere regionale del Pd Enrico Forte a presentare un’interrogazione in Regione che ha dato il via alla richiesta di documentazione presentata dall’assessore Civita in Comune. Ora, dopo l’ordinanza del giudice, il lavoro controllo della Regione sembra decisamente più facile.
LA POSIZIONE DEL COMUNE – “Il sindaco Giovanni Di Giorgi, di concerto con l’assessore all’Urbanistica Salvatore La Rosa, a tutela dell’Amministrazione comunale, ha disposto l’avvio di una procedura di accertamento interno per quanto concerne la vicenda dell’annullamento, in autotutela, del permesso a costruire di via Quarto. Inoltre, sempre di concerto con l’assessore, il sindaco ha dato mandato per la costituzione di un gruppo di lavoro esterno per più approfondite verifiche relative agli atti di pianificazione, avviati nelle precedenti consiliature, approvati e in corso di definizione dall’inizio della corrente consiliatura”. E’ in questa nota la posizione dell’Amministrazione dopo i fatti di ieri.
IL PD CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO – Il sequestro da parte del Nipaf della costruzione di via Piave (figlia della variante denominata Malvaso) non è di certo un fulmine a ciel sereno – afferma il capogruppo del PD, Alessandro Cozzolino in rappresentanza di tutto il gruppo consiliare -. Di Giorgi, solo qualche mese fa, ha annunciato le sue dimissione a causa di alcuni interessi privati che prevalevano sul bene della città. Nell’ultimo giorno disponibile decide di tornare sui suoi passi promettendo di portare trasparenza in alcuni ambiti delicati, come quello dell’urbanistica. Dalle dichiarazioni, però, non si è mai passati ai fatti. Nessun piano particolareggiato è mai stato discusso in Commissione Urbanistica, nessun documento di questo genere si è discusso in consiglio comunale. Nulla si è fatto di concreto per cambiare rotta a questo modo di operare che, adesso, grazie anche al Nipaf, sta venendo fuori. “Sarà sicuramente la magistratura a verificare le responsabilità ma di certo, dopo gli avvenimenti di ieri (via Quarto), e della variante Malvaso, di oggi, l’amministrazione comunale deve prendersi le proprie responsabilità, il sindaco deve dimettersi e ridare ai cittadini la parola per creare una maggioranza più responsabile”.
“Gli atti giudiziari faranno il loro corso – afferma il consigliere comunale, Maurizio Mansutti – ma è chiaro che oggi il Gip ha preso delle prime conclusioni. Con la scelta dei nuovi assessori il sindaco ha fatto intendere chiaramente che c’era la necessità di fare chiarezza. Presenteremo una mozione di sfiducia affinché venga presto convocato un consiglio comunale ed ogni gruppo possa dire la sua su questa situazione grave per la città. Qui, è bene sottolinearlo, non si parla solo della variante Malvaso ma di ben 9 piani particolareggiati su 12 possibili. C’è un grave malessere. La palla deve passare ai cittadini”.
“Dopo la giornata di oggi – afferma Gioacchino Quattrola, segretario del Pd comunale – mi vengono in mente le parole del questore di Latina, De Matteis, in cui affermava che il vero core business della città è l’aumento delle cubature. Questo il messaggio che deve passare. Ad evidenziare questa problematica, adesso, non è solo il partito dell’opposizione ma anche il questore della città”.
“Le dimissioni del sindaco di Giorgi sono l’unica via d’uscita possibile – conclude Marco Fioravante, consigliere comunale -. Ormai il primo cittadino non è più credibile. Dopo il suo ritiro delle dimissioni e dopo aver promesso, senza alcun atto pratico, di voler far chiarezza sull’urbanistica, non possiamo dargli altre possibilità. In questi quasi quattro anni di amministrazione in non riesco a vedere alcun passaggio positivo”.
Per Giorgio de Marchis “sull’urbanistica a Latina la politica ha scelto di suicidarsi. Pur ribadendo i concetti del garantismo che vedono un imputato innocente fino al pronunciamento della condanna definitiva, pensiamo che la condanna politica sia scritta e che il Sindaco debba dimettersi determinando lo scioglimento del Consiglio Comunale”.
