ATTUALITA'
La processione di Stella Maris si farà solo a terra, protestano le attività turistiche del Lido di Latina
LATINA – Le attività commerciali e turistiche del Lido di Latina sono sul piede di guerra in vista della tradizionale processione di Stella Maris che si terrà domani nel giorno di Ferragosto come tradizione vuole. Il problema è che anche quest’anno il corteo sarà via terra e non via mare. Lo ha deciso il parroco della Chiesa di Stella Maris e la scelta non è piaciuta ai titolari delle attività che si trovano sul lungomare: “Non è solo una tradizione, la processione con le barche è quasi un dovere in una località che vive di mare e grazie al mare”, spiegano annunciando la decisione unanime di protestare non contribuendo allo spettacolo dei fuochi d’artificio.
IL PERCORSO – L’edizione 2019 della festa prevede la partenza della Madonnina dalla parrocchia di Via Capraia alle 19. Qui, sarà issata sul rimorchio trainato da un trattore e percorrerà prima la Litoranea verso Borgo Grappa e poi, tornando indietro, tutto il lungomare da Capoportiere a Foce Verde. Ci saranno omaggi floreali da parte dei cittadini che in questi giorni stanno preparando ghirlande e altre composizioni, ma le attività rinunceranno ai loro fuochi d’artificio, quelli che accoglievano il passaggio delle imbarcazioni illuminando la spiaggia e che solo il maltempo poteva fermare.
DIVIETO DI FALO’ – Intanto in vista dell’imminente festività, il Comune di Latina ricorda ai cittadini che è vietata l’accensione di fuochi sulle spiagge del territorio comunale, così come è vietato l’uso di bracieri, griglie e barbecue sulle aree pubbliche. Stessa decisione è stata presa anche dalle amministrazioni di Formia, Gaeta e Minturno per motivi di sicurezza sugli arenili del litorale della riviera d’Ulisse.
ATTUALITA'
Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”
LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.
«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.
Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.
ATTUALITA'
A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia
La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.
Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.
Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.
In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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Sandro Cucchiarelli
14 Agosto 2019 at 10:26
Chiamatela Stella Viarum
Graziano Donà
14 Agosto 2019 at 10:27
Latina sta diventando un cimitero in tutti i settori, locali di intrattenimento che vengono chiusi, non parliamo dello sport, il teatro??? Vogliamo continuare ad elencare????
Dico solo che è una vergogna
Pierluigi Manetti
14 Agosto 2019 at 10:30
Penosi
Gabriele Passone
14 Agosto 2019 at 10:33
Cari giornalisti se cosi potete chiamarvi… Ma prima di scrivere le solite e ripetitive bugie informatevi vi do io i contatti se non riuscite a procurarveli. Così x una volta nella vostra attività scrivete un articolo vero e con dellw informazioni giuste.
Silvia Muzzolon
14 Agosto 2019 at 10:41
Gabriele Passone qua l’è la verità???
Tiziana Piccoli
14 Agosto 2019 at 11:06
Gabriele Passone si fa o no ? In strada o in mare ?
Graziano Donà
14 Agosto 2019 at 12:07
Signor Gabriele non voglio entrare in merito alla sua puntualizzazione perché evidentemente se ha scritto ciò avrà le suo ragioni ma non mi venga a dire che Latina e le sue istituzioni stanno creando qualcosa di positivo per la comunità le ripeto basti vedere lo sport dal calcio, al basket, alla pallavolo ed al nuoto costretti ad emigrare fuori latina per giocare in strutture adeguate ed in regola con le norme, l’intrattenimento per i giovani le discoteche chiusura dell’ombelico perché non rispetta le norme di sicurezza bene ma mi domando quando è partita la stagione estiva ed il locale a aperto evidentemente non sono stati fatti i dovuti controlli oppure è stato chiuso un’occhio perché aspettare agosto per l’ordinanza di chiusura? Se non si è in regola non andava data all’epoca della richiesta di apertura del locale, sabato scorso in merito all’episodio al mare davanti al locale Cancun mi spiega perché se ciò è avvenuto in strada si ordina la chiusura del locale? Cosa c’entra il locale? Due persone possono litigare anche in strada non davanti ad un locale quindi cosa facciamo a chi facciamo chiudere? Vogliamo parlare anche del teatro? Quest’anno è stata una grande stagione di eventi di ragni e ragnatele vogliono ripeterla? E la colpa di chi è? Dei cittadini scommetto!! E non dell’amministrazione che ci governa. La lista delle negatività sarebbe troppo lunga per scriverla tutta.
Gabriele Passone
14 Agosto 2019 at 12:42
Graziano Donà il mio commento è riferito solo post e ripetutamente ogni anno qualche organo d’informazione pilotato scrive bugie.
Ci sono persone che dall’inizio di ogni anno lavorano per questo unico evento sul nostro lungomare di enorme rilievo per il richiamo di turisti ma le difficoltà burocratiche e tecniche sono enormi tra cui la Piu importante l’uscita delle barche dal canale di rio martino.
Ed invece si addossa la Colpa al Parroco agli organizzatori ecc ecc…
La Processione della Stella Maris non è un evento commerciale…ma una tradizionale processione di un patrono che sicuramente dà l’opportunità alle tante attività commerciali di lavorare più dinaltri giorni
La processione si farà solo su strada con partenza alle ore 19 dalla chiesa in via capraia e passerà su tutto. Il lungomare… Fino a foce verde
Graziano Donà
14 Agosto 2019 at 12:53
No no mi scusi non mi sembra di leggere tra le righe che la colpa sia del parroco anzi è ben nota come da lei indicato di chi siano le responsabilità e cioè delle istituzioni ed è questa la vergogna maggiore chi non ha rispetto di una tradizione di lunga data del nostro lungomare ma bensì pensa che sia più importante attivare la burocrazia per cambiare un nome con tutto il rispetto a chi è stato intitolato ora ma i giardini pubblici sono parte della storia di Latina e tale doveva rimanere.
Se il parroco ha preso questa decisione evidentemente è perché qualcuno invece di essere di supporto perché la manifestazione avvenisse come doveva avvenire per mare a contribuito a mettere ostacoli.
Gabriele Passone
14 Agosto 2019 at 12:54
Graziano Donà legga bene c’è scritto lo ha deciso il. Parroco che si farà via terra
Graziano Donà
14 Agosto 2019 at 13:05
Ho letto ma evidentemente se ha deciso ciò sarà stato dovuto come dai lei evidenziato alla macchina burocratica ostile e non perché un parroco voglia cambiare le usanze o abitudini di una manifestazione
Gianni Zilio
14 Agosto 2019 at 14:28
Perme.e più proccessione
Gianni Mastrostefano
15 Agosto 2019 at 8:24
Dal porto di rio martino come escono le barche dei pescatori può uscire anche quello della Madonna