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CRONACA

Omicidio a Sezze, Petrianni: mio cognato mi ha sparato e ho reagito

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Il luogo del ritrovamento del cadavere

Il luogo del ritrovamento del cadavere. In prima pagina l’arresto di Petrianni

SEZZE – <La pistola non era la mia ma di mio cognato ed è stato lui il primo a sparare un colpo, dopo che abbiamo avuto una violenta discussione e colluttazione sono riuscito a disarmarlo e preso dalla rabbia ho sparato due colpi>. E’ questa la versione offerta questa mattina davanti al gip Giuseppe Cario da Pietro Petrianni, l’uomo di Sezze arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di aver ucciso il cognato Maurizio Di Raimo e di averne occultato il cadavere. Oggi in carcere si è svolto l’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che ha convalidato l’arresto; Petrianni ha cercato di ridimensionare le accuse puntando sulla provocazione ma alla fine ha ammesso i fatti. Intanto si continua a cercare l’arma del delitto che secondo Petrianni è stata gettata nel lago di Fogliano, sia lui che la vittima non risultano nella banca dati delle forze dell’ordine posessori di un’arma.

APPELLO – Scrive un appello tramite il suo avvocato, Francesco Vasaturo, la mamma di Maurizio Di Raimo, freddato con tre colpi di pistola al petto. La donna non ritiene possibile che Petrianni abbia agito da solo, per questo chiede a chiunque abbia visto qualcosa di mettersi in contatto con la Polizia. Anche il minino particolare potrebbe essere importante.

L’autopsia eseguita ieri pomeriggio ha rivelato che tutti i proiettili erano in grado di ucciderlo. Un quarto ha mancato invece l’obiettivo ed è stato trovato dagli esperti della Polizia scientifica nel capannone in cui è avvenuto il delitto. Il medico legale Maria Cristina Setacci è stata incaricata di compiere l’esame dal pm Buontempo che coordina le indagini della squadra mobile.

Di Raimo era scomparso sabato e dopo la denuncia della compagna erano scattate le indagini della polizia che ha chiuso il cerchio in poche ore, arrestato il presunto omicida e ritrovato il corpo. Il movente è da ricercare in un debito della vittima con il suo presunto assassino, relativo all’affitto di una officina a Sezze Scalo.

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CRONACA

Coltellate in zona pub, condanni a sette anni Manauzzi e Iustic

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LATINA – Sette di carcere è la condanna per Francesco Manauzzi e Antonio Iustic,  i due ragazzi di Latina riconosciuti colpevoli di duplice tentato omicidio per le coltellate in zona pub in cui rimasero gravemente feriti  il 23 novembre del 2024 altri due giovani, uno dei quali, Matteo Morandi, rischiò di morire. Mirko Iorio, considerato l’autore materiale del reato, era stato già condannato a 7 anni e 4 mesi con rito abbreviato.

La sentenza è stata pronunciata ieri dopo poco più di un’ora di camera di consiglio dal Tribunale di Latina presieduto dalla giudice Eugenia Sinigallia. Il pm marco Giancristofaro aveva chiesto 10 anni di reclusione. Stabilito anche il pagamento di una provvisionale di 40mila euro alla famiglia Morandi che si è costituita parte civile, mentre l’entità del risarcimento del danno sarà stabilita in sede civile.

Al termine della lettura della sentenza, il papà di Matteo Morandi ha espresso rabbia per l’entità della pena giudicata lieve. Le motivazioni che hanno portato i giudici del collegio penale alla decisione si conosceranno tra novanta giorni.

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CRONACA

Via del Faro, sopralluogo con droni sul costone dopo la frana: attesa una nuova ispezione tecnica

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Proseguono le verifiche sul costone roccioso che sovrasta via del Faro, interessato da un recente crollo. Ieri è stato effettuato un primo sopralluogo aereo con droni specializzati, che hanno consentito di acquisire immagini ad alta risoluzione e mappare le condizioni della parete.
Dalle prime analisi è emersa una situazione geologica complessa, con porzioni rocciose che potrebbero presentare fenomeni di instabilità e che richiedono ulteriori accertamenti. Per questo resta in vigore il divieto di circolazione sulla strada, con eccezioni per i residenti, i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e i casi di necessità.
Nei prossimi giorni è prevista una seconda ispezione tecnica sul posto per verificare l’eventuale presenza di pericoli imminenti e individuare con maggiore precisione le criticità in prossimità della carreggiata. Sulla base dei risultati delle perizie saranno definite le soluzioni più adeguate per la messa in sicurezza. L’amministrazione comunale assicura che continuerà a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti sull’evoluzione dei controlli e sui provvedimenti adottati.

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CRONACA

Sabaudia, truffe agli anziani: i Carabinieri incontrano 50 persone per spiegare come difendersi

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Prosegue in provincia di Latina la campagna di sensibilizzazione dei Carabinieri contro le truffe ai danni delle persone più vulnerabili. Nella giornata di ieri, i militari della Stazione di Sabaudia hanno incontrato circa 50 cittadini al Centro anziani del Comune, nell’ambito di un’iniziativa dedicata alla prevenzione dei raggiri. L’incontro, guidato dal comandante della Stazione, Luogotenente C.S. Rosario Ciccarelli, ha permesso di illustrare le tecniche più utilizzate dai truffatori, spesso basate sulla paura e sulla preoccupazione per i propri familiari. Tra gli stratagemmi ricorrenti, quello di contattare le vittime sostenendo che un parente sia rimasto coinvolto in un grave incidente o in un’altra situazione di emergenza, per convincerle a consegnare denaro o altri beni. I malviventi possono presentarsi al telefono o direttamente a casa, fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine, avvocati o rappresentanti di aziende di servizi e istituti di credito. Con modi cordiali e pretesti apparentemente credibili, cercano di ottenere denaro oppure informazioni personali e dati sensibili. Durante l’incontro è stato distribuito anche un vademecum con indicazioni sulle principali modalità di truffa e consigli pratici per riconoscere le situazioni sospette e proteggersi. L’obiettivo è fornire strumenti concreti ai cittadini, rafforzando al tempo stesso la fiducia nelle istituzioni e la possibilità di chiedere aiuto. Gli incontri proseguiranno sul territorio provinciale per aumentare la prevenzione, favorire il contatto diretto con le comunità e offrire sostegno anche a chi è già rimasto vittima di un raggiro.

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