CRONACA
Lutto in casa Zaccheo: è venuto a mancare a 83 anni Giuseppe fratello dell’ex sindaco di Latina, oggi i funerali
LATINA – È venuto a mancare all’età di 83 anni Giuseppe “Peppe” Zaccheo, nato a Sermoneta il 14 settembre 1942. Uomo profondamente dedito alla famiglia, che ha fatto dell’amore e del senso di responsabilità la guida della propria vita. Innamorato dei suoi nipoti Andrea e Irene, che erano per lui motivo di orgoglio e gioia infinita, sapeva regalare presenza e affetto sincero. Dopo la prematura scomparsa dei suoi genitori in un tragico incidente, insieme alla moglie ha finito di crescere e allevare i suoi fratelli, assumendosi responsabilità troppo grandi per la sua giovane età, ma affrontandole con forza, dignità e amore. Un esempio di generosità, sacrificio e umanità che resterà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato. I funerali si terranno questo pomeriggio, giovedì 5 Marzo, i funerali alle ore 15 nella chiesa di Latina Scalo.
CRONACA
Cisterna, trovato borsone abbandonato contenente cocaina, indagini in corso
Un quantitativo di cocaina è stato sequestrato dalla Polizia di Stato a Cisterna di Latina durante un’attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, circa 214 grammi di cocaina, è stata recuperata all’interno di un borsone abbandonato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la borsa sarebbe stata lanciata da un’auto in corsa che si è poi allontanata dalla zona, senza però sfuggire ai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Dopo la segnalazione, gli agenti del commissariato di Cisterna di Latina si sono recati sul posto indicato e, al termine delle ricerche, hanno rinvenuto il borsone con all’interno alcune buste impregnate di una sostanza oleosa e con un forte odore di caffè, probabilmente utilizzato per coprire l’odore dello stupefacente. I test qualitativi effettuati sul posto hanno confermato che si trattava di cocaina per un peso complessivo di circa 214 grammi. La sostanza è stata sequestrata a carico di ignoti. Sono ora in corso le indagini per risalire ai responsabili e ricostruire la provenienza della droga.
CRONACA
Minturno, la giunta approva il progetto per il restauro delle stanze e della corte del Castello Baronale
La giunta comunale di Minturno ha approvato il progetto per il restauro e la rifunzionalizzazione di alcune stanze e della corte del Castello Baronale Caracciolo Carafa. L’obiettivo è partecipare all’avviso pubblico della Regione Lazio dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico locale. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 340 mila euro. In caso di ammissione al finanziamento, la Regione coprirebbe l’80% della spesa, pari a circa 272 mila euro, mentre la restante quota del 20%, circa 68 mila euro, sarebbe a carico del Comune. Il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Elisa Venturo ha spiegato che l’intervento si inserisce nel percorso di valorizzazione del castello e del centro storico. L’obiettivo è recuperare spazi oggi non pienamente utilizzati per favorire una maggiore fruizione culturale e turistica del complesso.
Il progetto interessa una superficie complessiva di circa 540 metri quadrati: 80 metri quadrati di stanze interne e 460 metri quadrati della corte. Sono previsti interventi di restauro conservativo delle strutture murarie e degli elementi di pregio, con il ripristino degli intonaci storici, il consolidamento delle pavimentazioni e il riassetto delle pendenze per garantire il corretto deflusso delle acque. Tra le opere previste anche la rifunzionalizzazione degli spazi interni con impianti a norma, l’adeguamento alle normative di sicurezza e accessibilità, la realizzazione di un impianto di illuminazione dedicato e la sistemazione delle aree esterne. L’obiettivo è creare ambienti polifunzionali destinati a mostre, eventi culturali e attività didattiche. Con la delibera di giunta numero 38 del 2 marzo è stato inoltre approvato il quadro esigenziale dell’intervento, inserito nel programma triennale dei lavori pubblici. L’amministrazione punta ora alla redazione del progetto esecutivo entro la scadenza del bando prevista per aprile, requisito che permetterebbe di ottenere un punteggio più alto nella graduatoria regionale.
-
TITOLI5 ore faI quotidiani di Latina in un click – 5 Marzo 2026
-
CRONACA1 giorno faSi prolunga lo stop idrico a Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina
-
CRONACA7 giorni faMeccanico minacciato con la pistola per un lavoro fatto male: un arresto e tre denunce
-
TITOLI1 giorno faI quotidiani di Latina in un click – 4 Marzo 2026
-
CRONACA1 settimana faTribunale senza tre presidenti di Sezione, gli Avvocati sollecitano le nomine
-
ATTUALITA'1 settimana faParroci e Sindaci dei Comuni della Forania di Sezze si confrontano su esigenze e bisogni dei territori
-
CRONACA1 settimana faBoom di veicoli senza assicurazione a Sabaudia: 45 sequestri dall’inizio dell’anno
-
CRONACA1 settimana faAl volante ubriaco, senza patente, assicurazione e revisione: denunciato





