CRONACA
Appalti truccati in Aeronautica, 8 arresti. Domiciliari per un imprenditore di Latina
LATINA – Otto persone sono state arrestate, quattro in carcere e quattro agli arresti domiciliari, in un’inchiesta della Procura di Velletri accusati di aver manipolato gare d’appalto relative all’esecuzione di alcuni lavori negli aeroporti militari di Roma. In stato di libertà invece sono state indagate 17 persone. Ampio il filone pontino delle indagini condotte dal Noe.
GLI ARRESTATI – Otto gli arresti scattati venerdì 11 dicembre da parte dei carabinieri coordinati dal procuratore di Velletri Francesco Prete. In carcere F. C., 48enne di Grottaferrata, dipendente civile della Difesa, ritenuto dalla procura di Velletri l’autore materiale dell’alterazione dei documenti degli appalti che poi venivano vinti da diverse imprese amiche; arrestati anche G. M., 48 anni, tenente colonnello in servizio presso il 2/o Reparto Genio dell’Aeronautica militare di Ciampino e gli imprenditori G. S., 45 anni di Avezzano e M. C., 42 anni, di Anzio. Arresti domiciliari, invece, per S. P., 53 anni, di Monte Compatri, dipendente civile del Ministero della Difesa; A. M. R., 35enne rumena; l’imprenditore R. B., 59 anni di Latina e A. C., romano 45enne, anche lui imprenditore. Avvisi di garanzia sono stati notificati ad altri sette imprenditori, un capitano ed un graduato dell’Aeronautica militare.
I REATI – I reati ipotizzati sono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla turbativa dei liberi incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed accesso clandestino in una installazione militare. Le indagini riguardano nove gare di appalto per opere di manutenzione ordinaria o straordinaria di edifici dell’Aeronautica a Capodichino, Centocelle, Pratica di Mare, Vigna di Valle e Guidonia. Si tratta di appalti per un valore complessivo di quasi nove milioni di euro, assegnati a varie società di Roma e Latina collegate all’intermediario G. S., presunto promotore dell’organizzazione a delinquere.
LE TANGENTI – Come «contropartita per l’illecita opera prestata», gli indagati avrebbero ricevuto «compensi in denaro. Le attività sono state documentate dalla Procura con cimici e telecamere piazzate negli uffici e intercettando i telefoni dei sospettati. Ne è emerso quello che il procuratore Prete ha definito un «consolidato sistema corruttivo», basato su «un modus operandi rozzo ma efficace. Le indagini proseguono e potrebbero avere presto nuovi sviluppi.
CRONACA
Minorenne pestato a Latina, l’Agesci Borgo Piave: “Siamo scossi per il nostro scout”. Sabato un sit in
LATINA – La comunità scout Agesci di Borgo Piave si dice profondamente scossa dopo l’aggressione di un giovane scout avvenuta ieri pomeriggio nella zona del centro commerciale Le Corbusier, a Latina. Il ragazzo usciva dalla palestra e un gruppo di giovanissimi gli ha chiesto una sigaretta poi, di fronte al suo rifiuto – motivato dal fatto che non fuma – lo ha colpito, procurandogli lesioni e in incrinandogli una costola. Fatti avvenuti alla presenza di testimoni e che le telecamere hanno ripreso.
“Non possiamo restare indifferenti davanti a un atto che ferisce non solo un giovane scout, ma anche i valori su cui costruiamo ogni giorno una società più giusta, pacifica e non violenta. Non possiamo e non vogliamo abituarci alla violenza”.
Per questo, sabato 7 marzo 2026 alle ore 15:30 il gruppo Agesci ha promosso un sit in che si terrà sul prato di fronte al Centro Commerciale Le Corbusier: “Vogliamo esprimere in modo simbolico e collettivo il nostro rifiuto di ogni forma di sopraffazione. In quell’occasione, bambini e ragazzi del gruppo scout scriveranno ciascuno un breve messaggio di AMICIZIA e auspicio, impegnandosi a compiere un atto di gentilezza concreta nei confronti del prossimo; ogni messaggio sarà legato a un rametto di ulivo e donato ai passanti, come segno di pace e invito a scegliere relazioni fondate sul rispetto reciproco”.
L’invito a tutti è a partecipare: cittadinanza, associazioni del territorio, istituzioni locali e organi di informazione.
CRONACA
Controlli nei locali, nei guai un altro noto locale di Latina
LATINA – La Polizia di Stato, in collaborazione con la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco, prosegue l’attività di controllo amministrativo dei pubblici esercizi e dei locali di pubblico spettacolo, così come previsto nell’ambito delle determinazioni assunte nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nei mesi scorsi, a seguito dei noti fatti di Crans-Montana. Mercoledì sera l’ispezione ha riguardato il noto locale di Borgo Piave a Latina, El Paso dove era in corso una serata danzante con musica dal vivo e dj set, ampiamente pubblicizzata anche sui social network.
“All’atto del controllo – si legge in una nota della Questura – il locale risultava in possesso di autorizzazione per lo svolgimento di pubblici spettacoli con una capienza massima autorizzata pari a 186 persone. Tuttavia, nel corso dell’ispezione è stata accertata la presenza di circa 305 avventori, ben oltre il limite consentito”. Al termine dei controlli che hanno riguardato tutti gli ambiti, alla titolare dell’esercizio sono state contestate diverse violazioni amministrative e penali e una denuncia per le violazioni previste dall’art. 681 del Codice Penale.
Inoltre, è stata sospesa la SCIA antincendio, con conseguente impossibilità di proseguire l’attività di pubblico spettacolo fino al ripristino delle condizioni di sicurezza richieste. Resta invece consentita la prosecuzione dell’attività di ristorazione, nel rispetto delle prescrizioni impartite dai Vigili del Fuoco.
CRONACA
Benzinaio ucciso con una coltellata al cuore, chiesto l’ergastolo per 19enne
Uccise con una coltellata al cuore Nahid Miah, 35 anni, gestore di una stazione di servizio a Tor San Lorenzo per prendergli l’incasso. Era il 27 maggio del 2025 e pochi giorni dopo l’autore del delitto fu arrestato a Cisterna dove si nascondeva. La Procura di Roma ha ora chiesto l’ergastolo per Marco Adamo, 19 anni, imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rapina. «Ho sbagliato, non volevo ucciderlo. Chiedo perdono», ha detto l’imputato in aula. Il giovane resta detenuto nel carcere di Velletri in attesa della sentenza.
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