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Piante fiorite, l’eccellenza pontina in mostra alla Fiera di Milano

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LATINA – Producono decine di milioni di piante l’anno, bellezza pura che gira il mondo intero. Sono spesso sconosciuti, ma attivissimi e contribuiscono per una fetta non indifferente a mantenere viva l’economia locale. Venti tra i maggiori florovivaisti pontini esporranno questa settimana al Salone Internazionale del Verde MyPlant & Garden che apre i battenti alla Fiera di Milano Rho mercoledì 21 febbraio (e fino al 23) con 650 espositori anche dall’estero e una superficie pari a quella di sei campi da calcio. Orto-floro-vivaismo, paesaggio e garden, i temi della fiera, settori in cui la provincia di Latina vuole dire la sua. Una boccata di primavera fiorita che si fa largo fra i manifesti della campagna elettorale.

“Portiamo in fiera piante in vaso anche da interno, piante per aiuole, da vivaio, e anche se il fiore reciso è in grande difficoltà da molti anni, non mancano espositori del fiore reciso”, racconta Luca Altieri, figlio del friulano Odorico Altieri, pioniere del florovivaismo italiano, che nel 1985 ha lasciato Udine per Pontinia dove ha dato vita e gestisce la Altiflor. Mentre ci parla sta preparando i bagagli come altri colleghi per portare a Milano i pezzi migliori della sua produzione che inconsapevolmente abbiamo magari visto nelle fioriere di alcuni dei più lussuosi alberghi europei. “Quest’anno puntiamo sulle perenni che si spogliano totalmente durante l’inverno, ma a primavera riappaiono in tutto il loro splendore e decorano il giardino per tutta l’estate e fino all’inverno successivo, come gli Ibiscus dai fiori giganti, o i Dephinium  o i leucanthenum solo per citarne alcuni”.

ascolta l’intervista

Un settore altamente tecnologico quello del florovivaismo che per avanzamento cammina ad un passo doppio rispetto a quello dell’orticoltura: “Per il controllo del clima all’interno delle serre servono tipologie diverse di riscaldamento con un occhio attento al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili; utilizziamo sistemi di irrigazione molto precisi, siamo impegnati nella lotta biologica o integrata per ridurre l’utilizzo dei pesticidi – spiega Altieri – Avanzati sono anche i sistemi di logistica per la movimentazione di questa elevatissima quantità di prodotti, all’interno delle nostre aziende e anche fuori fino al consumatore finale”.

Myplant & Garden  è considerata la più completa e trasversale manifestazione professionale del verde in Italia nata per sostenere la crescita e del dialogo con le aziende e gli operatori del settore. In tre edizioni (questa è la quarta) ha raggiunto i 13.000 i visitatori (dei quali il 12% dall’estero) e per il 2018 punta a superare largamente questo dato.

I FLORICOLTORI PONTINI A MYPLANT & GARDEN –

Altiflor Sabaudia
Bonini Paolo Sabaudia
Borrigarden Cisterna di Latina
Consorzio Vivai Pontini Sabaudia
D’ Auria Salvatore San Felice Circeo
Dammone Aprilia
Diem Latina
Exoticplant Vivaio Cisterna di Latina
Flor Circeo Sabaudia
Floricoltura Bonato Sabaudia
Floricoltura Castagnola Latina
Gruppo Bindi Aprilia
Lazzeri Società Agricola Sabaudia
Little Plant Cisterna di Latina
Mandatori Terracina
Mh Cactiland Terracina
Pandozzi Terracina
Red Fox Italia Latina
Saracino Aprilia
Selecta Latina
Vivaio Aumenta Terracina

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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