CRONACA
Terracina fuori dal dissesto, Procaccini ne svela i misteri
TERRACINA – Oltre 70 mila euro (non assistiti da documenti amministrativi e contabili) di servizio bar durante commissioni e consigli comunali. E poi manomissioni del sistema informatico certificate dalla Guardia di Finanza, pareggi di bilancio apparenti, ma irreali, anticipi di tesoreria al massimo dello scoperto per anni (8 milioni) e conseguenti interessi. E poi il debito venduto a società che erogavano denaro senza poi pagare le rate. Il sindaco di Terracina Nicola Procaccini, concluso il lavoro della OSL (l’Organo Straordinario di Liquidazione) che ha guidato per 6 anni l’uscita dal dissesto finanziario del Comune di Terracina, svela i misteri dei 110 milioni di debiti e 1265 creditori che hanno fatto stringere la cinghia ai cittadini.
“Un certosino lavoro (quello dell’OSL) che si è dovuto dipanare tra i meandri di spese oltre il limite dell’incredibile sia dal punto di visto degli importi sia per la natura delle uscite”, assicura prima di avviare un elenco significativo tra cui figurano anche il fallimento della Terracina Ambiente “che tra il 2007 e il 2011 nasce, si indebita, viene posta sotto sequestro e in amministrazione giudiziaria, infine fallisce”; il disallineamento dei dati contabili, somme vincolate erogate da altri enti per interventi di realizzazione e riqualificazione destinate ad altro uso, sentenze di condanna per danni erariali, relazioni e richieste della Corte dei Conti completamente ignorate.
“Si assumevano frotte di persone per il tramite di agenzie di lavoro interinale – mette nero su bianco Procaccini in una nota – salvo poi non pagarle e condannare il Comune a risarcimenti milionari. Per non parlare delle centinaia di consulenze finanziarie e di incarichi legali o dello scandalo degli alloggi provvisori. Perfino la cooperativa 29 giugno, protagonista della famosa vicenda di Mafia Capitale, rimase beffata dall’inadempienza del Comune per centinaia di migliaia di euro. Sono giunto alla conclusione – termina Procaccini – che le parole non bastano a far comprendere quale fosse lo stato delle cose. Per questo motivo stiamo approntando un convegno di studi e una pubblicazione sul “caso Terracina”.
ABBIAMO SCALATO LA MONTAGNA – “Oggi voglio ricordare quelle ditte fallite, quegli imprenditori sul lastrico, quei lavoratori lasciati a casa, quelle famiglie gettate nella disperazione o distrutte a causa della oltremodo immorale gestione della cosa pubblica. Da terracinese, questa è un’onta incancellabile. Voglio ringraziare anche la OSL perché insieme con gli uomini e le donne del dipartimento finanziario e dell’ufficio legale comunale hanno lavorato in condizioni difficilissime, ricostruendo con enorme pazienza e competenza un puzzle le cui tessere erano spesso introvabili, fatte sparire. È anche merito loro se oggi possiamo dire di essere fuori”.
I CONTI OGGI – Con la trasmissione al Comune di un bonifico di 13.626.282,82 euro da parte della Osl si va quasi ad estinguere del tutto il nostro debito, con un residuo di circa 400mila euro, ben inferiore all’accantonamento prudenziale di un milione e mezzo inserito nel bilancio di previsione 2018. Il prestito di 24 milioni di euro del governo nazionale è stato importante al pari delle transazioni accettate da 830 creditori, dei milioni di euro accantonati dal Comune in questi 7 anni e dei sacrifici dei terracinesi. Oltre che dei tagli ai costi della politica che hanno costretto assessori e consiglieri a lavorare per anni pressoché gratuitamente per amore della propria città. Un risultato ottenuto con un lavoro di squadra straordinario. Oggi Terracina è un Comune nuovamente credibile e affidabile per le ditte e gli istituti di credito, oggi possiamo pensare di alleggerire progressivamente la pressione fiscale e contemporaneamente riprendere a progettare opere pubbliche che, per paradosso, sono state molto più numerose in questi ultimi 7 anni di dissesto rispetto ai decenni precedenti grazie alla capacità di intercettare risorse e dialogare con istituzioni pubbliche e privati cittadini. Non è ancora finita del tutto, ma ci siamo tolti un macigno enorme dalle spalle”.
