lo scontro

Acqualatina, i sindaci sfidano la Depfa Bank: il fronte del “no” resiste in vista dell’assemblea

Ribadita la volontà del ritorno all'acqua pubblica, i primi cittadini vanno avanti nonostante il pegno delle quote

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L'Ad di Acqualatina Raimondo Besson

L’Ad di Acqualatina Raimondo Besson

LATINA – In vista dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio di Acqualatina fissata per domani e venerdì rispettivamente in prima e seconda convocazione, si sono riuniti a Latina i sindaci che chiedono il ritorno all’acqua pubblica e vogliono acquisire le quote del socio privato che è invece impegnato in una trattativa molto avanzata con Acea. Di mezzo c’è il pegno della Depfa Bank, la banca irlandese che ha concesso un muto da 11 milioni di euro ad alcuni comuni e ora può esercitare il diritto di surroga, sostituendosi loro nell’approvazione del bilancio. Di questo gruppo fanno parte anche sindaci che non vogliono votare il documento, e che disconoscono l’autorità dell’attuale Cda che hanno di fatto sfiduciato chiedendone le dimissioni.

In questi giorni uno studio legale di Roma ha convocato i Comuni impegnati con l’istituto di credito di Oltremanica per capirne l’orientamento, ma nessuno ha ritenuto di doversi presentare. Del resto, pur con tutti i problemi pratici e finanziari che un debito milionario può creare, la scelta strategica di tornare all’acqua pubblica (in linea con la volontà popolare chiaramente espressa con il referendum del giugno 2011 ) non può essere condizionata da una banca privata. La sfida è aperta, dunque.

L’orientamento di tutte le amministrazioni  – tranne che dei sindaci di Forza Italia  – è ormai chiaro: già lunedì quelli del Pd tramite il sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, avevano annunciato il loro no al bilancio; gli altri è probabile che non si presenteranno all’Assemblea.

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