CRONACA
Formia, scoperto un covo-bunker in un’abitazione riconducibile al boss Bardellino
FORMIA – La scoperta di un covo-bunker sotto il pavimento di un’abitazione riconducibile ad Antonio Bardellino al Villaggio del Sole di Formia riapre il giallo sulla morte del boss dei Casalesi ufficialmente ucciso in Brasile nel 1988 per mano di Mario Iovine. Il corpo però non fu mai ritrovato e ora gli inquirenti delle Dda di Napoli e Roma che indagano sui fatti di camorra, ipotizzano che il boss sia vivo o comunque lo sia rimasto a lungo.
Quello che è accaduto mercoledì all’alba sul territorio della provincia di Latina, nel Sud Pontino, nella città dove i Bardellino si sono stabiliti intessendo relazioni e facendo affari, è stata la scoperta di un locale angusto, sotterraneo, dove si potrebbe essere nascosto proprio il noto esponente del clan dei Casalesi Antonio Bardellino. L’abitazione, pur essendo passata di mano più volte dopo la sua presunta uccisione, è considerata riferibile a lui.
Il nascondiglio trovato era dotato di una piccola panca e di una luce e vi si accedeva tramite una botola. Nel locale in Viale dei Pini, gli investigatori sono entrati nel corso delle indagini sul tentato omicidio di Gustavo Bardellino nipote del boss avvenuto a febbraio della scorso anno in una concessionaria di auto di Formia. E’ qui che sono entrati la Squadra Mobile di Latina e gli agenti del commissariato di Gaeta, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e della Compagnia di Formia e il ROS che è incaricato di svolgere i rilievi sulle eventuali tracce rimaste del piccolo vano sotterraneo alto 170 cm.
CRONACA
Elude l’antitaccheggio, 28enne arrestato per un furto ad Aprilia 2
APRILIA – Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato di Aprilia ha tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino tunisino nato nel 1998, gravemente indiziato di un furto aggravato commesso all’interno di un noto esercizio commerciale del centro commerciale “Aprilia 2”.
Gli agenti del Commissariato di Aprilia, intervenuti sul posto hanno rintracciato il 28enne poco dopo i fatti, mentre si allontanava dall’area commerciale, trovandolo ancora in possesso della refurtiva per un valore di circa 400 euro asportata eludendo i sistemi antitaccheggio dell’esercizio schermandone il segnale.
Gli accertamenti successivi, anche sulla base delle dichiarazioni raccolte e delle immagini di videosorveglianza, hanno consentito di procedere al suo arresto per il reato di furto aggravato.
L’uomo è stato quindi trattenuto presso gli uffici di polizia e sottoposto questa mattina a giudizio direttissimo, all’esito del quale l’arresto è stato convalidato.
Dagli accertamenti svolti è inoltre emersa la sua posizione irregolare sul territorio nazionale, motivo per cui sono state avviate le procedure amministrative volte al rimpatrio nel paese di origine.
AUDIO
Si è insediato il neo procuratore di Latina Gregorio Capasso: “Grande emozione e grande responsabilità”
LATINA – Nell’aula di corte d’assise del Tribunale di Latina si è svolta oggi l’affollata cerimonia di insediamento del Procuratore Capo di Latina, Gregorio Capasso, presente il procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato. Ad aprire gli interventi il Presidente del Tribunale di Latina, Antonio Masone.
Dopo il passaggio di consegne con l’Aggiunta Luigia Spinelli, che ha retto la Procura della Repubblica di Latina nell’ultimo anno, il neo procuratore ha ripercorso brevemente i 37 anni di attività cominciati da sostituto procuratore in Calabria, poi i vent’anni trascorsi in Procura a Latina, e da ultimo, gli otto anni in cui ha diretto l’Ufficio di Tempio Pausania in Sardegna. Ora, il ritorno a casa. Presenti le massime autorità cittadine e provinciali, i tre figli del neo procuratore e i presidenti dell’Ordine degli Avvocati e della Camera Penale.
“E’ una grande emozione e una grande responsabilità, un incarico che richiede un grande impegno – ha sottolineato nel suo discorso Capasso – Cercheremo di garantire al nostro territorio che il nostro ufficio sia un presidio di legalità e fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti”, ha detto.
La nomina ufficiale era arrivata da parte del Consiglio Superiore della Magistratura lo scorso 21 gennaio
CRONACA
Sequestrata un’area vicino al porto di Terracina. Il titolare dovrà rispondere di inquinamento e gestione illecita di rifiuti
Scoperto dai Carabinieri di Terracina un ingente sversamento di sostanze oleose sul suolo con conseguente contaminazione dei rifiuti. L’area in questione è nei pressi della banchina del canale del porto, in località Stella Polare, sede di un’attività di demolizione di imbarcazioni con rimozione di rifiuti. Al termine dell’attività investigativa, si è proceduto al sequestro penale dell’area e dei rifiuti presenti. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti e per inquinamento ambientale.

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