CRONACA
Latina e provincia: chiusi due panifici per gravi carenze igienico – sanitarie
LATINA – Controlli serrati dei Carabinieri del NAS di Latina, che hanno passato al setaccio alcune attività commerciali operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti da forno. Riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente critiche in due esercizi pubblici: In un panificio nel capoluogo pontino, i militari hanno accertato un quadro complessivo caratterizzato da gravi carenze strutturali e igieniche: le attrezzature utilizzate per la produzione e la cottura sono risultate obsolete e vetuste, con evidenti segni di usura e mancata manutenzione, mentre i forni presentavano condizioni tali da non assicurare un adeguato livello di igiene. Le pareti dei locali adibiti alla lavorazione e alla cottura sono apparse annerite, con accumuli di sporco e residui compatibili con una prolungata carenza di interventi di ripristino e sanificazione. Disposta l’immediata sospensione dell’attività fino all’eliminazione delle non conformità accertate. Elevata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.
Analogo scenario è emerso nel corso di un secondo controllo effettuato presso un ulteriore panificio del sud pontino, dove i militari hanno riscontrato condizioni igienico-strutturali particolarmente gravi. Trovati 45 chilogrammi di pasta di pane conservata in condizioni igieniche giudicate non idonee in quanto esposta a potenziali contaminazioni. Il prodotto è stato immediatamente smaltito in regime di autocontrollo dall’operatore del settore alimentare, al fine di eliminare qualsiasi possibile rischio per la salute dei consumatori. Anche in questo caso sospensione dell’attività ed è stata irrogata al titolare una sanzione amministrativa di 1.000 euro. L’intervento si inserisce nell’ambito della costante attività di vigilanza finalizzata a garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, presupposto imprescindibile per la tutela della salute collettiva. I controlli proseguiranno sull’intero territorio provinciale, con particolare attenzione alle attività di produzione e somministrazione di alimenti.
CRONACA
Terracina: controlli dei Carabinieri in un’azienda agricola. Sospesa l’attività e denunciata la titolare
Ispezione presso un’azienda agricola di Terracina dedita alla coltivazione di prodotti ortofrutticoli, All’esito delle verifiche, il titolare dell’azienda, una 65enne del posto, è stata denunciata per i reati di mancata informazione e sorveglianza sulla sicurezza, mancata sorveglianza sanitaria e mancata redazione e valutazione del Documento di Valutazione dei Rischi . Nel corso dell’attività ispettiva, dei Carabinieri di Terracina, con il supporto dei militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, hanno verificato la posizione di tre lavoratori di nazionalità indiana, risultati tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale, ma non in regola con le preventive comunicazioni di assunzione. Per tale violazione è prevista l’applicazione della cosiddetta “maxi sanzione” e la sospensione dell’attività. I Carabinieri hanno inoltre elevato ammende per un importo complessivo superiore a 5.500 euro e sanzioni amministrative per circa 11.700 euro.
CRONACA
Sezze: Trovata con la droga appena acquistata e con un coltello. I Carabinieri denunciano due donne
Sezze – Beccata dopo aver comprato droga e per di più era in possesso di un coltello a serramanico. A Sezze i Carabinieri hanno denunciato, in stato di libertà, una donna di 48 anni del posto, per porto di armi od oggetti atti ad offendere e la donna dalla quale era stata comprata la droga, una donna di 51 anni anche lei del posto, già nota alle forze di polizia, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. A casa la donna trovati due bilancini intrisi di sostanza stupefacente, materiale per il confezionamento dello stupefacente nonché una pistola ad aria compressa. La 48enne è stata anche segnalata alla Prefettura anche come assuntrice di sostanze stupefacenti.
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