ASCOLTA RADIO LUNA ASCOLTA RADIO IMMAGINE ASCOLTA RADIO LATINA  

LABORAT

Caporalato Free, le associazioni agricole di Latina fanno il punto sul progetto di contrasto

I numeri: 1500 cittadini di paesi terzi coinvolti, 628 in formazione per l'integrazione, 32 le attività di agricoltura sociale

LATINA – Quasi 1500 cittadini di paesi terzi coinvolti, 628 interessati a percorsi formativi per l’integrazione socio-lavorativa e 32 da attività di agricoltura sociale. E ancora: 2346 ore di attività erogate nell’ambito di percorsi formativi per l’integrazione socio lavorativa, 63 punti di accesso attivati in tutta la provincia di Latina, 263 imprese agricole coinvolte e 17 workshop informativi ed eventi di diffusione realizzati in tutto il territorio. Inoltre: le attività di ricerca e azione, il marchio “Caporalato Free”,  il tavolo della rete di qualità e l’app dedicata. Sono questi i numeri principali e gli obiettivi raggiunti nell’ambito del progetto Laborat (Latina Buona Occupazione e Rete Agricola Territoriale) promosso da Fislas Latina (come capofila) e dai partner Agia Latina, Coldiretti e Confagricoltura, Cgil, Cisl e Uil e Saip Formazione e Lavoro.

I risultati del progetto Laborat, con lo studio e le testimonianze, sono stati presentati oggi -13 dicembre – all’hotel Europa di Latina nel corso di un evento pubblico a cui hanno preso parte anche i protagonisti di questo importante lavoro che ha visto impegnato per mesi l’intera macchina rappresentativa del comparto agricolo pontino, centinaia di imprese e lavoratori.

Laborat è nato dalla congiunta ideazione e progettazione di un intervento da parte proprio di un partenariato fortemente radicato nel territorio della provincia di Latina, non nuovo nel misurarsi con problematiche connesse all’inclusione e all’integrazione dei cittadini immigrati di paesi terzi. Il progetto si è inserito nella strategia di medio-lungo termine diretta alla lotta al caporalato e alle altre forme di intermediazione illegale prevista dal Piano nazionale d’azione. Rispetto a questo Laborat ha contribuito con la messa a punto di modelli e strumenti di prevenzione dell’insorgenza di forme di intermediazione illegale, attraverso azioni di sensibilizzazione delle aziende e degli immigrati extra Ue, destinatari di misure di conoscenza, informazione e formazione sulle possibilità di un’occupazione diversa da quella intermediata dal caporalato. L’obiettivo intorno al quale l’intero progetto si è mosso è stato quello di valorizzare un’agricoltura sana, promuovendo azioni di informazione, orientamento e potenziamento delle competenze per favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari del progetto.

“Affrontare, nell’attuale contesto sociale, tematiche delicate come i vari aspetti del lavoro in agricoltura non è così semplice; neppure scontati sono i risultati – ha spiegato nella presentazione il presidente dell’ente capofila Fislas Latina, Mauro D’Arcangeli -.  Fislas, nell’ambito del progetto Laborat, ha voluto portare il suo contributo fatto di metodologia e organizzazione, ma soprattutto di uomini e di idee. E grazie a questi uomini e a queste idee che è stato possibile tracciare una ” via maestra” che tutti gli addetti ai lavori potranno, se vorranno, seguire. Alla ricerca-azione, condotta nell’ambito del progetto Laborat, si sono affiancate numerose attività di formazione, informazione che hanno coinvolto centinaia di lavoratori e aziende agricole.  Laborat è l’inizio di un percorso che dovrà accompagnare oltre 30mila addetti del settore agricolo (lavoratori e aziende) attraverso la consapevolezza di un’agricoltura basata <sull’inclusione> di tutti i suoi attori”.

Tra gli aspetti essenziali del lavoro portato avanti nell’ambito di Laborat i tecnici che hanno elaborato il documento conclusivo hanno espresso un giudizio positivo sulla qualità dei risultati raggiunti “grazie anche – si legge nel documento – al modello integrato di attuazione che è stato messo a punto e implementato. Tale considerazione – si legge ancora – indica altresì l’importanza che le azioni avviate dal progetto trovino una continuità così da evitare che i benefici conseguiti vengano a disperdersi” con la raccomandazione di lavorare per implementare l’alleanza costruita dai partner con il supporto e l’apporto attivo delle istituzioni locali.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ULTIME NOTIZIE
In Alto